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L’amore, la bella vita e la scuola x Franck | Il cinema Clandestino di Silvano Agosti

in Cinema/Digest/Documentario/Video di

Dal Canale Youyube di Silvano Agosti |

L’intervista a Franck è un estratto del film D’AMORE SI VIVE di Silvano Agosti.
Questo clip è caricato in youtube dall’autore stesso che dopo molte richieste ha deciso di renderlo pubblico.

Il film documentario D’AMORE SI VIVE è una ricerca sul tema della sensualità, la tenerezza e l’amore condotta attraverso una serie di interviste a personaggi emarginati della provincia di Parma.
Realizzato nel 1982 questo film è stato sottotitolato in molte lingue perchè richiesto da un vasto pubblico, e ancora oggi è oggetto di interesse per il suo valore sociologico e artistico.

Claire Fontaine ha inserito D’AMORE SI VIVE tra le opere che hanno influenzato il suo lavoro, nella sua esibizione di sculture, films e scritti presso il Museum of Contemporary Art in North Miami, avuta luogo dal 2 giugno al 22 agosto 2010.

ELENA DIACO MAYER: Mirrors of Emptiness

in Arte/Digest/Eventi/In Galleria/Selezioni/Mostre di

a cura di Dafne Crocella

Spazio COMEL Arte Contemporanea – Via Neghelli, 68 Latina

Inaugurazione sabato 14 settembre ore 18.00

 

Nuovo appuntamento allo Spazio COMEL Arte Contemporanea di Latina che ospita la personale di Elena Diaco Mayer, l’artista che ha vinto il Premio del Pubblico durante la V edizione del Premio COMEL “Lucente Alluminio”.

Sarà inaugurata sabato 14 settembre la mostra “Mirrors of Emptiness”: un viaggio all’interno di noi stessi che inizia proprio dal riflesso della nostra immagine. In esposizione una serie di opere realizzate con vari materiali: alluminio, legno, gesso che vengono finemente lavorati fino a diventare superfici riflettenti. L’immagine che restituiscono all’osservatore però non è una precisa e perfetta riproduzione della realtà come davanti a uno specchio, ma una serie di linee e forme indistinte, un’entità che, pur mantenendo la propria individualità, perde i suoi confini e si ritrova ad essere parte del Tutto. La perdita di confini e forme riconoscibili diventa spunto per cercare nuovi significati e contenuti.

Elena Diaco Mayer, unendo agli studi accademici la conoscenza delle lingue orientali (lingua araba, iconografia ortodossa e scrittura giapponese) e la filosofia zen ribalta la tradizionale idea di specchio come oggetto di velleità e apparenza, per farlo diventare luogo e mezzo per una interrogazione profonda di sé stessi.

La mostra, a cura della critica e antropologa Dafne Crocella, sarà inaugurata alle ore 18.00 e aperta al pubblico tutti i giorni fino al 29 settembre.

 

Cenni biografici: Nasce a Padova. Si laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e si specializza con lode in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Studia lingua araba, iconografia ortodossa, calligrafia giapponese. Nel 2009 partecipa alla Seconda Biennale d’Arte dei Giovani a Bologna, curata da Renato Barilli. Nel 2011 è invitata ad esporre presso la 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia Accademie, a cura di Vittorio Sgarbi. Il suo lavoro è connotato dall’utilizzo di elementi naturali ed essenziali, e da un’iconografia che si basa sia sulla tradizione artistica occidentale sia sulle culture ortodossa ed orientale. La sua opera, pittorica e scultorea si serve di monocromie e ampie campiture d’oro, scritture astratte e modulazioni del segno.

 

Spazio COMEL Arte Contemporanea

via Neghelli, 68 – Latina

tel. 0773.487546 – email: info@spaziocomel.it

sito: www.spaziocomel.it

Eventi e info sulla pagina Facebook

Il viaggio e la musica preistorica di Jean-Loup Ringot

in Digest/Europa/review di

 

L’archeologo francese Jean-Loup Ringot, specialista in pedagogia della preistoria, propone un fantastico viaggio nel tempo fino alle origini dell’uomo attraverso interessanti seminari e attività divertenti. Ringot tiene seminari di animazione denominati “Misteri della preistoria” con grande successo pubblico, presso il Center for Rock Art di Colungo.

Laureato in geologia e nato a Parigi. Attualmente risiede in una città vicino a Brema, in Germania, da dove viaggia in tutta Europa sviluppando le sue attività in scuole, archeodromi, festival, musei o parchi della preistoria.

L’obiettivo di questa attività è scoprire la magia e i misteri della preistoria attraverso gli esperimenti e le officine di Jean-Loup Ringot, che introdurranno il modo di vivere e il sentimento dei nostri antenati 20.000 anni fa.

CITIZENS OF EVIDENCE

in Digest/Eventi di

Berlino

Si sta per inaugurare la 17a conferenza del Disruption Network Lab:
CITIZENS OF EVIDENCE: Independent Investigations for Change 20-21 settembre 2019,

Kunstquartier Bethanien.
La conferenza esplora le azioni dirette di comunità e dei cittadini per
esporre asimmetrie di potere, corruzione e abusi, e in che modo questa sorta di “whistleblowing dal basso” possa portare a un cambiamento nel territorio a livello politico e sociale.

Informazioni:
https://www.disruptionlab.org/citizens-of-evidence

Nello studio di Mondrian

in Arte/Digest/Documentari di
Il percorso umano, intellettuale e artistico del pittore olandese Mondrian, pioniere dell’astrattismo che, con Malevitch e Kandinskij, ha rappresentato un punto di svolta nell’arte del Novecento. Il documentario ripercorre l’evoluzione artistica di Piet Mondrian, dalle prime opere di ispirazione impressionista fino alla codifica di un linguaggio universale ed essenziale per la rappresentazione della natura. Inizialmente influenzato dal Cubismo, il pittore ha raggiunto, attraverso l’esperienza parigina prima e il movimento artistico De Stijl poi, la capacità di raccontare la realtà attraverso i colori e le forme geometriche fondamentali, influenzando profondamente, se non addirittura anticipando di vent’anni, quella che sarà l’estetica degli Anni Sessanta e oltre.
#documetariraccolti

Struggle: La vita e l’arte di Szukalski

in Arte/Digest/Documentario/Polonia di

Guarda il film

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Sinossi:

Un viaggio all’interno della mente di uno dei più grandi personaggi del secolo scorso mostra come la storia possa ostacolare il genio artistico di una generazione, mentre in quella successiva si faccia da parte, rivelandolo in maniera drammatica. Nel 1968, il collezionista di pop art appassionato di surrealismo Glenn Bray trova per caso uno strano libro sulle opere di Stanislav Szukalski.

Come tanti altri, Bray non ha mai sentito parlare di Szukalski, ma è entusiasta di mostrare i disegni e le foto contenuti nel volume ai suoi amici nella scena dei fumetti underground, tra cui Robert e Suzanne Williams e George Di Caprio, i quali trovano la visione del dimenticato maestro polacco decisamente in anticipo rispetto ai tempi. Alcuni anni più tardi, Bray nota appeso al muro di una piccola libreria nel quartiere di Tarzana uno strano manifesto raffigurante Copernico e lo riconosce subito come opera di Szukalski. La libraia lo informa che l’artista in persona le aveva fatto dono del poster e che abita lì vicino. Bray non può credere alle proprie orecchie: questo genio da tempo dimenticato è ancora vivo e risiede nella sua stessa zona.

Regia: Irek Dobrowolski

Prodotto da: Leonardo di Caprio

La finestra: le conseguenze dell’esplosione di Tianjin

in Digest/review di

Nel 2015 un’esplosione si è sviluppata in uno dei porti più trafficati della Cina, causando 173 vittime e ferendone innumerevoli altre. Prima della catastrofica sera del 12 agosto, i residenti del distretto Binhai New Area di Tianjin non erano a conoscenza del fatto che vivevano vicino a un magazzino di sostanze chimiche tossiche e materiali corrosivi. L’esplosione ha causato danni per 1,1 miliardi di dollari e ferito quasi 800 persone.Dalla tragedia, gran parte dell’area è cambiata. Un nuovissimo parco si trova in cima al sito del disastro; nel 2016, una nuova scuola elementare ha aperto nelle vicinanze. Binhai è in gran parte andato avanti, poiché le tracce del 12 agosto svaniscono dalla memoria e la censura del governo sull’argomento lascia poco spazio alla discussione pubblica. Tuttavia, la vita non tornerà mai alla normalità per i sopravvissuti e le famiglie delle persone colpite.

Ho trascorso tre anni a raccogliere conti ed esaminare come i sopravvissuti e le famiglie hanno affrontato da quell’evento traumatico. Documento il dolore persistente, per resistere all’oblio e all’indifferenza pubblica.Centinaia di fotografie testimoniano le finestre rotte, le facciate bruciate e la contaminazione ambientale, a testimonianza della distruzione di massa e dell’interruzione degli spazi privati ​​che un tempo venivano chiamati casa. — Zhou Na

L’autore Zhou Na:

Zhou Na è una fotografa indipendente e narratrice multimediale cinese. 
Dal 2015 lavora come libero professionista con sede a Pechino. È stata scelta come una delle nove persone del programma di fotografia e giustizia sociale della Fondazione Magnum nel 2017.

Un documentario sulla LandArt

in Digest/Documentario/Land Art/Video di
Le origini della Land Art, a cavallo tra anni ’60 e ’70. Nomi quali Michael Heizer, Walter De Maria, Robert Smithson: scopriamo come le loro innovative ricerche hanno saputo rompere i confini dell’arte tradizionale. Con materiali originali e interviste rare.

Mario Caciotti: Pittura pura

in Arte/Digest di
#mariocaciotti #ad #pitturapura @mariocaciotti

Il ritorno all’anima e alla bellezza dei tratti sanguigni e super colorati, pieni della terra che lo vede tutti giorni dipingere attivamente dagli anni quaranta. Mario Caciotti, classe 1923 è l’erede naturale di Ligabue o forse di Van Gogh, come asserisce Sandra Loewy del Hurn Museum di Savannah che nel 2006 gli dedica una permanente.

Lontano dai percorsi dell’arte contemporanea dove il sensazionalismo a tutti costi prevale sulla concretezza, l’arte di Caciotti è estremamente vera, materica e per questo non meno sensazionale. Mario dipinge con il cuore e l’anima, con un impasto denso e ricco di sensazioni ed emozioni. Il maestro, che abita e vive a Sesto Fiorentino, ritrae l’umanità, la ferocia dell’animale, i folli, gli ultimi attraverso marroni toscani, rossi accesi e oro, con tratti grezzi ed istintivi.Vibranti e luminose le sue tele ti coinvolgono per la loro semplice e pura bellezza.

Il sito dell’artista qui

Bio

Nato a Calenzano il 24 settembre del 1923Mario Caciotti si diploma in disegno tecnico alla Scuola Industriale Leonardo Da Vinci di Rifredi dove è allievo di Oreste Zuccoli.
Nel 1941, entrato come disegnatore alle Officine Meccaniche Galileo, comincia a dipingere: lo incoraggiano alcuni colleghi, anch’essi interessati alla pittura, poi i fratelli Ennio e Gino Pozzi con i quali espone a Villa Guicciardini, e Umberto Mannini.
Deve però alternare ai pennelli altre attività: trasferitosi a Sesto Fiorentino, aiuta il padre, trasportatore, e negli anni cinquanta modella e produce sculture ceramiche.
Dal 1960 può dedicarsi completamente alla pittura. Fino al ’70 partecipa, spesso con riconoscimenti a numerosi premi e mostre collettive regionali e nazionali: a Firenze nel 1961 (“Mostra Nazionale del Ritratto e Mostra Nazionale arte e sport”), a Roma nel 1964(“I Rassegna Nazionale di Arti Figurative” – Palazzo delle Esposizione), a Milano, a Piacenza e a Bologna nel 1968 (“Mostra Nazionale Arte Sacra” – Antoniano), a Roma 1967 (III Rassegna Nazionele di Arti Figurative – Palazzo delle Esposizioni), a Dizzasco 1968 (Biennale d’Arte Sacra).
La prima presonale risale al 1958 nella Galleria Proconsolo, a Firenze; ne seguira poi una successiva a Sesto Fiorentino nel 1962. Nel 1972 è accolto da Giovanni March nel gruppo Toscana Arte di Livorno.
Esegue in più occasioni opere di destinazione pubblica, come il grande pannello con ‘Interno notturno di bar‘ oggi ad Espelkamp, e di soggetto religioso, fra le quali la ‘Natività‘ nella Chiesa di S. Giuseppe Artigiano di Sesto Fiorentino; la ‘Via Crucis‘ nella Sacra Famiglia di Prato; l’‘Ultima Cena‘ per la Chiesa dell’Ascensione del signore di Firenze; ancune tele che, per volontà di monsignor Antonio Innocenti, arredano la sede del Ss.mo Sacramento in Vaticano; la ‘Via Crucis‘ nel portico del Santuario di Boccadirio.
Nel 1985 le sue tele sono presenti, accanto a quelle di Mannini e dell’amico Otello Fratoni, alla mostra “Cinque pittori di calenzano”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Calenzano, a cura di Alessandro Parronchi e Giancarlo Gentilini.
Nel 1988 sotto il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Prato, espone 40 opere nella sala Medievale S. Jacopo a Prato; nel 1990 tiene una personale presso il Palazzo Pretorio di Sesto Fiorentino. Esce nel 1996 la monografia curata da Giancarlo Gentilini, accolta nelle biblioteche dei musei Pecci di PratoMoMA di New York, e Prado di Madrid.
Nel 2006 il Comune di Calenzano organizza e ospita una mostra personale dal titolo “Genius Loci”, grazie alla quale Caciotti sarà conosciuto dal curatore del Contemporary Folk Art Hurm Museum di Savannah, in Georgia; la struttura accoglierà nel 2008, in maniera permanente, una ventina di opere dell’artista.
Nello stesso anno e per volontà degli stessi curatori, è uno dei protagonisti di una mostra itinerante intitolata “Tuscany and its People” che durerà due anni e si sposterà all’interno di importanti musei negli Stati Uniti, da Maiami a New York e Philadelphia.
Nel 2008 vengono esposti una serie di dipinti, che hanno per tema le “bestie feroci”. al Museo della Specola di Firenze. Nel 2009 presso la Sala delle Colonne di Pontassieve si tiene la personale del pittore fiorentino intitolata “Un naif espressionista”.
Sempre il Comune di Calenzano ospita dal 2010 una mostra permanente di disegni e dipinti nel palazzo comunale e nella stessa sala consiliare.Nota:
Dal 1969 si dedica al recupero di opere e testimonianze relative all’attività, altrimenti dispersa, di Umberto Mannini. Grazie alla sua dedizione un capolavoro dell’artista verrà esposto in sede permanente presso la Galleria degli Uffizi a Firenze.La sua pittura:
Le sue opere sono ricche di colore, di pennellate intense con cui coglie i dettagli dei volti, della natura, della religione e della vita della sua Toscana. I primi paesaggi hanno toni ambrati e tenui poi la sua pittura si evolve nei colori forti e nelle pennellate energiche.

Micheal Webb: Two Journeys

in Architettura/Libri e riviste di
Two Journeys è la prima monografia completa sul lavoro dell’architetto, artista e membro fondatore inglese di Archigram, Michael Webb. È ampiamente conosciuto per esplorare creativamente i confini delle tecniche del disegno, in particolare la proiezione prospettica, in bellissimi disegni e dipinti di strutture straordinarie. Le ricerche di Webb sugli ambienti costruiti e naturali sono rivelate nel suo studio ventennale sulla proiezione prospettica  e le prime opere, alcune delle quali sono state fatte in collaborazione con Archigram , il leggendario gruppo di architetti d’avanguardia formatosi a Londra negli anni ’60.

La pubblicazione collega quasi 60 anni di lavoro dell’artista a una narrazione sul rapporto tra architettura, automobile e paesaggio. Il lavoro di Webb indaga su queste relazioni usando nozioni di tempo, spazio e velocità, oltre a strumenti di disegno analogici come la matita e il collage, per i pezzi che vengono spesso riprodotti in seguito con colori ad olio. Il libro presenta una prefazione di Kenneth Frampton, saggi critici di Michael Sorkin e Mark Wigley, commenti di Webb e oltre 100 disegni – opere artistiche radicate nel pensiero analitico e strutturate attorno a elementi architettonici e sistemi notazionali.

Michael Webb (nato nel 1937) è un artista e professore di architettura. Nato in Inghilterra, è emigrato negli Stati Uniti nel 1965 e ora vive a Wakefield, RI. Le sue opere sono state esposte presso istituzioni come il Museum of Modern Art, Cooper Union, Storefront for Art and Architecture e l’Architectural League di New York. Il suo lavoro è stato ampiamente pubblicato su libri e riviste, tra cui il Journal of Architectural Education e Architectural Design. Webb è stato premiato con una borsa di studio dal Canadian Centre for Architecture (2010-11), e ha ricevuto una borsa di studio dalla Graham Foundation for the Fine Arts (2014). Ha insegnato architettura e disegno per oltre 50 anni in istituzioni quali l’Architectural Association, il Barnard College, la Columbia University, la Cooper Union, il New Jersey Institute of Technology, il Pratt Institute, la Rhode Island School of Design e la Virginia Tech.

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