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Robot Laputini a difesa dei giardini

in Arte/Fotografia/review di

Nel film giapponese Laputa: Castle in the sky, la nazione galleggiante dell’isola di Laputa era protetta da grandi robot umanoidi di notevole potenza e con braccia lunghissime che dalle spalle raggiungono il pavimento quando sono in piedi. Queste macchine da combattimento eranp disposti a guardi dei giardini e delle abitazioni di Laputa.
I loro corpi resistenti con grandi occhi forniti di raggi laser e le braccia costruite con materiale malleabile a tal punto da consentire loro di planare.

Avermo forse bisogno di essere sostituiti e difesi nel prossimo futuro da creature create, appunto, per salvaguardare noi e i nostri amati giardini.

Grazie a Karl Chu e Masatake Matsubara per la foto

 

Lo studio Ghibli Museum di Mitaka, in Giappone ne conserva una statua a grandezza naturale di un robot laputino, nella foto in costruzione.

Resilienza e residenza ai tempi del CVD 19

in Appunti/review di

L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL CORONA VIRUS

da cagliari art magazine

Eccoci, tutti presenti in laboratorio, era più semplice assentarsi da uno spazio fisico, come era quello del laboratorio che frequentavamo, rispetto a un’applicazione come whatsapp della quale tutti quanti siamo in possesso, e che bene o male, si è impossessata del nostro organismo, un pochino come potrebbe fare il Covid 19, il Corona virus.

Qualche riflessione sul tema di lavoro, l‘arte residente al tempo del Corona Virus:

Abbiamo attraversato un fine settimana surreale e metafisico (ma realmente fisico), con tutto chiuso eccezion fatta per gli esercizi commerciali che trattano i bene primari; focalizzerei una riflessione su come questi spazi privati e centri commerciali diventino nella loro asetticità gli unici luoghi d’aggregazione possibile, gli unici spazi che l’umano può frequentare, dove comunque non si può aggregare, perché persistono i vincoli emanati per decreto a nostra tutela (minimo un metro di distanza, mascherine e guanti), ma sono gli unici spazi dove ci si può relazionare a distanza, dove si possono vedere (senza interagire con loro) altri umani che non siano quelli che vivono con noi i nostri ambiti di domicilio.

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L’amore, la bella vita e la scuola x Franck | Il cinema Clandestino di Silvano Agosti

in Cinema/Digest/Documentario/Video di

Dal Canale Youyube di Silvano Agosti |

L’intervista a Franck è un estratto del film D’AMORE SI VIVE di Silvano Agosti.
Questo clip è caricato in youtube dall’autore stesso che dopo molte richieste ha deciso di renderlo pubblico.

Il film documentario D’AMORE SI VIVE è una ricerca sul tema della sensualità, la tenerezza e l’amore condotta attraverso una serie di interviste a personaggi emarginati della provincia di Parma.
Realizzato nel 1982 questo film è stato sottotitolato in molte lingue perchè richiesto da un vasto pubblico, e ancora oggi è oggetto di interesse per il suo valore sociologico e artistico.

Claire Fontaine ha inserito D’AMORE SI VIVE tra le opere che hanno influenzato il suo lavoro, nella sua esibizione di sculture, films e scritti presso il Museum of Contemporary Art in North Miami, avuta luogo dal 2 giugno al 22 agosto 2010.

ELENA DIACO MAYER: Mirrors of Emptiness

in Arte/Digest/Eventi/In Galleria/Selezioni/Mostre di

a cura di Dafne Crocella

Spazio COMEL Arte Contemporanea – Via Neghelli, 68 Latina

Inaugurazione sabato 14 settembre ore 18.00

 

Nuovo appuntamento allo Spazio COMEL Arte Contemporanea di Latina che ospita la personale di Elena Diaco Mayer, l’artista che ha vinto il Premio del Pubblico durante la V edizione del Premio COMEL “Lucente Alluminio”.

Sarà inaugurata sabato 14 settembre la mostra “Mirrors of Emptiness”: un viaggio all’interno di noi stessi che inizia proprio dal riflesso della nostra immagine. In esposizione una serie di opere realizzate con vari materiali: alluminio, legno, gesso che vengono finemente lavorati fino a diventare superfici riflettenti. L’immagine che restituiscono all’osservatore però non è una precisa e perfetta riproduzione della realtà come davanti a uno specchio, ma una serie di linee e forme indistinte, un’entità che, pur mantenendo la propria individualità, perde i suoi confini e si ritrova ad essere parte del Tutto. La perdita di confini e forme riconoscibili diventa spunto per cercare nuovi significati e contenuti.

Elena Diaco Mayer, unendo agli studi accademici la conoscenza delle lingue orientali (lingua araba, iconografia ortodossa e scrittura giapponese) e la filosofia zen ribalta la tradizionale idea di specchio come oggetto di velleità e apparenza, per farlo diventare luogo e mezzo per una interrogazione profonda di sé stessi.

La mostra, a cura della critica e antropologa Dafne Crocella, sarà inaugurata alle ore 18.00 e aperta al pubblico tutti i giorni fino al 29 settembre.

 

Cenni biografici: Nasce a Padova. Si laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e si specializza con lode in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Studia lingua araba, iconografia ortodossa, calligrafia giapponese. Nel 2009 partecipa alla Seconda Biennale d’Arte dei Giovani a Bologna, curata da Renato Barilli. Nel 2011 è invitata ad esporre presso la 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia Accademie, a cura di Vittorio Sgarbi. Il suo lavoro è connotato dall’utilizzo di elementi naturali ed essenziali, e da un’iconografia che si basa sia sulla tradizione artistica occidentale sia sulle culture ortodossa ed orientale. La sua opera, pittorica e scultorea si serve di monocromie e ampie campiture d’oro, scritture astratte e modulazioni del segno.

 

Spazio COMEL Arte Contemporanea

via Neghelli, 68 – Latina

tel. 0773.487546 – email: info@spaziocomel.it

sito: www.spaziocomel.it

Eventi e info sulla pagina Facebook

Il viaggio e la musica preistorica di Jean-Loup Ringot

in Digest/Europa/review di

 

L’archeologo francese Jean-Loup Ringot, specialista in pedagogia della preistoria, propone un fantastico viaggio nel tempo fino alle origini dell’uomo attraverso interessanti seminari e attività divertenti. Ringot tiene seminari di animazione denominati “Misteri della preistoria” con grande successo pubblico, presso il Center for Rock Art di Colungo.

Laureato in geologia e nato a Parigi. Attualmente risiede in una città vicino a Brema, in Germania, da dove viaggia in tutta Europa sviluppando le sue attività in scuole, archeodromi, festival, musei o parchi della preistoria.

L’obiettivo di questa attività è scoprire la magia e i misteri della preistoria attraverso gli esperimenti e le officine di Jean-Loup Ringot, che introdurranno il modo di vivere e il sentimento dei nostri antenati 20.000 anni fa.

CITIZENS OF EVIDENCE

in Digest/Eventi di

Berlino

Si sta per inaugurare la 17a conferenza del Disruption Network Lab:
CITIZENS OF EVIDENCE: Independent Investigations for Change 20-21 settembre 2019,

Kunstquartier Bethanien.
La conferenza esplora le azioni dirette di comunità e dei cittadini per
esporre asimmetrie di potere, corruzione e abusi, e in che modo questa sorta di “whistleblowing dal basso” possa portare a un cambiamento nel territorio a livello politico e sociale.

Informazioni:
https://www.disruptionlab.org/citizens-of-evidence

Nello studio di Mondrian

in Arte/Digest/Documentari di
Il percorso umano, intellettuale e artistico del pittore olandese Mondrian, pioniere dell’astrattismo che, con Malevitch e Kandinskij, ha rappresentato un punto di svolta nell’arte del Novecento. Il documentario ripercorre l’evoluzione artistica di Piet Mondrian, dalle prime opere di ispirazione impressionista fino alla codifica di un linguaggio universale ed essenziale per la rappresentazione della natura. Inizialmente influenzato dal Cubismo, il pittore ha raggiunto, attraverso l’esperienza parigina prima e il movimento artistico De Stijl poi, la capacità di raccontare la realtà attraverso i colori e le forme geometriche fondamentali, influenzando profondamente, se non addirittura anticipando di vent’anni, quella che sarà l’estetica degli Anni Sessanta e oltre.
#documetariraccolti

Struggle: La vita e l’arte di Szukalski

in Arte/Digest/Documentario/Polonia di

Guarda il film

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Sinossi:

Un viaggio all’interno della mente di uno dei più grandi personaggi del secolo scorso mostra come la storia possa ostacolare il genio artistico di una generazione, mentre in quella successiva si faccia da parte, rivelandolo in maniera drammatica. Nel 1968, il collezionista di pop art appassionato di surrealismo Glenn Bray trova per caso uno strano libro sulle opere di Stanislav Szukalski.

Come tanti altri, Bray non ha mai sentito parlare di Szukalski, ma è entusiasta di mostrare i disegni e le foto contenuti nel volume ai suoi amici nella scena dei fumetti underground, tra cui Robert e Suzanne Williams e George Di Caprio, i quali trovano la visione del dimenticato maestro polacco decisamente in anticipo rispetto ai tempi. Alcuni anni più tardi, Bray nota appeso al muro di una piccola libreria nel quartiere di Tarzana uno strano manifesto raffigurante Copernico e lo riconosce subito come opera di Szukalski. La libraia lo informa che l’artista in persona le aveva fatto dono del poster e che abita lì vicino. Bray non può credere alle proprie orecchie: questo genio da tempo dimenticato è ancora vivo e risiede nella sua stessa zona.

Regia: Irek Dobrowolski

Prodotto da: Leonardo di Caprio

La finestra: le conseguenze dell’esplosione di Tianjin

in Digest/review di

Nel 2015 un’esplosione si è sviluppata in uno dei porti più trafficati della Cina, causando 173 vittime e ferendone innumerevoli altre. Prima della catastrofica sera del 12 agosto, i residenti del distretto Binhai New Area di Tianjin non erano a conoscenza del fatto che vivevano vicino a un magazzino di sostanze chimiche tossiche e materiali corrosivi. L’esplosione ha causato danni per 1,1 miliardi di dollari e ferito quasi 800 persone.Dalla tragedia, gran parte dell’area è cambiata. Un nuovissimo parco si trova in cima al sito del disastro; nel 2016, una nuova scuola elementare ha aperto nelle vicinanze. Binhai è in gran parte andato avanti, poiché le tracce del 12 agosto svaniscono dalla memoria e la censura del governo sull’argomento lascia poco spazio alla discussione pubblica. Tuttavia, la vita non tornerà mai alla normalità per i sopravvissuti e le famiglie delle persone colpite.

Ho trascorso tre anni a raccogliere conti ed esaminare come i sopravvissuti e le famiglie hanno affrontato da quell’evento traumatico. Documento il dolore persistente, per resistere all’oblio e all’indifferenza pubblica.Centinaia di fotografie testimoniano le finestre rotte, le facciate bruciate e la contaminazione ambientale, a testimonianza della distruzione di massa e dell’interruzione degli spazi privati ​​che un tempo venivano chiamati casa. — Zhou Na

L’autore Zhou Na:

Zhou Na è una fotografa indipendente e narratrice multimediale cinese. 
Dal 2015 lavora come libero professionista con sede a Pechino. È stata scelta come una delle nove persone del programma di fotografia e giustizia sociale della Fondazione Magnum nel 2017.

Un documentario sulla LandArt

in Digest/Documentario/Land Art/Video di
Le origini della Land Art, a cavallo tra anni ’60 e ’70. Nomi quali Michael Heizer, Walter De Maria, Robert Smithson: scopriamo come le loro innovative ricerche hanno saputo rompere i confini dell’arte tradizionale. Con materiali originali e interviste rare.

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