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Eventi

ELENA DIACO MAYER: Mirrors of Emptiness

in Arte/Digest/Eventi/In Galleria/Selezioni/Mostre di

a cura di Dafne Crocella

Spazio COMEL Arte Contemporanea – Via Neghelli, 68 Latina

Inaugurazione sabato 14 settembre ore 18.00

 

Nuovo appuntamento allo Spazio COMEL Arte Contemporanea di Latina che ospita la personale di Elena Diaco Mayer, l’artista che ha vinto il Premio del Pubblico durante la V edizione del Premio COMEL “Lucente Alluminio”.

Sarà inaugurata sabato 14 settembre la mostra “Mirrors of Emptiness”: un viaggio all’interno di noi stessi che inizia proprio dal riflesso della nostra immagine. In esposizione una serie di opere realizzate con vari materiali: alluminio, legno, gesso che vengono finemente lavorati fino a diventare superfici riflettenti. L’immagine che restituiscono all’osservatore però non è una precisa e perfetta riproduzione della realtà come davanti a uno specchio, ma una serie di linee e forme indistinte, un’entità che, pur mantenendo la propria individualità, perde i suoi confini e si ritrova ad essere parte del Tutto. La perdita di confini e forme riconoscibili diventa spunto per cercare nuovi significati e contenuti.

Elena Diaco Mayer, unendo agli studi accademici la conoscenza delle lingue orientali (lingua araba, iconografia ortodossa e scrittura giapponese) e la filosofia zen ribalta la tradizionale idea di specchio come oggetto di velleità e apparenza, per farlo diventare luogo e mezzo per una interrogazione profonda di sé stessi.

La mostra, a cura della critica e antropologa Dafne Crocella, sarà inaugurata alle ore 18.00 e aperta al pubblico tutti i giorni fino al 29 settembre.

 

Cenni biografici: Nasce a Padova. Si laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e si specializza con lode in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Studia lingua araba, iconografia ortodossa, calligrafia giapponese. Nel 2009 partecipa alla Seconda Biennale d’Arte dei Giovani a Bologna, curata da Renato Barilli. Nel 2011 è invitata ad esporre presso la 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia Accademie, a cura di Vittorio Sgarbi. Il suo lavoro è connotato dall’utilizzo di elementi naturali ed essenziali, e da un’iconografia che si basa sia sulla tradizione artistica occidentale sia sulle culture ortodossa ed orientale. La sua opera, pittorica e scultorea si serve di monocromie e ampie campiture d’oro, scritture astratte e modulazioni del segno.

 

Spazio COMEL Arte Contemporanea

via Neghelli, 68 – Latina

tel. 0773.487546 – email: info@spaziocomel.it

sito: www.spaziocomel.it

Eventi e info sulla pagina Facebook

CITIZENS OF EVIDENCE

in Digest/Eventi di

Berlino

Si sta per inaugurare la 17a conferenza del Disruption Network Lab:
CITIZENS OF EVIDENCE: Independent Investigations for Change 20-21 settembre 2019,

Kunstquartier Bethanien.
La conferenza esplora le azioni dirette di comunità e dei cittadini per
esporre asimmetrie di potere, corruzione e abusi, e in che modo questa sorta di “whistleblowing dal basso” possa portare a un cambiamento nel territorio a livello politico e sociale.

Informazioni:
https://www.disruptionlab.org/citizens-of-evidence

Radicepura Garden Festival

in Appunti/Eventi/Festival di

Palermo, 7 marzo –

Il 27 aprile aprirà a Giarre (CT), in Sicilia, la seconda edizione del Radicepura Garden Festival, biennale promossa dalla Fondazione Radicepura. I

l festival rappresenta il primo evento internazionale dedicato al paesaggio del Mediterraneo, e coinvolge grandi protagonisti del paesaggismo, dell’arte e dell’architettura, giovani designer, studiosi, istituzioni, imprese. Fino al 27 ottobre, nel parco botanico della Fondazione Radicepura,sarà possibile visitare 14 installazioni e 2 giardini, oltre all’Orto della Dieta Mediterranea, realizzate appositamente con le piante più originali coltivate da Piante Faro, che raccoglie 800 specie e oltre 5000 varietà, grazie all’attività portata avanti da oltre 50 anni da Venerando Faro, alla guida dell’azienda insieme ai figli Mario e Michele

Apre GAIA

in Eventi/Gallerie/Villaggio Locale : Diario di un hater di

Cominciamo a fare sul serio.

RESTART G.A.I.A.
L’inizio dei lavori

Gaia comincia a prendere forma e colore. Gaia s’affaccerà bella ed elegante su Corso Telesio, attirando la vista di tutti i passanti. Abbiamo un sogno nella nostra cassetta degli attrezzi: inaugurare Gaia per il solstizio d’estate. Aiutaci a rendere questo sogno, ogni giorno, un po’ più concreto. Per questo, ti aspettiamo domenica 15 aprile per una giornata straordinaria di lavori, all’interno della quale tinteggeremo i futuri locali della galleria, suderemo e sorrideremo, ci conosceremo meglio, mangeremo tutti insieme.

G.A.I.A. è un progetto di #RestartCosenzaVecchia che, in meno di un anno di vita, ha organizzato diversi eventi culturali nel Centro Storico della nostra città, rivitalizzato e intitolato una piazza al compianto Totonno Chiappetta, lavorato attivamente all’interno del quartiere di Santa Lucia, avviato progetti con i bambini e gli abitanti di Cosenza Vecchia, creato momenti di gioco e socialità, collaborato con diverse altre realtà.


FACCIAMO NASCERE G.A.I.A.
(galleria arte indipendente autogestita)

Un piccolo contributo, anche simbolico, affinché G.A.I.A. possa vedere la luce, vi chiediamo di dimostrare, con il sostegno attivo, che Cosenza Vecchia non è terreno di conquista, propaganda o promesse per il politicante di turno, ma luogo di condivisione e aggregazione spontanea, coacervo di idee e fucina di competenze, patrimonio dell’intera città. Vi chiediamo un piccolo contributo perché i primi responsabili del futuro della nostra città siamo noi stessi e, tutti insieme, possiamo immaginarla diversa. Diamo vita a G.A.I.A.!

Link per partecipare al crowdfunding –>
https://www.collettiamo.it/colletta/6ht9cl6n

“Stereopsia”

in Eventi/Mostre di

Mostra personale di
RENATA SORO

“Stereopsia”

Con Musiche di
Luigi Porto

A cura di
Diego Ferrante

Organizzata da
DiffèrArt – via Adua 21, 87100 Cosenza

In collaborazione con:
Zetaesse* digestioni critiche – rivista online di cultura e arti applicate

Dal 10 marzo al 10 aprile 2018
Vernissage sabato 10 marzo ore 18.30

Una selezione di opere realizzate negli ultimi quattro anni, Stereopsia permette di percorrere i temi salienti della ricerca artistica di Renata Soro e approfondire la ricorsività di alcune atmosfere e di certe inquietudini. Al centro del percorso espositivo si colloca il tema dello sguardo e dell’incomunicabilità, entrambi affrontati attraverso un’indagine attenta del volto e del linguaggio del corpo. Quale esigenza sostiene i suoi lavori? Quale realtà rivelano? Quali strumenti per rappresentarla? I dipinti di Soro si rintanano nei meandri della visione binoculare e, là dove l’osservatore fissa lo sguardo, le immagini sembrano annerirsi. Gli occhi si riempiono di torsioni, solitudini, piegature. Ciò che resta è quell’apparire e svanire. Il nostro rapporto denso e sdrucciolevole con la realtà.

A cura di Diego Ferrante, la mostra è un viaggio sensoriale all’interno del mondo dell’artista, in un clima di arresto e stati d’animo contrastanti che si fondono in una immagine unica ma spaesante. L’esposizione è accompagnata dalle musiche di Luigi Porto, compositore calabrese trapiantato negli States.

Prima della chiusura della mostra, verrà presentato il catalogo a cura di Diego Ferrante.

RENATA SORO:
Nasce in Sardegna ma sviluppa la sua formazione artistica a Genova dove risiede e lavora.
L’aspetto analitico della sua pittura appare evidente nella scelta di operare entro una dimensione ciclica e seriale come nelle personali del 2006 e 2009 che proponevano un repertorio di soggetti immersi in un clima sospeso e perturbante. Particolarmente emblematico il ciclo dedicato all’infanzia dove l’identità dei bambini appare trasfigurata da elementi decadenti come fiori, piume, tatuaggi. Espone dal ”90” in Italia e all’estero. Tra le mostre più importanti ricordiamo: La crisi della presenza – Antico palazzo della pretura di Castell’Arquato (2004); Arte italiana in Finlandia, Saarijarven Museo , Taidegalleria PunainenPaja, Nelimarkka Museo, Taidemuseo Keuruun (2004); Rispecchiamenti all’interno della Galleria Roberto Rotta Farinelli a Genova (2009); la Biennale Le latitudini dell’arte, Palazzo ducale – Genova a cura di Virginia Monteverde (2015); Art Fiera Nizza – Art commissiom events (2014), 54. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE BIENNALE DI VENEZIA – Lo stato dell’arte Padiglione Italia -Palazzo della meridiana Genova (2011).

DIEGO FERRANTE
Dottore in filosofia presso l’istituto Italiano di Scienze Umane, è co-fondatore di Zetaesse, piattaforma digitale di cultura e arti applicate. I suoi ambiti di ricerca coinvolgono filosofia, pensiero politico e semiotica dell’immagine. Ha tradotto in italiano alcune delle più importanti opere di Ernesto Laclau (La ragione populista, Laterza 2008) e Chantal Mouffe (Il conflitto democratico, Mimesis 2015). Collabora, inoltre, con il portale online di Micromega Il rasoio di Occam per cui cura con Marco Piasentier la rubrica Knots, attualità filosofica dal mondo anglofono. Attualmente si occupa dello sviluppo di strategie culturali, comunicazione digitale e management delle arti.

LUIGI PORTO
Nato a Cosenza nel 1981, Luigi Porto è un compositore e sound designer. Inizialmente autodidatta, studia a Cosenza e Saluzzo, poi a New York con Edgar Grana e alla Juilliard School con Conrad Cummings, Ray Lustig, Jude Vaclavik. Ha uno stile che combina la scrittura orchestrale e cameristica con l’elettronica e l’industrial.
Scimmie (2014) uscito per l’austriaca Cineploit, é stato tra i dischi dell’anno per diversi magazine italiani e per il critico Stuart Maconie di BBC Radio. Precedentemente ha pubblicato per Cold Current (Look At Me, 2006), Mond (My My After World, 2004, Respirano, 2007) e con i Maisie (Balera Metropolitana, 2008 e il recentissimo Maledette Rockstar), oltre a una serie di compilations e split album. Ha anche realizzato installazioni audiovisive (Quattro Tempi, Washington Heights Drippings, L’Inverno tra gli altri). Vive e lavora a New York, dove ha uno studio, ha fondato una compagnia d’opera (IBOC) e cura gli arrangiamenti di Angelo Badalamenti (Twin Peaks, Strade Perdute).
Come sound designer e montatore del suono ha lavorato in più di quaranta film presentati in tutti i festival internazionali.

www.luigiporto.com

State Machines lancia ora un bando aperto per un nuovo progetto artistico commissionato.

in Eventi/Ljubljana/Open Call/Slovenia di

Open Call for works

State Machines è un programma di attività dedicate alla ricerca di nuove relazioni tra stati, cittadini e apolidi resi possibili dalle tecnologie emergenti. Concentrandosi su come tali tecnologie influenzano identità e cittadinanza, lavoro digitale e finanza, il progetto si unisce a cinque partner esperti: Aksioma (Slovenia), Drugo More (Croazia), Furtherfield (Regno Unito), Institute of Network Cultures (Paesi Bassi) e NeMe (Cipro) insieme a una serie di artisti, curatori, teorici e pubblico.

Ogni volta che uno smartphone si accende, il loro utente è legato in modo inestricabile a dati, leggi e byte che scorre in paesi diversi. Ogni loro espressione personale è inquadrata e mediata da piattaforme digitali che ora includono quelle che operano su nuovi tipi di valute, scambi finanziari e rapporti di lavoro che aggirano le corporazioni e i governi.

Nel frattempo queste stesse tecnologie aumentano i poteri governativi di sorveglianza, consentono alle società di estrarre accordi di lavoro sempre più complessi e, sebbene apparentemente siano la quintessenza della globalizzazione, fanno ben poco per rallentare la costruzione di muri reali lungo i confini attuali.

Chiediamo come potrebbero i soggetti digitali di oggi diventare cittadini digitali attivi, impegnati ed efficaci di domani?

State Machines lancia ora un bando aperto per un nuovo progetto artistico commissionato.

CHE TIPO DI PROGETTO ?

Siamo interessati a lavori che esplorano cambiamenti nell’agenzia verso individui, gruppi e comuni da stati nazionali e aziende private. Invitiamo proposte che attingano esperienze di prima mano in:

  • sforzi e azioni che resistono a nuovi recinti e preservano la mobilità, la libertà di riunione e altri diritti duramente conquistati
  • impatti non intenzionali dei flussi digitali su corpi fisici, luoghi e infrastrutture
  • spostamento delle tecniche per i controlli e i flussi di informazione e finanza da parte di governi, aziende private e individui;
  • deliberazione pubblica e libertà di parola nei social media – corruzione algoritmica e umana e sue controforze;
  • nuovi strumenti e dati per contrastare gli impatti personali e politici del cloud computing

La chiamata è aperta a artisti, tecnologi, attivisti, inventori e individui, gruppi e collaborazioni ibride tra umani e intelligenza artificiale.

Siamo interessati a tutte le forme d’arte e le azioni che possono essere incontrate e sperimentate attraverso le reti, online e in mostra fisica. Accogliamo diversi punti di vista, approcci sperimentali e giocosi.

COME CI SARA ‘ SOSTENERE IL PROGETTO

  1. Le State Machines supporteranno la produzione della proposta selezionata con 5.000 € per le tasse e i costi di produzione.
  2. Le State Machines assisteranno in tutte le fasi del processo di produzione.
  3. Il progetto finale sarà esposto in almeno due mostre offline e una online durante il 2018 e il 2019.
  4. A seconda della natura del progetto, State Machines sarà entusiasta di presentare e distribuire il nuovo progetto attraverso i canali dei partner e le reti di comunicazione. Che una vasta gamma di organizzazioni, dai musei alle gallerie online e spazi di progetto ai festival, con una gamma di specializzazioni tra produzione, partecipazione, coinvolgimento, pensiero critico e pubblicazione.

CONDIZIONI

  • Questo invito è aperto a individui o gruppi che lavorano su qualsiasi forma e / o tecnologia in Europa.
  • Il progetto proposto può essere online e / o offline. Se solo online, si prega di considerare come potrebbe essere tradotto (cioè mostrato, esibito, narrato) nello spazio fisico.
  • I candidati devono avere una formazione consolidata nei rispettivi campi e / o spiegare come questa opportunità aiuterà lo sviluppo di un nuovo progetto.
  • Accogliamo in particolare proposte per nuovi lavori. Tuttavia, saremo felici di aiutare nell’estensione dei progetti esistenti se il nostro contributo sarà fondamentale per svilupparli verso una nuova direzione o migliorarli criticamente in modo da raggiungere una nuova dimensione.

SCADENZA E COME FARE DOMANDA

Le domande devono essere ricevute entro le 23:59 ( CET ) di mercoledì 31 gennaio 2018.

L’applicazione completa deve includere quanto segue:

  1. Presentazione – comprese le informazioni di contatto, massimo 2 pagine A4
  2. Proposta di progetto – dettaglio del concetto di progetto, massimo 2 pagine A4
  3. Proposta di bilancio del progetto – con una ripartizione di come spenderete il budget di € 5000, massimo 1 pagina A4
  4. Materiale di supporto: inclusi esempi di lavori precedenti, eventuali url pertinenti, elementi visivi (flusso di dati, schizzi, cronologia, schemi ecc.) Che ci aiuteranno a comprendere meglio la proposta e la pratica.

Si prega di inviare in formato .pdf compresi i materiali 1-4 di cui sopra a marcela@aksioma.org.

Per gli allegati> 5 MB, utilizzare i servizi di trasferimento file come Wetransfer o fornire un collegamento al proprio spazio server.

Contatto:
Marcela Okretič
Aksioma | Istituto per l’arte contemporanea, Ljubljana
Komenskega 18, 1000 Ljubljana, Slovenia
gsm: + 386 – (0) 41 – 250830
e-mail: marcela@aksioma.org
www.aksioma.org

Vlatka Horvat: Surroundings

in Arte/Europa/Eventi/In Galleria/Selezioni di

SURROUNDINGS
VLATKA HORVAT

Inaugurazione lunedì 20 novembre 2017 ore 18.30

Renata Fabbri arte contemporanea è lieta di presentare Surroundings, la prima mostra personale in Italia e in galleria dell’artista croata Vlatka Horvat.

Nella mostra, che prende spazio all’interno di tutti i locali della galleria, Vlatka Horvat indaga la linea dell’orizzonte come potente e contraddittoria metafora; da una parte limite spaziale e confine, dall’altra meta a cui si aspira di giungere. Attraverso le opere realizzate con diverse forme e media – fotografie alterate, collage, sculture e fragili interventi ambientali – l’artista rende l’orizzonte confine liminare tra spazio e visibilità, segno o luogo di azioni in potenza future.

Utilizzando semplici gesti con i quali spesso lavora – tagliare e sottrarre, per poi ricollocare le parti degli oggetti e delle immagini, o ripararli con mezzi apparentemente inadeguati – Vlatka Horvat costruisce nuove e improvvisate incarnazioni dell’essere umano, del paesaggio, e di oggetti una volta funzionali. In tutte le opere presentate in mostra, l’artista segue dichiaratamente la duplice logica del connettere o interrompere linee particolari nelle immagini originali, nello spazio fisico, e negli oggetti di uso quotidiano – sottolineando e rendendo visibili alcune caratteristiche formali e materiali degli oggetti stessi che Vlatka Horvat dapprima “smantella” per poi ricostruire, seppur evocando il loro immaginario e le possibilità di associazione tra di essi.

Attraverso la mostra Surroundings, l’artista rielabora, a più riprese, la linea come elemento centrale della composizione, per incorniciare e rendere leggibile la presenza umana nello spazio. La considera sia metodo per tracciare la nostra presenza, che traccia lasciata dalla nostra esistenza. In aggiunta al suo significato formale – la sua funzione di delimitare lo spazio, demarcare i limiti e tracciare traiettorie – la mostra si focalizza sulla linea anche come metafora di continuità, infinitezza, distanza, nonché segno del futuro, della possibilità e della fine.

La mostra prosegue fino a sabato 20 gennaio 2018.

BIOGRAFIA:

Vlatka Horvat lavora attraverso un’ampia sfera di forme, scultura, installazione, disegno, performance, fotografia e testo. Ha presentato le sue opere in vari contesti – in gallerie, teatri, festival di danze e luoghi pubblici. Ha avuto mostre personali in istituzioni quali il Museums Sheffield (collaborazione con Tim Etchells), Wilfried Lentz Gallery (Rotterdam), CAPRI (Dusseldorf), Zak|Branicka Gallery (Berlin), MMC Luka/Galerija SC (Pula/Zagreb), Disjecta Contemporary Art Center (Portland), annex14 (Zurich), Boston University Art Gallery, Rachel Uffner Gallery (NYC), Bergen Kunsthall, the Kitchen (NYC). Le sono stati commissionati dei progetti di arte visuale dal Bard Center for Curatorial Studies (upstate NY), Bunkier Sztuki (Krakow), Art in the Public Space program of the City of Zurich, Kunsthalle Osnabrück, Marta Herford Museum, MGLC Ljubljana, VOLT (Bergen), the 53rd October Salon (Belgrade), Stroom (the Hague), Aichi Triennale (Nagoya), “Greater New York” at MoMA PS1 (NYC), Galerija Skuc (Ljubljana), the 11th Istanbul Biennale, le sue performance sono state riprodotte a livelli internazionale in teatri spazi di danza e festival. Dopo 20 anni in USA, vive e lavora a Londra.

www.vlatkahorvat.com

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SCHEDA TECNICA:

Sede: Renata Fabbri arte contemporanea – Via A. Stoppani, 15/C – 20129 Milano
Contatti: info@renatafabbri.it – ph. +39 02 91477463
Mostra: Surroundings – Vlatka Horvat
Periodo espositivo: 21 novembre 2017 – 20 gennaio 2018
Inaugurazione: lunedì 20 novembre 2017 ore 18.30
Orari: martedì – sabato dalle 15.30 alle 19.30 – mattina e lunedì su appuntamento
Organizzazione e ufficio stampa: Renata Fabbri, Renata Fabbri arte contemporanea, Milano

Sol LeWitt. Between the Lines

in Arte/Digest/Eventi di

Dal 17 novembre 2017 al 23 giugno 2018 la Fondazione Carriero è lieta di presentare Sol LeWitt. Between the Lines, una mostra a cura di Francesco Stocchi e Rem Koolhaas organizzata in stretta collaborazione con l’Estate of Sol LeWitt.

Nel decennale della scomparsa di Sol LeWitt (Hartford, 1928 – New York, 2007), Between the Lines intende offrire un punto di vista nuovo sulla pratica dell’artista statunitense, esplorandone i confini – nel rispetto di quelle norme e di quei principi alla base del suo pensiero – e isolando i momenti fondanti del suo metodo di indagine e dei processi che ne derivano. Attraverso un nutrito corpus di opere che ripercorrono l’intero arco della sua carriera – dai celeberrimi Wall Drawings alle sculture come Complex Form Inverted Spiraling Tower, fino alla serie fotografica Autobiography 1980 –, e partendo dalla peculiarità degli spazi della Fondazione, il progetto espositivo esplora la relazione del lavoro di LeWitt con l’architettura.

Between the Lines si basa su una chiave di lettura forte e innovativa, tesa innanzitutto a riformulare l’idea che sia l’opera a doversi adattare all’architettura, fino ad arrivare a sovvertire il concetto stesso di site­-specific. Con la collaborazione dell’architetto Rem Koolhaas – per la prima volta nella veste di curatore – in dialogo con il curatore Francesco Stocchi, Between the Lines affronta ampi aspetti dell’opera di LeWitt, con l’obiettivo ambizioso di superare quella frattura che tradizionalmente separa l’architettura dalla storia dell’arte e che caratterizza l’intera pratica dell’artista, rivolta più al processo che al prodotto finale, e scevra di qualsiasi giudizio estetico o idealista.

Sol LeWitt – BIO:

Solomon “Sol” LeWitt ([ˈsɒl ləˈwɪt]; Hartford, 9 settembre 1928 – New York, 8 aprile 2007) è stato un artista statunitense.
Nato nella capitale del Connecticut, è stato un artista legato a vari movimenti tra cui l’arte concettuale e il minimalismo.
È famoso per i suoi Wall drawings e le sue strutture, basate su semplici forme geometriche, che non di rado dialogano con l’architettura.
Viveva a Chester ma in Italia aveva una seconda casa: negli anni settanta lavorava a Spoleto in uno studio in centro storico e abitava sulle pendici di Monteluco, dapprima in un eremo di proprietà di Marilena Bonomo, poi in una casa torre acquistata nei pressi della chiesa di San Pietro.

Scoprire Cluji Attraverso il Tiff, il Transilvania Film Festival.

in Cinema/Cluj Napoca/Festival/Romania di

Dal 2 sino all’11 Giugno 2017 a Cluji Napoca.

Nel Video: Il  TIFF  Celebra 2017  l’artista svizzero H. R. Giger, maestro del realismo fantastico. Famoso per la progettazione della creatura aliena di Alien iconico film di fantascienza (1979), che gli ha fatto conquistare un Oscar, Giger ha creato in 45 anni, una notevole collezione di opere uniche.

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Picasso e Giacometti in Qatar, in una fire station.

in Eventi/Qatar di

In collaborazione con il Musée national Picasso e la Fondazione Giacometti, Musei Qatar presenterà la prima mostra dedicata al lavoro di due tra i più importanti artisti del XX secolo, Pablo Picasso (1881-1973) e Alberto Giacometti (1901-1966) , presso la stazione dei pompieri – Artist in Residence a Doha .. la mostra, che è il prima a mostrare questi artisti in Medio Oriente, si svolgerà dal 23 febbraio al 21 maggio 2017.

Questa grande mostra, curata da Catherine Grenier, Direttore della Fondation Giacometti, con  i curatori associati, Serena Bucalo-Mussely e Virginie Perdrisot, riunisce più di 120 opere di questi due artisti tratte dalle collezioni del Musée national Picasso e la Fondazione Giacometti di Parigi, così come i prestiti eccezionali provenienti da collezioni internazionali, francesi e altre, che raccolgono dipinti, sculture, disegni, fotografie e interviste agli artisti.

La mostra riflette due anni di ricerca condotta dalla Fondazione Giacometti e il Musée national Picasso, che rivela per la prima volta il rapporto finora sconosciuto tra i due artisti, che, nonostante una differenza di età di venti anni, hanno condiviso tanti momenti, sia personali che professionali.

La mostra è organizzata in sei sezioni, che evocano diversi aspetti della produzione di ogni artista, tra cui lo sviluppo del loro lavoro di giovani artisti attraverso le loro creazioni moderniste, con le evidenti le corrispondenze tra le loro opere, l’influenza del movimento surrealista, e il ritorno al realismo durante il periodo post-bellico.

La mostra comprende opere chiave di ogni artista, come ad esempio: Self Portrait (1901), lancio della donna di pietra (1931) e La capra (1950) di Picasso e di fiori in pericolo (1932), donna alta (1960), e Walking Man (1960) di Giacometti, insieme a rari e fragili calchi, alcuni disegni recentemente scoperti in archivi fotografici e anche alcune repliche delle opere di Giacometti per i visitatori non vedenti.

La mostra sarà accompagnata da una serie di conferenze e di un ampio programma di formazione, così come un manuale self-guided per i visitatori.

http://firestation.org.qa/

 

 

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