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Eventi

Apre GAIA

in Eventi/Gallerie/Villaggio Locale : Diario di un hater by

Cominciamo a fare sul serio.

RESTART G.A.I.A.
L’inizio dei lavori

Gaia comincia a prendere forma e colore. Gaia s’affaccerà bella ed elegante su Corso Telesio, attirando la vista di tutti i passanti. Abbiamo un sogno nella nostra cassetta degli attrezzi: inaugurare Gaia per il solstizio d’estate. Aiutaci a rendere questo sogno, ogni giorno, un po’ più concreto. Per questo, ti aspettiamo domenica 15 aprile per una giornata straordinaria di lavori, all’interno della quale tinteggeremo i futuri locali della galleria, suderemo e sorrideremo, ci conosceremo meglio, mangeremo tutti insieme.

G.A.I.A. è un progetto di #RestartCosenzaVecchia che, in meno di un anno di vita, ha organizzato diversi eventi culturali nel Centro Storico della nostra città, rivitalizzato e intitolato una piazza al compianto Totonno Chiappetta, lavorato attivamente all’interno del quartiere di Santa Lucia, avviato progetti con i bambini e gli abitanti di Cosenza Vecchia, creato momenti di gioco e socialità, collaborato con diverse altre realtà.


FACCIAMO NASCERE G.A.I.A.
(galleria arte indipendente autogestita)

Un piccolo contributo, anche simbolico, affinché G.A.I.A. possa vedere la luce, vi chiediamo di dimostrare, con il sostegno attivo, che Cosenza Vecchia non è terreno di conquista, propaganda o promesse per il politicante di turno, ma luogo di condivisione e aggregazione spontanea, coacervo di idee e fucina di competenze, patrimonio dell’intera città. Vi chiediamo un piccolo contributo perché i primi responsabili del futuro della nostra città siamo noi stessi e, tutti insieme, possiamo immaginarla diversa. Diamo vita a G.A.I.A.!

Link per partecipare al crowdfunding –>
https://www.collettiamo.it/colletta/6ht9cl6n

“Stereopsia”

in Eventi/Mostre by

Mostra personale di
RENATA SORO

“Stereopsia”

Con Musiche di
Luigi Porto

A cura di
Diego Ferrante

Organizzata da
DiffèrArt – via Adua 21, 87100 Cosenza

In collaborazione con:
Zetaesse* digestioni critiche – rivista online di cultura e arti applicate

Dal 10 marzo al 10 aprile 2018
Vernissage sabato 10 marzo ore 18.30

Una selezione di opere realizzate negli ultimi quattro anni, Stereopsia permette di percorrere i temi salienti della ricerca artistica di Renata Soro e approfondire la ricorsività di alcune atmosfere e di certe inquietudini. Al centro del percorso espositivo si colloca il tema dello sguardo e dell’incomunicabilità, entrambi affrontati attraverso un’indagine attenta del volto e del linguaggio del corpo. Quale esigenza sostiene i suoi lavori? Quale realtà rivelano? Quali strumenti per rappresentarla? I dipinti di Soro si rintanano nei meandri della visione binoculare e, là dove l’osservatore fissa lo sguardo, le immagini sembrano annerirsi. Gli occhi si riempiono di torsioni, solitudini, piegature. Ciò che resta è quell’apparire e svanire. Il nostro rapporto denso e sdrucciolevole con la realtà.

A cura di Diego Ferrante, la mostra è un viaggio sensoriale all’interno del mondo dell’artista, in un clima di arresto e stati d’animo contrastanti che si fondono in una immagine unica ma spaesante. L’esposizione è accompagnata dalle musiche di Luigi Porto, compositore calabrese trapiantato negli States.

Prima della chiusura della mostra, verrà presentato il catalogo a cura di Diego Ferrante.

RENATA SORO:
Nasce in Sardegna ma sviluppa la sua formazione artistica a Genova dove risiede e lavora.
L’aspetto analitico della sua pittura appare evidente nella scelta di operare entro una dimensione ciclica e seriale come nelle personali del 2006 e 2009 che proponevano un repertorio di soggetti immersi in un clima sospeso e perturbante. Particolarmente emblematico il ciclo dedicato all’infanzia dove l’identità dei bambini appare trasfigurata da elementi decadenti come fiori, piume, tatuaggi. Espone dal ”90” in Italia e all’estero. Tra le mostre più importanti ricordiamo: La crisi della presenza – Antico palazzo della pretura di Castell’Arquato (2004); Arte italiana in Finlandia, Saarijarven Museo , Taidegalleria PunainenPaja, Nelimarkka Museo, Taidemuseo Keuruun (2004); Rispecchiamenti all’interno della Galleria Roberto Rotta Farinelli a Genova (2009); la Biennale Le latitudini dell’arte, Palazzo ducale – Genova a cura di Virginia Monteverde (2015); Art Fiera Nizza – Art commissiom events (2014), 54. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE BIENNALE DI VENEZIA – Lo stato dell’arte Padiglione Italia -Palazzo della meridiana Genova (2011).

DIEGO FERRANTE
Dottore in filosofia presso l’istituto Italiano di Scienze Umane, è co-fondatore di Zetaesse, piattaforma digitale di cultura e arti applicate. I suoi ambiti di ricerca coinvolgono filosofia, pensiero politico e semiotica dell’immagine. Ha tradotto in italiano alcune delle più importanti opere di Ernesto Laclau (La ragione populista, Laterza 2008) e Chantal Mouffe (Il conflitto democratico, Mimesis 2015). Collabora, inoltre, con il portale online di Micromega Il rasoio di Occam per cui cura con Marco Piasentier la rubrica Knots, attualità filosofica dal mondo anglofono. Attualmente si occupa dello sviluppo di strategie culturali, comunicazione digitale e management delle arti.

LUIGI PORTO
Nato a Cosenza nel 1981, Luigi Porto è un compositore e sound designer. Inizialmente autodidatta, studia a Cosenza e Saluzzo, poi a New York con Edgar Grana e alla Juilliard School con Conrad Cummings, Ray Lustig, Jude Vaclavik. Ha uno stile che combina la scrittura orchestrale e cameristica con l’elettronica e l’industrial.
Scimmie (2014) uscito per l’austriaca Cineploit, é stato tra i dischi dell’anno per diversi magazine italiani e per il critico Stuart Maconie di BBC Radio. Precedentemente ha pubblicato per Cold Current (Look At Me, 2006), Mond (My My After World, 2004, Respirano, 2007) e con i Maisie (Balera Metropolitana, 2008 e il recentissimo Maledette Rockstar), oltre a una serie di compilations e split album. Ha anche realizzato installazioni audiovisive (Quattro Tempi, Washington Heights Drippings, L’Inverno tra gli altri). Vive e lavora a New York, dove ha uno studio, ha fondato una compagnia d’opera (IBOC) e cura gli arrangiamenti di Angelo Badalamenti (Twin Peaks, Strade Perdute).
Come sound designer e montatore del suono ha lavorato in più di quaranta film presentati in tutti i festival internazionali.

www.luigiporto.com

State Machines lancia ora un bando aperto per un nuovo progetto artistico commissionato.

in Eventi/Ljubljana/Open Call/Slovenia by

Open Call for works

State Machines è un programma di attività dedicate alla ricerca di nuove relazioni tra stati, cittadini e apolidi resi possibili dalle tecnologie emergenti. Concentrandosi su come tali tecnologie influenzano identità e cittadinanza, lavoro digitale e finanza, il progetto si unisce a cinque partner esperti: Aksioma (Slovenia), Drugo More (Croazia), Furtherfield (Regno Unito), Institute of Network Cultures (Paesi Bassi) e NeMe (Cipro) insieme a una serie di artisti, curatori, teorici e pubblico.

Ogni volta che uno smartphone si accende, il loro utente è legato in modo inestricabile a dati, leggi e byte che scorre in paesi diversi. Ogni loro espressione personale è inquadrata e mediata da piattaforme digitali che ora includono quelle che operano su nuovi tipi di valute, scambi finanziari e rapporti di lavoro che aggirano le corporazioni e i governi.

Nel frattempo queste stesse tecnologie aumentano i poteri governativi di sorveglianza, consentono alle società di estrarre accordi di lavoro sempre più complessi e, sebbene apparentemente siano la quintessenza della globalizzazione, fanno ben poco per rallentare la costruzione di muri reali lungo i confini attuali.

Chiediamo come potrebbero i soggetti digitali di oggi diventare cittadini digitali attivi, impegnati ed efficaci di domani?

State Machines lancia ora un bando aperto per un nuovo progetto artistico commissionato.

CHE TIPO DI PROGETTO ?

Siamo interessati a lavori che esplorano cambiamenti nell’agenzia verso individui, gruppi e comuni da stati nazionali e aziende private. Invitiamo proposte che attingano esperienze di prima mano in:

  • sforzi e azioni che resistono a nuovi recinti e preservano la mobilità, la libertà di riunione e altri diritti duramente conquistati
  • impatti non intenzionali dei flussi digitali su corpi fisici, luoghi e infrastrutture
  • spostamento delle tecniche per i controlli e i flussi di informazione e finanza da parte di governi, aziende private e individui;
  • deliberazione pubblica e libertà di parola nei social media – corruzione algoritmica e umana e sue controforze;
  • nuovi strumenti e dati per contrastare gli impatti personali e politici del cloud computing

La chiamata è aperta a artisti, tecnologi, attivisti, inventori e individui, gruppi e collaborazioni ibride tra umani e intelligenza artificiale.

Siamo interessati a tutte le forme d’arte e le azioni che possono essere incontrate e sperimentate attraverso le reti, online e in mostra fisica. Accogliamo diversi punti di vista, approcci sperimentali e giocosi.

COME CI SARA ‘ SOSTENERE IL PROGETTO

  1. Le State Machines supporteranno la produzione della proposta selezionata con 5.000 € per le tasse e i costi di produzione.
  2. Le State Machines assisteranno in tutte le fasi del processo di produzione.
  3. Il progetto finale sarà esposto in almeno due mostre offline e una online durante il 2018 e il 2019.
  4. A seconda della natura del progetto, State Machines sarà entusiasta di presentare e distribuire il nuovo progetto attraverso i canali dei partner e le reti di comunicazione. Che una vasta gamma di organizzazioni, dai musei alle gallerie online e spazi di progetto ai festival, con una gamma di specializzazioni tra produzione, partecipazione, coinvolgimento, pensiero critico e pubblicazione.

CONDIZIONI

  • Questo invito è aperto a individui o gruppi che lavorano su qualsiasi forma e / o tecnologia in Europa.
  • Il progetto proposto può essere online e / o offline. Se solo online, si prega di considerare come potrebbe essere tradotto (cioè mostrato, esibito, narrato) nello spazio fisico.
  • I candidati devono avere una formazione consolidata nei rispettivi campi e / o spiegare come questa opportunità aiuterà lo sviluppo di un nuovo progetto.
  • Accogliamo in particolare proposte per nuovi lavori. Tuttavia, saremo felici di aiutare nell’estensione dei progetti esistenti se il nostro contributo sarà fondamentale per svilupparli verso una nuova direzione o migliorarli criticamente in modo da raggiungere una nuova dimensione.

SCADENZA E COME FARE DOMANDA

Le domande devono essere ricevute entro le 23:59 ( CET ) di mercoledì 31 gennaio 2018.

L’applicazione completa deve includere quanto segue:

  1. Presentazione – comprese le informazioni di contatto, massimo 2 pagine A4
  2. Proposta di progetto – dettaglio del concetto di progetto, massimo 2 pagine A4
  3. Proposta di bilancio del progetto – con una ripartizione di come spenderete il budget di € 5000, massimo 1 pagina A4
  4. Materiale di supporto: inclusi esempi di lavori precedenti, eventuali url pertinenti, elementi visivi (flusso di dati, schizzi, cronologia, schemi ecc.) Che ci aiuteranno a comprendere meglio la proposta e la pratica.

Si prega di inviare in formato .pdf compresi i materiali 1-4 di cui sopra a marcela@aksioma.org.

Per gli allegati> 5 MB, utilizzare i servizi di trasferimento file come Wetransfer o fornire un collegamento al proprio spazio server.

Contatto:
Marcela Okretič
Aksioma | Istituto per l’arte contemporanea, Ljubljana
Komenskega 18, 1000 Ljubljana, Slovenia
gsm: + 386 – (0) 41 – 250830
e-mail: marcela@aksioma.org
www.aksioma.org

Vlatka Horvat: Surroundings

in Arte/Europa/Eventi/In Galleria/Selezioni by

SURROUNDINGS
VLATKA HORVAT

Inaugurazione lunedì 20 novembre 2017 ore 18.30

Renata Fabbri arte contemporanea è lieta di presentare Surroundings, la prima mostra personale in Italia e in galleria dell’artista croata Vlatka Horvat.

Nella mostra, che prende spazio all’interno di tutti i locali della galleria, Vlatka Horvat indaga la linea dell’orizzonte come potente e contraddittoria metafora; da una parte limite spaziale e confine, dall’altra meta a cui si aspira di giungere. Attraverso le opere realizzate con diverse forme e media – fotografie alterate, collage, sculture e fragili interventi ambientali – l’artista rende l’orizzonte confine liminare tra spazio e visibilità, segno o luogo di azioni in potenza future.

Utilizzando semplici gesti con i quali spesso lavora – tagliare e sottrarre, per poi ricollocare le parti degli oggetti e delle immagini, o ripararli con mezzi apparentemente inadeguati – Vlatka Horvat costruisce nuove e improvvisate incarnazioni dell’essere umano, del paesaggio, e di oggetti una volta funzionali. In tutte le opere presentate in mostra, l’artista segue dichiaratamente la duplice logica del connettere o interrompere linee particolari nelle immagini originali, nello spazio fisico, e negli oggetti di uso quotidiano – sottolineando e rendendo visibili alcune caratteristiche formali e materiali degli oggetti stessi che Vlatka Horvat dapprima “smantella” per poi ricostruire, seppur evocando il loro immaginario e le possibilità di associazione tra di essi.

Attraverso la mostra Surroundings, l’artista rielabora, a più riprese, la linea come elemento centrale della composizione, per incorniciare e rendere leggibile la presenza umana nello spazio. La considera sia metodo per tracciare la nostra presenza, che traccia lasciata dalla nostra esistenza. In aggiunta al suo significato formale – la sua funzione di delimitare lo spazio, demarcare i limiti e tracciare traiettorie – la mostra si focalizza sulla linea anche come metafora di continuità, infinitezza, distanza, nonché segno del futuro, della possibilità e della fine.

La mostra prosegue fino a sabato 20 gennaio 2018.

BIOGRAFIA:

Vlatka Horvat lavora attraverso un’ampia sfera di forme, scultura, installazione, disegno, performance, fotografia e testo. Ha presentato le sue opere in vari contesti – in gallerie, teatri, festival di danze e luoghi pubblici. Ha avuto mostre personali in istituzioni quali il Museums Sheffield (collaborazione con Tim Etchells), Wilfried Lentz Gallery (Rotterdam), CAPRI (Dusseldorf), Zak|Branicka Gallery (Berlin), MMC Luka/Galerija SC (Pula/Zagreb), Disjecta Contemporary Art Center (Portland), annex14 (Zurich), Boston University Art Gallery, Rachel Uffner Gallery (NYC), Bergen Kunsthall, the Kitchen (NYC). Le sono stati commissionati dei progetti di arte visuale dal Bard Center for Curatorial Studies (upstate NY), Bunkier Sztuki (Krakow), Art in the Public Space program of the City of Zurich, Kunsthalle Osnabrück, Marta Herford Museum, MGLC Ljubljana, VOLT (Bergen), the 53rd October Salon (Belgrade), Stroom (the Hague), Aichi Triennale (Nagoya), “Greater New York” at MoMA PS1 (NYC), Galerija Skuc (Ljubljana), the 11th Istanbul Biennale, le sue performance sono state riprodotte a livelli internazionale in teatri spazi di danza e festival. Dopo 20 anni in USA, vive e lavora a Londra.

www.vlatkahorvat.com

SCARICA COMUNICATO STAMPA

SCHEDA TECNICA:

Sede: Renata Fabbri arte contemporanea – Via A. Stoppani, 15/C – 20129 Milano
Contatti: info@renatafabbri.it – ph. +39 02 91477463
Mostra: Surroundings – Vlatka Horvat
Periodo espositivo: 21 novembre 2017 – 20 gennaio 2018
Inaugurazione: lunedì 20 novembre 2017 ore 18.30
Orari: martedì – sabato dalle 15.30 alle 19.30 – mattina e lunedì su appuntamento
Organizzazione e ufficio stampa: Renata Fabbri, Renata Fabbri arte contemporanea, Milano

Sol LeWitt. Between the Lines

in Arte/Digest/Eventi by

Dal 17 novembre 2017 al 23 giugno 2018 la Fondazione Carriero è lieta di presentare Sol LeWitt. Between the Lines, una mostra a cura di Francesco Stocchi e Rem Koolhaas organizzata in stretta collaborazione con l’Estate of Sol LeWitt.

Nel decennale della scomparsa di Sol LeWitt (Hartford, 1928 – New York, 2007), Between the Lines intende offrire un punto di vista nuovo sulla pratica dell’artista statunitense, esplorandone i confini – nel rispetto di quelle norme e di quei principi alla base del suo pensiero – e isolando i momenti fondanti del suo metodo di indagine e dei processi che ne derivano. Attraverso un nutrito corpus di opere che ripercorrono l’intero arco della sua carriera – dai celeberrimi Wall Drawings alle sculture come Complex Form Inverted Spiraling Tower, fino alla serie fotografica Autobiography 1980 –, e partendo dalla peculiarità degli spazi della Fondazione, il progetto espositivo esplora la relazione del lavoro di LeWitt con l’architettura.

Between the Lines si basa su una chiave di lettura forte e innovativa, tesa innanzitutto a riformulare l’idea che sia l’opera a doversi adattare all’architettura, fino ad arrivare a sovvertire il concetto stesso di site­-specific. Con la collaborazione dell’architetto Rem Koolhaas – per la prima volta nella veste di curatore – in dialogo con il curatore Francesco Stocchi, Between the Lines affronta ampi aspetti dell’opera di LeWitt, con l’obiettivo ambizioso di superare quella frattura che tradizionalmente separa l’architettura dalla storia dell’arte e che caratterizza l’intera pratica dell’artista, rivolta più al processo che al prodotto finale, e scevra di qualsiasi giudizio estetico o idealista.

Sol LeWitt – BIO:

Solomon “Sol” LeWitt ([ˈsɒl ləˈwɪt]; Hartford, 9 settembre 1928 – New York, 8 aprile 2007) è stato un artista statunitense.
Nato nella capitale del Connecticut, è stato un artista legato a vari movimenti tra cui l’arte concettuale e il minimalismo.
È famoso per i suoi Wall drawings e le sue strutture, basate su semplici forme geometriche, che non di rado dialogano con l’architettura.
Viveva a Chester ma in Italia aveva una seconda casa: negli anni settanta lavorava a Spoleto in uno studio in centro storico e abitava sulle pendici di Monteluco, dapprima in un eremo di proprietà di Marilena Bonomo, poi in una casa torre acquistata nei pressi della chiesa di San Pietro.

Scoprire Cluji Attraverso il Tiff, il Transilvania Film Festival.

in Cinema/Cluj Napoca/Festival/Romania by

Dal 2 sino all’11 Giugno 2017 a Cluji Napoca.

Nel Video: Il  TIFF  Celebra 2017  l’artista svizzero H. R. Giger, maestro del realismo fantastico. Famoso per la progettazione della creatura aliena di Alien iconico film di fantascienza (1979), che gli ha fatto conquistare un Oscar, Giger ha creato in 45 anni, una notevole collezione di opere uniche.

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Picasso e Giacometti in Qatar, in una fire station.

in Eventi/Qatar by

In collaborazione con il Musée national Picasso e la Fondazione Giacometti, Musei Qatar presenterà la prima mostra dedicata al lavoro di due tra i più importanti artisti del XX secolo, Pablo Picasso (1881-1973) e Alberto Giacometti (1901-1966) , presso la stazione dei pompieri – Artist in Residence a Doha .. la mostra, che è il prima a mostrare questi artisti in Medio Oriente, si svolgerà dal 23 febbraio al 21 maggio 2017.

Questa grande mostra, curata da Catherine Grenier, Direttore della Fondation Giacometti, con  i curatori associati, Serena Bucalo-Mussely e Virginie Perdrisot, riunisce più di 120 opere di questi due artisti tratte dalle collezioni del Musée national Picasso e la Fondazione Giacometti di Parigi, così come i prestiti eccezionali provenienti da collezioni internazionali, francesi e altre, che raccolgono dipinti, sculture, disegni, fotografie e interviste agli artisti.

La mostra riflette due anni di ricerca condotta dalla Fondazione Giacometti e il Musée national Picasso, che rivela per la prima volta il rapporto finora sconosciuto tra i due artisti, che, nonostante una differenza di età di venti anni, hanno condiviso tanti momenti, sia personali che professionali.

La mostra è organizzata in sei sezioni, che evocano diversi aspetti della produzione di ogni artista, tra cui lo sviluppo del loro lavoro di giovani artisti attraverso le loro creazioni moderniste, con le evidenti le corrispondenze tra le loro opere, l’influenza del movimento surrealista, e il ritorno al realismo durante il periodo post-bellico.

La mostra comprende opere chiave di ogni artista, come ad esempio: Self Portrait (1901), lancio della donna di pietra (1931) e La capra (1950) di Picasso e di fiori in pericolo (1932), donna alta (1960), e Walking Man (1960) di Giacometti, insieme a rari e fragili calchi, alcuni disegni recentemente scoperti in archivi fotografici e anche alcune repliche delle opere di Giacometti per i visitatori non vedenti.

La mostra sarà accompagnata da una serie di conferenze e di un ampio programma di formazione, così come un manuale self-guided per i visitatori.

http://firestation.org.qa/

 

 

Personal Relations

in Eventi/Italia by
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte

Personal Relations, la mostra internazionale itinerante sui ritratti in miniatura, è in arrivo a Vicenza il 29 aprile 2017.

Dopo il successo registrato a Londra nel Regno Unito a dicembre 2016 e a L’Aia in Olanda a febbraio 2017, la mostra internazionale itinerante Personal Relations è in arrivo a Vicenza, alla Galleria Spazio Mirror, dove le opere rimarranno esposte fino al 3 giugno.
Personal Relations non è una semplice mostra, ma un catalizzatore di eventi, la parte finale di un percorso che ha accompagnato gli artisti e la città di Vicenza in una contaminazione artistica internazionale, iniziata lo scorso settembre all’Osteria La Beccaccia e continuata attraverso le interviste agli artisti di Alice Traforti e i contenuti online condivisi sul sito www.questanonearte.com.
La Galleria Spazio Mirror non sarà quindi solamente il luogo dell’esposizione delle opere dei 150 artisti italiani e internazionali partecipanti al progetto, ma fungerà da catalizzatore della community e da raccoglitore degli eventi che vedranno performance, concerti e proiezioni di corti in un ricco programma interattivo, creativo e multi-disciplinare.

“Questa Non É Arte è un progetto nato nel 2010 per creare mini festival artistici in location non convenzionali, caratterizzati dall’interazione e dalla combinazione di diverse forme artistiche. Anche nell’organizzazione di Personal Relations abbiamo deciso di inserire questo nostro approccio, che caratterizza tutto quello che facciamo, è il nostro segno distintivo.
Le mostre artistiche non dovrebbero semplicemente essere delle situazioni dove il pubblico passa a dare un’occhiata, ma occasioni di intrattenimento, di coinvolgimento e di interazione tra gli artisti e il pubblico” spiegano Alessia Camera e Diego Pillon, ideatori del progetto Personal Relations per la tappa di Vicenza. “Lavorare con Teresa di Galleria Spazio Mirror è bellissimo perché, oltre ad essere partner tecnico del progetto Personal Relations, ha sposato il nostro approccio ancora prima che lo condividessimo.”

Personal Relations inaugurerà il 29 aprile con un evento dedicato agli artisti nazionali e internazionali e aprirà al pubblico il 30 aprile alle 18 con una performance artistica di Giovanna Bartolotta.
Gli appuntamenti continueranno nei weekend successivi: il 13 maggio la Galleria Spazio Mirror ospiterà band musicali da Vicenza e Londra, mentre il 28 maggio ci sarà una serata dedicata a cortometraggi nazionali ed internazionali.
Tutti gli appuntamenti avranno come filo conduttore i ritratti in miniatura, fino ad arrivare al gran finale del 3 giugno in cui la mostra chiuderà con una performance multidisciplinare interattiva che coinvolgerà 5 artisti vicentini.

Il progetto

Personal Relations è una mostra internazionale itinerante sui ritratti in miniatura che, ad oggi, coinvolge circa 150 artisti appartenenti a tre collettive di artisti:
The London Group un gruppo artistico storico attivo a Londra fin dal 1913, creato da un nucleo originario di 32 artisti.
Pulchri Studio nato nel 1847 a L’Aia, in Olanda, come galleria gestita dagli stessi artisti, con una propria sede espositiva in uno storico palazzo.
Questa Non È Arte è una community online e un progetto editoriale dedicato agli artisti emergenti, nato a Vicenza nel 2010 e trasferitosi a Londra insieme ai fondatori Alessia Camera e Diego Pillon.

Lo scopo di Personal Relations è quello di creare connessioni dirette tra artisti, addetti ai lavori, spazi culturali e sensibilità artistiche differenti per paese di nascita e appartenenza, cultura, abitudini, storia e lingua.
Il perno centrale non è l’opera d’arte, e la sua alienazione, bensì tutte le relazioni che essa comporta prima, durante e dopo la sua ideazione, creazione e spedizione, fino alla sua ultima esposizione. Un processo che sfocia nell’incontro con altre opere, ma soprattutto fra artisti che si spostano di Paese in Paese per confrontarsi con le personalità coinvolte, per cercare di capire sé stessi e gli altri, per arricchirsi di stimoli e scoperte in contesti appositamente dedicati.
Ogni opera rappresenta una riflessione sul significato della rappresentazione e della rappresentanza, del sé visto con occhi esterni, propri o di altri, del dentro e del fuori, dell’io e del non-io.
Il risultato finale è una mostra internazionale itinerante, in cui l’arte si erge come simbolo dello scambio di culture ed esperienze tra Paesi diversi.
La scelta dei ritratti in miniatura deriva in primis dal loro intrinseco significato storico. Nati in epoca romana e greca, raggiungono nel medioevo un picco massimo per preziosità ed eleganza, grazie anche alla pratica amanuense diffusa nei monasteri e alla molteplicità di Regni allora esistenti. All’epoca era di uso frequente lo scambio di miniature come dono politico fra regnanti o ambasciatori, promessi sposi e parenti lontani.
Le motivazioni attuali però non sono solo legate al passato, ma procedono in linea di continuità, congiungendo l’antica pratica a un fare contemporaneo. La misura dei manufatti esposti è infatti identificabile con quella dello schermo dei nostri smartphone, spazio naturale, quotidiano e immediato per ritratti e selfie del 21mo secolo.

Personal Relations si propone quindi di rafforzare le connessioni internazionali dal punto di vista artistico, ricreando quello stesso approccio rinascimentale di scambio tra le diverse corti europee.
Non si tratta meramente della somma dei lavori dei singoli, ma di un insieme di contributi e punti di vista nel tentativo di catturare l’identità di un soggetto in un dialogo proficuo con il resto del mondo.

La mostra
151 artisti di 3 nazionalità, 43 vicentini su un totale di 54 artisti italiani coinvolti.
3 paesi da attraversare, 3 collettivi da incontrare, 3 spazi culturali e 3 città da vivere.

L’esposizione è formata da 151 ritratti in miniatura la cui caratteristica comune sono le dimensioni fissate a 10x15cm o 15x10cm, in 2D o in 3D, realizzate con le tecniche più disparate.
Sono presenti sculture, dipinti, illustrazioni, tele, acquerelli, fotografie, schermi luminosi, e ancora vetri, gomme, lamine, intagli… tecniche miste che rielaborano lo stesso tema del ritratto in tutte le varianti possibili: realistico, surreale, auto-ritratto, intero, a mezzobusto, con solo un significativo dettaglio, duplice o addirittura triplice, giocando proprio sulle relazioni che si instaurano tra le miniature e i visitatori, nonché tra gli stessi artisti.

Gli artisti
Questa Non È Arte (Vicenza) presenta:
Elvezia Allari | Sara Anna Allori | Gianluca Antonello | Marida Augusto | Paola Baggio | Roberta Belfontali | Veronica Bergamo (AcrylicLover) | Simone Berno | Maurizio Camposeo | Carlotta Castelletti | Beatrice Catanzaro | Ester Chilese | Alessio Ciani | Antonella Concato e Andrea Zampese | Amanda de Leo (Francesca Bernardi) | Max Hirzel | DUM Veronica Mariani e Chiara Diluviani | Remigio Fabris | Antonella Ferrari | Silvia Forese | Alberto Graziani | Valerio Guadagno | Laura Guerra | Marco La Scala | Mauro Liotto | Alice Maddalena | Sandra Mariotti | Guido Mencari | Pierpaolo Menegazzo | Veronica Merlo | Alessandro Minoggi | Farja Mroz | Phuong Ong Ngoc | Daniela Perissinotto | Luca Peroni | Rita Pierangelo | Fabio Pigato | Elisa Pillon | Tommaso Pitton | Andrea Poletto | Davide Riganelli | Olga Rosa | Fredrick Frè Rossi | Pietro Scarso | Jessica Tibaldo | Oscar Tornincasa | Giovanni Torresan | Antonia Trevisan | Desdemona Varon | Giorgia Zampese | Elisabetta Zanetti | Stefano Zattera
The London Group (London) presenta:
Moich Abrahams | Wendy Anderson | Victoria Arney | Victoria Bartlett | Bryan Benge | Slawomir Blatton | Clive Burton | Peter Clossick | John Crossley | Mark Dunford | Angela Eames | James Faure Walker | Eric Fong | Cadi Froehlich | Marenka Gabeler | Genetic Moo | Vaughan Grylls | Susan Haire | Julie Held | Aude Hérail Jäger | Martin Heron | Gillian Ingham | Annie Johns | Judith Jones | Amanda Loomes | Jeff Lowe | Eric Moody | Charlotte C. Mortensson | Kathleen Mullaniff | Eugene Palmer | Ian Parker | Janet Patterson | Chris Poulton | Daniel Preece | Victoria Rance | David Redfern | Tom Scase | Tommy Seaward | David Shutt | Suzan Swale | Paul Tecklenberg | Mike Thorpe | Philippa Tunstill | Bill Watson | Neil Weerdmeester | Tisna Westerhof | Arthur Wilson | Susan Wilson | Erika Winstone | David Wiseman | C. Morey de Morand
Pulchri Studio (The Hague – Olanda) presenta:
Gerard Albertsboer | Cora Beijersbergen-van Henegouwen | Marlies van Boekel | Irene van den Bos | Lon Buttstedt | Helcia Cino | Yara Francisco Pedro | Marijke Gemessy | Piet Gispen | Rinus Groenendaal | Cindy ‘t Hart | Chrisje van der Heijden-Ronde | Gerard Huysman | Anja Jager | Elizabeth Koning | Nicky Konings | Jacobien de Korte | Francien Krieg | José Krijnen | Susanna de Kruiff | Erni Kwast | Dana La Monda | Eva Lansink | Zhanhong Liao | Frederick Linck | Jan van Loon | Sanne Maes | Ben Manusama | Alexx Meidam | Ingeborg Muller | Hanneke Naterop | Anne Rose Regenboog | Cees van Rutten | Bert van Steen | Birgitta Sundström Jansdotter | Anna Lubok | Ineke Tesselaar | Catharina van Velden | Robert Volmer | Ilja Walraven | Margriet Westervaarder | Dinie Wikkerink-Wevers | Ludo Winkelman | H. de Winter | Yumiko Yoneda | Michiel van der Zwan

Eventi
sabato 29/04
Personal Relations Private Viewing
ingresso riservato dalle 18.00 alle 20.00
domenica 30/04
Vernissage Opening Performance Night
performance di Giovanna Bartolotta
dalle 18.00 alle 19.30
sabato 13/05
Music in its prime
“macchinamorbida” – Verona
“Nova sui Prati Notturni” – Vicenza
“Belle of the Ball” – London
in concerto dalle 18.00 alle 20.00
domenica 28/05
Stop-Motion Lovers
registi: Rainbow Collective, Marco Augelli, Lotte Reiniger, Jiri Barta, Alex Scalici, Pietro Scarso
proiezioni video dalle 18.00 alle 20.00
sabato 03/06
Personal Relations Last Breathe Night
“Cette performance va beaucoup lui rapporter” con Filippo Bordignon, PierPaolo Menegazzo, Mariangela Milani, Diego Pillon, David Riganelli
a seguire DJ Silvan
finissage dalle 18.00
Informazioni
titolo_ Personal Relations
periodo_ 29 aprile – 03 giugno 2017
private viewing_ 29 aprile 2017 ore 18.00
vernissage_ 30 aprile 2017 ore 18.00
sede_ Galleria Spazio Mirror, Vicenza
ideato da_ hARTslane (Cristiana Bottigella e Tisna Westerhof, Londra)
partner italiani_ Questa Non È Arte (Alessia Camera e Diego Pillon, Vicenza-London)
con il Patrocinio del_ Comune di Vicenza
sito web_ http://www.questanonearte.com
hashTag ufficiale_ #PersonalRelations

mostra_ itinerante internazionale di ritratti in miniatura, 10x15cm orizzontali o verticali, 2D o 3D, tecniche miste su materiali diversi
paesi coinvolti_ 3
artisti_ 151
opere_ 151
catalogo online_ https://personal-relations.org/gallery/
ingresso_ gratuito
orari_ 10.00-12.30 + 16.00-19.30, dal martedì al sabato
chiusura_ domenica e lunedì
sede_ Mirror, contra’ Porta Santa Lucia 16/18, 36100 Vicenza
web_ https://mirrorvicenza.wordpress.com/
contatti_ mirrorvicenza@gmail.com

eventi
riservato: private viewing_ sabato 29 aprile 2017 ore 18.00
vernissage: Vernissage Opening Performance Night_ domenica 30 aprile 2017 ore 18.00
concerto: Music in its prime_ sabato 13 maggio ore 18.00
proiezioni: Stop-Motion Lovers_ domenica 28 maggio ore 18.00
finissage: Cette performance va beaucoup lui rapporter + DJset_ sabato 03 giugno ore 18.00

Ufficio stampa Personal Relations Italia
Per tutte le informazioni contattare Alice Traforti 340.3550941
Per accedere alla private viewing del 29/04 scrivere a info@alicetraforti.it entro venerdì 28/04

 

Tag e canali social

 

#PersonalRelations

 

Questa Non È Arte

 

Galleria Spazio Mirror

 

Alice Traforti – AT narrAzioni per l’arte contemporanea

I papà svedesi di Johan Bävman

in Cluj Napoca/Europa/Eventi/Itinerari/Romania by

 

Swedish Dads a Cluj – mostra fotografica sui padri consapevoli della parità tra i sessi
La crescita del bambino è stata tradizionalmente esclusiva responsabilità delle donne, ma un numero sempre maggiore di padri in Svezia hanno cominciato a vedere i vantaggi del congedo per la loro crescita e per lo sviluppo di relazioni strette con loro, dalla più tenera età.

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Athens Digital Arts Festival: CALL

in Atene/Europa/Eventi/Grecia by

Atene Digital Arts Festival (ADAF) è un festival internazionale che celebra la cultura digitale attraverso un incontro annuale che riunisce una comunità globale di artisti e pubblico. Atene Digital Arts Festival ha lo scopo di incoraggiare, stimolare e promuovere tutti gli aspetti della creatività digitale ospitando locale così come artisti e comunità internazionali.

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