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LOOKING FOR OUM KULTHUM il nuovo film dell’artista iraniana Leone d’Argento SHIRIN NESHAT

in Cinema di

Razor, COOP99, In Between Art Film, Vivo film e Schortcut Films
presentano

Looking For Oum Kulthum, il nuovo film dell’artista visiva e regista iraniana Shirin Neshat, sarà presentato in prima mondiale a Venezia, in concorso nella sezione indipendente Venice Days – Giornate degli Autori della 74. Mostra Internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia.

 

Looking for Oum Kulthum è uno dei dodici 12 film selezionati da tutto il mondo che concorreranno per i premi ufficiali delle Giornate degli Autori (Premio Giornate degli Autori, assegnato dalla Giuria Ufficiale presieduta dall’attrice e regista iraniana Samira Makhmalbaf; Premio del Pubblico BNL offerto da BNL Gruppo BNP Paribas a cui partecipano i film della Selezione Ufficiale; Label Europa Cinemas, dedicato ai film di produzione e co-produzione europea) e per i premi paralleli della Mostra Internazionale d’arte cinematografica, consegnati in occasione della cerimonia ufficiale in programma l’ultimo giorno della Mostra.

 

Questo il programma delle proiezioni ufficiali a Venezia:

– mercoledì 30 agosto 2017, ore 22.15
Sala Perla 2
SOLTANTO per accreditati (Press, Industry)

– sabato 02 settembre 2017, ore 17.00
Sala Perla
PREMIERE / PROIEZIONE UFFICIAL

 

Shirin Neshat, nel suo raffinato lavoro artistico e fotografico, da sempre esplora e sottolinea i conflitti di genere e le difficili condizioni sociali delle donne all’interno del mondo islamico. Il mondo femminile, con i suoi drammi, le sue battaglie e la sua innegabile e drammatica bellezza ritorna al centro della sua ricerca attraverso la figura della leggendaria cantante egiziana Oum Kulthum.

 

Mitra, un’artista ambiziosa, madre e moglie quarantenne, s’imbarca nel sogno di una vita: fare un film sulla sua eroina, la leggendaria cantante del mondo Arabo Oum Kulthum.
Il suo obiettivo è esplorare le lotte, i sacrifici e il prezzo del successo di Oum Kulthum, un’artista donna che vive in una società conservatrice e dominata da uomini.

Durante le riprese del film, tuttavia, l’improvvisa scomparsa di suo figlio adolescente e la crescente difficoltà di catturare l’essenza di Oum Kulthum come donna, come artista, come mito porteranno Mitra ad una profondissima crisi emotiva ed artistica.

 

Looking For Oum Kulthum è un film di Shirin Neshat, in collaborazione con Shoja Azari.

Con Neda Rahmanian (Mitra), Yasmin Raeis (Ghada), Mehdi Moinzadeh (Amir), Kais Nashif (Ahmed/latif), Najia Niazi (Oum Kulthum ); sceneggiatura di Shoja Azari e Shirin Neshat in collaborazione con Ahmad Diba; produttori Gerhard Meixner, Roman Paul, Bruno Wagner, Martin Gschlacht, Antonin Svoboda, Shirin Neshat, Shoja Azari; co-produttori Beatrice Bulgari, Marta Donzelli, Gregorio Paonessa, Georges Schoucair; executive producer Jérôme de Noirmont; fotografia Martin Gschlacht; montaggio Nadia Ben Rachid; scenografia Erwin Prib; costumi Mariano Tufano; parrucco Desideria Corridoni; truccoAntonello Resch;/ musiche originali Amine Bouhafa; mixage Claus-Benischke-Lang; organizzatore generale Ole Nicholaisen; casting Marwa Gabriel.
Una produzione Razor Film in coproduzione con Coop99, In Between Art Film, Vivo film, Schortcut Films in associazione con Doha Film Institute, in collaborazione con ORF, in associazione conNoirmontartproduction, con il supporto di Austrian Film Institute, FISA – Film Industry Support Austria, Medienboard Berlin-Brandenburg, Vienna Film Fund, Regione Lazio; vendite estere The Match Factory; durata 90 minuti; Paesi Germania, Austria, Italia, Qatar, Libano.

la regista Shirin Neshat è un’artista e regista iraniana, che vive a New York. Tra i tanti premi, nel 1999 ha vinto la Biennale d’Arte di Venezia per il suo lavoro visuale Turbulent and Rapture, e nel 2009 con il suo primo film Donne Senza Uomini (WomenWithout Men), presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, ha vinto il Leone d’Argento per la migliore regia. ShirinNeshat ha iniziato la sua carriera come fotografa ed ha attratto attenzione con le serie fotografiche The Unveiling (1993) e Women of Allah (1993-97), prima di iniziare a lavorare nella video art e film. Le sue opere fotografiche e video sono state esposte nei musei di tutto il mondo. Nel 2006 è stata premiata con il Dorothy e Lilian GishPrize e nel 2010 l’Huffington Post l’ha nominata l’Artista del Decennio. Nel 2014 le è inoltre stato assegnato il premio Crystal al Davos World Economic Forum. Nel 2013 ha fatto parte della giuria della Berlinale. Lo stesso anno ha diretto in collaborazione con il direttore della fotografia DariusKhondjiIllusions& Mirrors, un corto commissionato da Dior con Natalie Portman.

Due anni più tardi è stata fotografata da Annie Leibovitz all’interno di una serie di ritratti delle donne più interessanti del mondo per il calendario Pirelli. Quest’anno ad agosto dirige per la prima volta un’opera lirica, l’Aida, al Festival di Salisburgo sotto la direzione d’orchestra di Riccardo Muti. FILMOGRAFIA 2017 Looking for OumKulthum2009 WomenWithoutMen INSTALLAZIONI 2016 Sarah 2016 Roja2013 Illusions & Mirror2009 Games of Desire 2008 FarokhLegha2008 Munis2008 Faezeh2005 Zarin2004 Issar 2004 The Last Word 2003 Mahdokht2002 Tooba2001 Possessed2001 Pulse2001 Passage2000 Fervor1999 Soliloquy1999 Rapture1998 Turbulent1997 The ShadowUnder the Web 1996 Anchorage

Neda Rahmanian è un’attrice tedesca con origini iraniane. Si è diplomata dall’Università di Musica e Teatro di Rostock nel 2003. Il suo debutto è stato nel ruolo di Julia in Romeo e Julia, per cui è stata onorata con il premio Karl-Heinz-Walther. Successivamente ha lavorato molto in teatro, tra cui all’Osnabrück Theatre (2003–2005), al Teatro Statale di Wiesbaden (2006–2008), al Schauspielhaus Bochum (2009–2010) e all’Hamburger Kammerspiele (2016). È inoltre apparsa in molte serie tv di successo, come Tatort. Dal 2016 è l’attrice protagonista nella serie ARD

Simone Legno

in #questibarbari/Artist Monitor/Europa/Grafica/Italia di

Descrivere in 140 caratteri l’evoluzione artistica del grafico Simone Legno è un impresa ardua:
Un fenomeno tutto italiano, un genio creativo che, dalle riviste specializzate in software per la grafica, ha invaso l’oriente. Una collaborazione in Francia con Lagerfeld e ora in America con i Peanuts.
Un talento talento nazionale poco conosciuto nel nostro paese e apprezzato all’estero per le sue “opere-giocattolo” in vinile. Famosissimo in Giappone, nella terra da cui Simone ha tratto molto per definire il suo mondo fantastico, il suo “bestiario, il suo brand che è diffusissimo e molto amato.
Senz’altro l’esponente italiano, più autorevole, della corrente che potremmo denominare con POST POP ( o forse meglio Brand Art), quella linea invisibile che unisce  una serie di artisti come Takashi Murakami e parte da Yayoi-Kusama “la regina del punti su fondo rosa”.

140 caratteri  superati.

Backgrounds#2: Jiro ISHIKAWA

in Backgrounds/Grafica/Illustrazioni di

Jiro ISHIKAWA: 1967 Nato a Tokyo, Giappone. Illustratore/ disegnatore di fumetti con sede a Tokyo.
Editore di fumetti della serie “Wr!” “のぶお物語/Nobuo monogatari”. Ispirato all’arte fumetto d’avanguardia di Nemoto Takashi, ha iniziato a presentare le sue opere a “ガロ/Garo”(青林堂/Seirindo), la leggendaria rivista di fumetti underground.
Nel 1987 ha debuttato con la pubblicazione di “uomo uccello / Toriningen” e pubblicato il suo primo libro “Miin di Jiro-chan / Miinna Jiro- Chan “(blu Hayashido / Seirindo). Dopo questo ha lavorato come fumettista e illustratore per alcuni anni, ha prodotto piccolo-stampa libri di fumetti, illustrazioni e saggi. Nel 2009 ha pubblicato il suo secondo libro” Giro “(Taco-che ).

 

Una sua Mostra a Montpellier a La Jetée il 13 aprile, l’evento è promosso qui

http://jiroishikawa.tumblr.com/

Totem I love You

in Cosenza/Grafica/Italia/Villaggio Locale : Diario di un hater di

Sorpreso dal senso di fratellanza aliena che mi lega al totem multimediale e interattivo che sta a cento metri da casa mia.

 
#TheBarbarianArtFest.

 

 

 

 

 

 

Crowdfunding per Node Magazine

in Arte/Europa/Italia/Libri e riviste/Roma di

#

Aiutiamo l’arte, aiutiamo le buone idee.
A nostro avviso, quella dell’editor chef Dionigi Mattia Gagliardi  è una bella e buona idea.
Trattare l’arte al pari della scienza, con una rivista dal piglio scientifico.
Se è vero che l’arte è scienza è vero pure il contrario.

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Canelo project: Un villaggio di paglia e argilla

in Architettura/DesignZero/Materiali di

Il progetto Canelo è una piccola organizzazione non-profit, che Bill e Athena Steen hanno fondato nel 1989 iniziando a lavorare sul tema Connecting People, intorno al rapporto cultura e natura.

La piccola città di Canelo, nel sud-est Arizona, ospita il progetto Canelo e  molte delle nostre attività.
Abbiamo ricostruito una vecchia casa ranch di adobe (Mattone) e un complesso di edifici, luoghi in cui persone di diverse provenienze e culture potessero riunirsi per condividere in una esplorazione continua di vita, la costruzione, le arti, la musica e cibi regionali.

Sito: http://www.caneloproject.com/

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