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Europa

Europa: L'Europa è una regione geografica del mondo, comunemente considerata un continente in base a fattori economici, geopolitici e storico-culturali. Wikipedia

Poxtion “End Of Time”

in Cosenza/Italia/Suoni/Video by
END OF TIME

Pubblicato da Poxition su lunedì 19 marzo 2018

Produzione Made in Cosenza, quanto orgoglio!

New wave quanto basta e un gradevolissimo sound caldo e avvolgente sono una miscela che spacca,  il video lo troviamo semplicemente intelligente e per la produzione in generale 10 e lode, bella voce di Rodio che mi riporta indietro di molti anni ma allo stesso tempo con tutte le sonorità ben impacchettate trovo questo pezzo attualissio. Complimenti!

I poxition meritano di essere ascoltati e riascoltati con gran parsimonia, come il buon vino, tirati  fuori al momento giusto per creare la giusta atmosfera. Perché dopo tutto anche l’orecchio vuole bellezza in questo mondo barbaro!

La band opss … il progetto,come amano definirlo loro, è animato da:

Max Iozzia / chitarre – tastiere – Sound Programming
Alessandro Mazzotta/ chitarre
Fabio Rodio/Voce

Buon’ascolto!

# INVASIONIMEDIATICHE: Promo Romania prodotto da Carrefour.

in Europa/Itinerari/Romania/Video by
Final intro: Flavours Of Romania with the real soundtrack

Here is the finished intro for Flavours Of Romania, supported by Carrefour, featuring the new sountrack specially written by Romanian composer and maestro Mihai Toma.

Pubblicato da Flavours of Romania su venerdì 9 marzo 2018
 
Flavours Of Romania, supported by Carrefour, featuring the new sountrack specially written by Romanian composer and maestro Mihai Toma.

Makode Linde: lo scandalo, il razzismo.

in #questibarbari/Arte/Svezia by

Linde ( classe 1981) è diventato famoso nel 2012 dopo una vicenda messa in risalto da mezzo mondo, proprio mezzo mondo nel resto, nella metà in cui ci troviamo noi,  Makode Linde è pressoché sconosciuto.

Il fatto è questo: il dj-artista, uscito indenne da una causa dove veniva accusato di aver colorato dei polli vivi per uno spettacolo di magia, nell’ambito di un evento al Moderna Museet a Stoccolma realizzò una torta che nominò Painful Cake (la torta del dolore) a forma della Venere nera di Willendorf , ma con la sua stessa testa completamente truccata a mo’ di Golliwog  (la caricatura steriotipata del babolotto nero dalle labbra rosse disegnata dall’illustratrice americana Florence Kate Upton).

La torta era un chiaro riferimento all’atroce mutilazione degli organi genitali femminili praticata in molti paesi africani, ma fin qui niente di strano.

Almeno sino a quando il primo pezzo di torta, con sembianze di una vagina, venne tagliato. La scena fu filmata con una videocamera e l’effetto venne amplificato dal fatto che la persona che tagliò il primo pezzo era il ministro della cultura svedese Lena Adelsohn Liljeroth .

Lo scandalo:

Alcuni definirono razzista la rappresentazione della torta come opera d’arte e l’evento venne segnalato all’Ombudsman (difensore civico parlamentare scandinavo) .

L’associazione afro-svedese chiese addirittura che il ministro della cultura si dimettesse.  Linde affermò di essere stato frainteso e spiegò che la torta simboleggiava, con l’atto di tagliare le parti del corpo della torta e mangiarli, il modo in cui i bianchi consumavano le persone di colore.

Alle nostre latitudini, nel “bel paese” per una cosa del genere anziché gridare allo scandalo si finirebbe per finire in televisione da Barbara D’Urso, figuriamoci le risate se al posto della Liljsteroth ci fosse stato Dario Franceschini. Nel paese del “BUNGA BUNGA”, l’isola dei famosi sarebbe stata l’unica vera condanna.

Ma in effetti, a vedere bene, nulla di scandaloso nell’operazione di Linde, genuinamente anti razzista contro gli steriotipi concettuali con i quali spesso dipingiamo gli stranieri soprattutto se di pelle nera.

Linde merita di essere citato come artista anche per altri suoi lavori, come quelli rappresentati alla mostra Afromatics XXL al Kungsträdgården Stockholm o per la “tappezzeria” con la quale ricoprì il Berns, un ristorante nel Berzeii Park di Stoccolma,  con espliciti organi genitali raffigurati.

Questa opera venne anche molto contestata e soggetta ad azioni vandaliche. Si, Linde merita di essere citato, se non altro per la sua capacità nel riportare alla luce la decadenza di quell’ideale social democratico e apparentemente aperto della tanto inneggiata Svezia.

Makode Linde grazie a quella torta ricevette un lancio incredibile per la sua carriera come la stessa ministra gli confidò ad un orecchio al momento del taglio ” questo momento per te sarà un punto di svolta”.

Nug. Elogio al vandalismo

in #questibarbari/Arte/Svezia by

Lo street artist che ha fatto incazzare la Svezia.

“È una mia supposizione ingenua, ma penso, che metà di tutti gli artisti visivi emergenti hanno, ad un certo punto, usato la strada come mezzo. Raggruppare tutti questi artisti come un movimento non ha senso. È vero che i graffiti / street art sono l’unico movimento artistico innegabile sin dalla pop art, ma dove l’atteggiamento urbano era un tempo unificatore, ora le idee e gli stili sono molto divisi.
È tempo di una direzione separata che chiamiamo Vandalismo astratto. ”
Niels Shoe Meulman

Così viene introdotto il manifesto sul vandalismo astratto di Nug (Magnus Gustafsson) lo street artist nichilista che ha fatto incazzare la Svezia.

Nug  si è fatto un nome dipingendo a spruzzo innumerevoli muri e treni. Da quando Nug ha iniziato a esporre il suo lavoro molto controverso nel 2009, in Svezia è stato sollevato un acceso dibattito. Alcuni critici d’arte non sono d’accordo con il suo approccio spontaneo, ma vandalico. Altri vedono il suo lavoro come un moderno action painting e lo descrivono come Pollock con una bomboletta spray. Nonostante questa controversia (o per questo), Nug espone e vende i suoi lavori in gallerie di tutto il mondo.

Il suo progetto di diploma, “Pissing territoriale”, riguarda la natura umana e l’istinto per la marcatura del territorio.
Un cortometraggio che descrive diverse persone, rese anonime da passamontagna neri, che spruzzano scarabocchi come vogliono e dove vogliono su le pareti di un edificio bianco abbandonato.
Nug sta semplicemente e intelligentemente infrangendo i confini tra l’arte astratta e il vandalismo.
Anche se i suoi lavori potrebbero non avere aspetti estetici rilevanti, sembrano quasi crudi e primitivi, dietro di essi si nascondono grandi concetti. Uno su tutti l’evidente tentativo di far risaltare le contraddizioni ben nascoste del modello svedese  rappresentato spesso come perfetto.

Le contraddizioni, però, sono dappertutto e dietro la patinatura con la quale spesso viene presentata la Svezia con NUG viene in discussione.

NUG su Wikipedia

 

Un artista braccato dal socialismo: Wladyslaw Strzeminski

in #questibarbari/Polonia by

Non conoscevo la storia di Wladyslaw Strzeminski, e di questo ne faccio mea culpa.
Ma non basta battersi il petto, bisogna approfondire e nei prossimi mesi lo farò di sicuro.

Due gli spunti da cui traggo ispirazione per meglio conoscere le opere di questo grande artista:
Il primo un post su Fecebook della mia amica la fotografa Amelia Smolinska che non finirò mai di ringraziare per avermi “istruito” verso la conoscenza di un autore così importante, e secondo, il mio interesse per tutto ciò che accade aldilà della fatidica “cortina” di pregiudizi che separano il mainstream da quei territori che ancora oggi, per certi versi, definiamo “barbari”.

Come primo approccio alla conoscenza un film.

Il trailer del film:

Nell’edizione 2016 della Festa del cinema di Roma venne presentato «Afterimage» ultimo lavoro del regista Andrzej Wajda proprio su la vita di questo tormentato e talentuoso pittore che lo stesso Wajda descrive:

dal corriere.it

«Eppure fu uno degli artisti del mio paese di maggiore talento» … «allo stesso tempo volevo mostrare il suo conflitto con lo Stato socialista». Strzeminski credeva nell’arte astratta quando il potere pretendeva altro. I quattro anni passati sotto la lente del regista, 1949-1952, sono quelli in cui «la sovietizzazione della Polonia prese la sua piega più radicale, e il realismo socialista divenne forma obbligatoria di ogni espressione artistica», raccontava Wajda. Nel dopoguerra, Strzeminski insegnava all’Accademia delle Belle Arti di Lodz. «Gli studenti vedevano in lui il messia della pittura moderna, ma al ministero della Cultura avevano un’opinione diversa».

Fu espulso dalle Belle Arti, finì ad arredare le vetrine dei negozi
Non compromise la sua arte, si rifiutò di osservare i regolamenti del partito e venne espulso dall’Accademia. «Gli studenti continuarono a fargli visita, ad ascoltare la sua teoria dell’Unismo nelle lezioni in privato». Era amico di Chagall. Morì disoccupato e infermo, privo di un braccio e di una gamba. «Fu ridotto ad arredare le vetrine dei negozi, un uomo capace di tutto, fuorché di essere ordinario. La sua storia meritava di essere raccontata al cinema». Un visionario che ricorda come arte e potere non possano andare d’accordo; un simbolo della lotta per la libertà di espressione; cadde in povertà senza rinunciare al bene più prezioso: l’integrità. L’ultimo sguardo di Wajda è un inno alla libertà.

per saperne di più un libro qui

 

Viadellafucina16 : Il condominio museo, come vivere in un opera d’arte.

in Italia/Musei/Torino by

viadellafucina16 è un progetto di Kaninchen-Haus
da un’idea di Brice Coniglio

con il sostegno di SIAE e MiBACT 
nell’ambito di “Sillumina – Copia privata per i giovani e la cultura”
e del Programma Housing di Compagnia di San Paolo 
nell’ambito del bando “Abitare una casa, vivere un luogo”.

 

Comitato Scientifico: A.TITOLO / ILARIA BONACOSSA / MARIO CRISTIANI / ILDA CURTI / ALESSANDRA PIOSELLI / ANNA PIRONTI / PIER LUGI SACCO / CATTERINA SEIA

 

Con il Patrocinio della Regione Piemonte, della Città di Torino e del GAI Giovani Artisti Italiani.
 

con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Città di Torino, del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, del Dipartimento Culture Politica Società dell’Università degli Studi di Torino,  a.titolo, Liberitutti, Progetto The Gate Porta Palazzo, CleanUp, NESXT

 

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EVENTI IN CORSO  A VIADELLEFUCINE16 ///////////////////////////////////////////////////////////////

Domenica 17 Dicembre  h13.30 – 17.30

Opening:

Iacopo Seri e Sandra Sanchez.

Lihi Tujerman.

Finissage:

Martìn Touzon e Rodolfo Marqués

via S. Giovanni Battista La Salle 16 Torino

Iacopo Seri e Sandra Sanchez, in residenza in viadellafucina16, presentano “Apparizioni” frutto della loro inedita collaborazione e dell’interazione con gli abitanti del condominio-museo.

Accanto alla loro installazione,  Lihi Turjeman – ospite di Fondazione Spinola Bannanell’ambito del programma RESO’ – ma anche lei di stanza in viadellafucina16 realizzerà un intervento di action painting utilizzando i muri dello stabile.

Infine sarà possibile visitare, per l’ultimo giorno, le mostre di Rodolfo Marques e Martin Touzon, i due vincitori del Premio Italia-Argentina di IGAV

“Creeremo piccole stazioni dei sogni, installando negli spazi comuni dell’edificio sculture costruite con oggetti ritrovati. Creeremo così uno spazio espanso per sognare, in sinergia con gli abitanti: un luogo aperto per la contemplazione dei sogni dei membri della comunità. Una dimensione in cui coltivarli, non importa se realistici, ideali o totalmente fantastici.” Iacopo Seri, Sandra Sanchez

Mercoledì 20 Dicembreviadellafucina16 si trasferisce invece al Polo del ‘900 dove alle 21 il direttore artistico Brice Coniglio interverrà nell’ambito del convegno “Arti. Grammatica di una città“ promosso da ISMEL.
Infine vi segnaliamo la versione rinnovata di www.condominiomuseo.it e questo estratto dello speciale di SKY ARTE dedicato alle mostre più significative della settimana di Artissima.

State Machines lancia ora un bando aperto per un nuovo progetto artistico commissionato.

in Eventi/Ljubljana/Open Call/Slovenia by

Open Call for works

State Machines è un programma di attività dedicate alla ricerca di nuove relazioni tra stati, cittadini e apolidi resi possibili dalle tecnologie emergenti. Concentrandosi su come tali tecnologie influenzano identità e cittadinanza, lavoro digitale e finanza, il progetto si unisce a cinque partner esperti: Aksioma (Slovenia), Drugo More (Croazia), Furtherfield (Regno Unito), Institute of Network Cultures (Paesi Bassi) e NeMe (Cipro) insieme a una serie di artisti, curatori, teorici e pubblico.

Ogni volta che uno smartphone si accende, il loro utente è legato in modo inestricabile a dati, leggi e byte che scorre in paesi diversi. Ogni loro espressione personale è inquadrata e mediata da piattaforme digitali che ora includono quelle che operano su nuovi tipi di valute, scambi finanziari e rapporti di lavoro che aggirano le corporazioni e i governi.

Nel frattempo queste stesse tecnologie aumentano i poteri governativi di sorveglianza, consentono alle società di estrarre accordi di lavoro sempre più complessi e, sebbene apparentemente siano la quintessenza della globalizzazione, fanno ben poco per rallentare la costruzione di muri reali lungo i confini attuali.

Chiediamo come potrebbero i soggetti digitali di oggi diventare cittadini digitali attivi, impegnati ed efficaci di domani?

State Machines lancia ora un bando aperto per un nuovo progetto artistico commissionato.

CHE TIPO DI PROGETTO ?

Siamo interessati a lavori che esplorano cambiamenti nell’agenzia verso individui, gruppi e comuni da stati nazionali e aziende private. Invitiamo proposte che attingano esperienze di prima mano in:

  • sforzi e azioni che resistono a nuovi recinti e preservano la mobilità, la libertà di riunione e altri diritti duramente conquistati
  • impatti non intenzionali dei flussi digitali su corpi fisici, luoghi e infrastrutture
  • spostamento delle tecniche per i controlli e i flussi di informazione e finanza da parte di governi, aziende private e individui;
  • deliberazione pubblica e libertà di parola nei social media – corruzione algoritmica e umana e sue controforze;
  • nuovi strumenti e dati per contrastare gli impatti personali e politici del cloud computing

La chiamata è aperta a artisti, tecnologi, attivisti, inventori e individui, gruppi e collaborazioni ibride tra umani e intelligenza artificiale.

Siamo interessati a tutte le forme d’arte e le azioni che possono essere incontrate e sperimentate attraverso le reti, online e in mostra fisica. Accogliamo diversi punti di vista, approcci sperimentali e giocosi.

COME CI SARA ‘ SOSTENERE IL PROGETTO

  1. Le State Machines supporteranno la produzione della proposta selezionata con 5.000 € per le tasse e i costi di produzione.
  2. Le State Machines assisteranno in tutte le fasi del processo di produzione.
  3. Il progetto finale sarà esposto in almeno due mostre offline e una online durante il 2018 e il 2019.
  4. A seconda della natura del progetto, State Machines sarà entusiasta di presentare e distribuire il nuovo progetto attraverso i canali dei partner e le reti di comunicazione. Che una vasta gamma di organizzazioni, dai musei alle gallerie online e spazi di progetto ai festival, con una gamma di specializzazioni tra produzione, partecipazione, coinvolgimento, pensiero critico e pubblicazione.

CONDIZIONI

  • Questo invito è aperto a individui o gruppi che lavorano su qualsiasi forma e / o tecnologia in Europa.
  • Il progetto proposto può essere online e / o offline. Se solo online, si prega di considerare come potrebbe essere tradotto (cioè mostrato, esibito, narrato) nello spazio fisico.
  • I candidati devono avere una formazione consolidata nei rispettivi campi e / o spiegare come questa opportunità aiuterà lo sviluppo di un nuovo progetto.
  • Accogliamo in particolare proposte per nuovi lavori. Tuttavia, saremo felici di aiutare nell’estensione dei progetti esistenti se il nostro contributo sarà fondamentale per svilupparli verso una nuova direzione o migliorarli criticamente in modo da raggiungere una nuova dimensione.

SCADENZA E COME FARE DOMANDA

Le domande devono essere ricevute entro le 23:59 ( CET ) di mercoledì 31 gennaio 2018.

L’applicazione completa deve includere quanto segue:

  1. Presentazione – comprese le informazioni di contatto, massimo 2 pagine A4
  2. Proposta di progetto – dettaglio del concetto di progetto, massimo 2 pagine A4
  3. Proposta di bilancio del progetto – con una ripartizione di come spenderete il budget di € 5000, massimo 1 pagina A4
  4. Materiale di supporto: inclusi esempi di lavori precedenti, eventuali url pertinenti, elementi visivi (flusso di dati, schizzi, cronologia, schemi ecc.) Che ci aiuteranno a comprendere meglio la proposta e la pratica.

Si prega di inviare in formato .pdf compresi i materiali 1-4 di cui sopra a marcela@aksioma.org.

Per gli allegati> 5 MB, utilizzare i servizi di trasferimento file come Wetransfer o fornire un collegamento al proprio spazio server.

Contatto:
Marcela Okretič
Aksioma | Istituto per l’arte contemporanea, Ljubljana
Komenskega 18, 1000 Ljubljana, Slovenia
gsm: + 386 – (0) 41 – 250830
e-mail: marcela@aksioma.org
www.aksioma.org

Vlatka Horvat: Surroundings

in Arte/Europa/Eventi/In Galleria/Selezioni by

SURROUNDINGS
VLATKA HORVAT

Inaugurazione lunedì 20 novembre 2017 ore 18.30

Renata Fabbri arte contemporanea è lieta di presentare Surroundings, la prima mostra personale in Italia e in galleria dell’artista croata Vlatka Horvat.

Nella mostra, che prende spazio all’interno di tutti i locali della galleria, Vlatka Horvat indaga la linea dell’orizzonte come potente e contraddittoria metafora; da una parte limite spaziale e confine, dall’altra meta a cui si aspira di giungere. Attraverso le opere realizzate con diverse forme e media – fotografie alterate, collage, sculture e fragili interventi ambientali – l’artista rende l’orizzonte confine liminare tra spazio e visibilità, segno o luogo di azioni in potenza future.

Utilizzando semplici gesti con i quali spesso lavora – tagliare e sottrarre, per poi ricollocare le parti degli oggetti e delle immagini, o ripararli con mezzi apparentemente inadeguati – Vlatka Horvat costruisce nuove e improvvisate incarnazioni dell’essere umano, del paesaggio, e di oggetti una volta funzionali. In tutte le opere presentate in mostra, l’artista segue dichiaratamente la duplice logica del connettere o interrompere linee particolari nelle immagini originali, nello spazio fisico, e negli oggetti di uso quotidiano – sottolineando e rendendo visibili alcune caratteristiche formali e materiali degli oggetti stessi che Vlatka Horvat dapprima “smantella” per poi ricostruire, seppur evocando il loro immaginario e le possibilità di associazione tra di essi.

Attraverso la mostra Surroundings, l’artista rielabora, a più riprese, la linea come elemento centrale della composizione, per incorniciare e rendere leggibile la presenza umana nello spazio. La considera sia metodo per tracciare la nostra presenza, che traccia lasciata dalla nostra esistenza. In aggiunta al suo significato formale – la sua funzione di delimitare lo spazio, demarcare i limiti e tracciare traiettorie – la mostra si focalizza sulla linea anche come metafora di continuità, infinitezza, distanza, nonché segno del futuro, della possibilità e della fine.

La mostra prosegue fino a sabato 20 gennaio 2018.

BIOGRAFIA:

Vlatka Horvat lavora attraverso un’ampia sfera di forme, scultura, installazione, disegno, performance, fotografia e testo. Ha presentato le sue opere in vari contesti – in gallerie, teatri, festival di danze e luoghi pubblici. Ha avuto mostre personali in istituzioni quali il Museums Sheffield (collaborazione con Tim Etchells), Wilfried Lentz Gallery (Rotterdam), CAPRI (Dusseldorf), Zak|Branicka Gallery (Berlin), MMC Luka/Galerija SC (Pula/Zagreb), Disjecta Contemporary Art Center (Portland), annex14 (Zurich), Boston University Art Gallery, Rachel Uffner Gallery (NYC), Bergen Kunsthall, the Kitchen (NYC). Le sono stati commissionati dei progetti di arte visuale dal Bard Center for Curatorial Studies (upstate NY), Bunkier Sztuki (Krakow), Art in the Public Space program of the City of Zurich, Kunsthalle Osnabrück, Marta Herford Museum, MGLC Ljubljana, VOLT (Bergen), the 53rd October Salon (Belgrade), Stroom (the Hague), Aichi Triennale (Nagoya), “Greater New York” at MoMA PS1 (NYC), Galerija Skuc (Ljubljana), the 11th Istanbul Biennale, le sue performance sono state riprodotte a livelli internazionale in teatri spazi di danza e festival. Dopo 20 anni in USA, vive e lavora a Londra.

www.vlatkahorvat.com

SCARICA COMUNICATO STAMPA

SCHEDA TECNICA:

Sede: Renata Fabbri arte contemporanea – Via A. Stoppani, 15/C – 20129 Milano
Contatti: info@renatafabbri.it – ph. +39 02 91477463
Mostra: Surroundings – Vlatka Horvat
Periodo espositivo: 21 novembre 2017 – 20 gennaio 2018
Inaugurazione: lunedì 20 novembre 2017 ore 18.30
Orari: martedì – sabato dalle 15.30 alle 19.30 – mattina e lunedì su appuntamento
Organizzazione e ufficio stampa: Renata Fabbri, Renata Fabbri arte contemporanea, Milano

Periferica: Un progetto ad arte che non piace alla mafia

in Italia/Luoghi/Mazara del Vallo by

Lo slogan del progetto è: “La marginalità al centro” e così che Mazara da borgo di pescatori è diventato dal 2013 centro per l’arte. Un progetto coraggioso di giovani cervelli Mazaresi ritornati nella loro regione, nel loro paese per dare un segno tangibile di svolta. L’arte come elemento principale per uno sviluppo sostenibile e non come elemento accessorio. Ma la mafia non vuole, non accetta le buone pratiche e vorrebbe spegnere, attraverso minacce e azioni intimidatorie,  l’entusiasmo ed il coraggio di chi si ostina, contro ogni preconcetto, a voler dare alla propria terra dignità, ricostruendone bellezza e integrità senza compromessi.

Comtinua….

Una scenografia stampata in 3d per il “Fra Diavolo” di Giorgio Barbieri Corsetti

in Italia/Materiali/Roma/Teatro by

Quando l’arte ispira l’industria generando lavoro e prodotti

Siamo sicuri – ha detto Carlo Fuortes – che questa che abbiamo sperimentato qui per la prima volta per costruire delle scene sarà la tecnica del futuro. Del resto la storia dello spettacolo teatrale è sempre stata una storia di invenzioni, di sperimentazione di tecniche e di materiali. Oggi la stampa 3D è già presente in tutti i lavori di progettazione ma anche di costruzione di elementi in vari ambiti produttivi. Qui per la prima volta, grazie all’impegno e al lavoro di WASP, è impiegata per costruire la scenografia di un’opera”.

La sfida che ci è stata proposta dal Teatro dell’Opera era molto rischiosa. – ha detto durante la conferenza Massimo Moretti fondatore di WASP – Non era mai accaduto che la stampa 3D venisse applicata a un materiale così grande. La plastica che usiamo normalmente ha un costo enorme, se viene rapportato ai 1500 Kg della scenografia da produrre. Ci siamo rivolti allora a una materiale ricavato dal mais, naturale e che può essere facilmente riciclato: il giorno in cui questa scenografia non servirà più la si potrà triturare e riusare per una nuova e diversa opera. Per questo lavoro abbiamo preso in affitto un capannone vicino alla nostra sede, adesso è nostro e siamo l’unico service di stampa 3D capace di produrre oggetti di grandissime dimensioni. Questo del Fra Diavolo è un caso in cui è l’arte a trascinare l’industria e apre a nuove creazioni e a nuove possibilità di lavoro”.

Note della wasp:

L’impresa è cominciata con la consegna, da parte dello scenografo, di un modello 3D raffigurante due edifici storici deformati, due grandi facciate con finestre e terrazzi, simili a un quadro di Dalì: la percezione deformata della realtà è un elemento centrale dell’opera, che necessariamente si rispecchia anche nella sua struttura scenografica. Il regista, sostenuto dal sovrintendente dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, che ripone grande fiducia nell’utilizzo della stampa 3D per lo studio e l’allestimento scenografico, ha dunque scelto la stampa 3D come mezzo per ottenere al meglio il risultato desiderato.

Il modello 3D si presentava come un blocco unitario, ed è stato necessario suddividerlo in 223 pezzi che potessero rientrare nelle dimensioni di stampa della DeltaWASP 3MT, ovvero un cilindro di 1 metro x 1 metro. Il materiale utilizzato è PLA colorato di pigmento bianco.
Per affrontare il lavoro, il team WASP ha costruito 5 stampanti, utilizzate a pieno ritmo durante questi tre mesi nel nuovo capannone dove è stato realizzato questo progetto dalle dimensioni fuori dal comune.

 

Fra Diavolo 8 – 21 ottobre 2017 Teatro dell’Opera di Roma
Musica di Daniel Auber Opéra-comiqueL’opera:

Fra Diavolo
Libretto di Eugène Scribe
DIRETTORE Rory Macdonald
REGIA Giorgio Barberio Corsetti
MAESTRO DEL CORO Roberto Gabbiani
SCENE Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti
COSTUMI Francesco Esposito VIDEO Igor Renzetti, Alessandra Solimene, Lorenzo Bruno
COREOGRAFIA Roberto Zappalà LUCI Marco Giusti
INTERPRETI PRINCIPALI FRA DIAVOLO John Osborn
LORD ROCBURG Roberto De Candia
LADY PAMELA Sonia Ganassi
LORENZO Giorgio Misseri
MATTEO Alessio Verna
ZERLINA Maria Aleida / Anna Maria Sarra
GIACOMO Jean Luc Ballestra
BEPPO Nicola Pamio Orchestra,
Coro e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

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