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Europa

Europa: L'Europa è una regione geografica del mondo, comunemente considerata un continente in base a fattori economici, geopolitici e storico-culturali. Wikipedia

Rigenerazione: Il post perfetto, il circo Orfei e via del Seggio.

in Appunti/Cosenza/Italia/Recupero e Rigenerazione di

Rigenerazione un termine diffuso largamente dentro e fuori i salotti della politica e dai soliti circoli culturali.
S’avviluppa intorno ale lingue di esperti e meno esperti, fa ormai parte anche del linguaggio popolare.

Chi ora sta scrivendo con tanta imperfezione, tenta ogni giorno di trovare una denominazione perfetta per un post perfetto, e rigenerazione non è un termine perfetto. D’altronde questo non è un post perfetto.

Come quei post con gli affronti politici, negativi e distruttivi, indirizzati contro l’aspetto che la città ha assunto in questi ultimi tempi, un affronto gravoso all’intelligenza usata da tanti giovani professionisti, spesso mal pagati e all’ombra, che hanno in questi anni lavorato per renderla così com’è, sempre più bella. Perchè Cosenza è una bella città, non si discute. Ora, usando come assioma l’espressione precedente, ritengo sarebbe utile fare, forse, un analisi sugli abitanti, che in un post imperfetto come questo, non possono non essere citati, i fantastici cosentini.

Ma poi penso: “e che li cito a fare?”

La maggior parte di loro, alla ricerca del post perfetto, suscettibili come sono, incappando in questo post imperfetto troveranno di che ridire, abbaiare, affibiare, denunciare, fare caricatura. Quanto tempo perso e quante braccia e menti rubati al lavoro, penso in fondo.

Per non parlare che da Bruxelles si sbraita sullo stato del paesaggio cittadino deturpato dai lavori della metrotranvia verde nel verde, lavori proiettati verso il futuro definiti con frasi che i parigini all’epoca di Effeil usavavano ampiamente, “l’œuvre qui gâche le paysage”, riferendosi alla famosa torre. Un linquaggio vecchio e aspro, usato e strausato, fuori posto soprattutto quando è pronunciato da chi parla d’innovazione e rigenerazione continuamente, senza effettivamente sapere di cosa stia parlando.

Deturpare chi, cosa, di che paesaggio parliamo?

Il paesaggio è in continua mutazione. E poi, per dirla tutta, non vedo progetti alternativi corposi.

Chiacchere e tabbacchere e lignu, diceva mia nonna.
La città cresce a prescindere dai suoi abitanti, ed è opera di tutti, belli o brutti. Un’œuvre imperfait.

Per fortuna che in questa opera imperfetta conviamo con persone coscienziose e operose. Ed è a loro che mi rivolgo, ai cittadini attivi, vogliosi di bellezza, come a via Del Seggio. Dove una giovane coppia ha letteralmente invaso di piante, in vasi colorati, le gradinate che costeggiano la loro dimora, guidando il passante con detti e frasi d’amore attraverso la città vecchia, o almeno un pezzo, con aforismi “incisi” su improbabili tavolette di legno colorate. Cittadini imperfetti come noi, che hanno deciso di dedicare il proprio tempo alla cura del bene di tutti, anche degli altri, dei brutti e senza chiacchere. Persone dal quale prendere esempio. Un esempio di rigenerazione?
Nomi e Cognomi? In un post imperfetto non si fanno, ma nel tentativo di tendere alla perfezione vi rimando alla prossimo post.

Il viaggio e la musica preistorica di Jean-Loup Ringot

in Digest/Europa/review di

 

L’archeologo francese Jean-Loup Ringot, specialista in pedagogia della preistoria, propone un fantastico viaggio nel tempo fino alle origini dell’uomo attraverso interessanti seminari e attività divertenti. Ringot tiene seminari di animazione denominati “Misteri della preistoria” con grande successo pubblico, presso il Center for Rock Art di Colungo.

Laureato in geologia e nato a Parigi. Attualmente risiede in una città vicino a Brema, in Germania, da dove viaggia in tutta Europa sviluppando le sue attività in scuole, archeodromi, festival, musei o parchi della preistoria.

L’obiettivo di questa attività è scoprire la magia e i misteri della preistoria attraverso gli esperimenti e le officine di Jean-Loup Ringot, che introdurranno il modo di vivere e il sentimento dei nostri antenati 20.000 anni fa.

Struggle: La vita e l’arte di Szukalski

in Arte/Digest/Documentario/Polonia di

Guarda il film

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Sinossi:

Un viaggio all’interno della mente di uno dei più grandi personaggi del secolo scorso mostra come la storia possa ostacolare il genio artistico di una generazione, mentre in quella successiva si faccia da parte, rivelandolo in maniera drammatica. Nel 1968, il collezionista di pop art appassionato di surrealismo Glenn Bray trova per caso uno strano libro sulle opere di Stanislav Szukalski.

Come tanti altri, Bray non ha mai sentito parlare di Szukalski, ma è entusiasta di mostrare i disegni e le foto contenuti nel volume ai suoi amici nella scena dei fumetti underground, tra cui Robert e Suzanne Williams e George Di Caprio, i quali trovano la visione del dimenticato maestro polacco decisamente in anticipo rispetto ai tempi. Alcuni anni più tardi, Bray nota appeso al muro di una piccola libreria nel quartiere di Tarzana uno strano manifesto raffigurante Copernico e lo riconosce subito come opera di Szukalski. La libraia lo informa che l’artista in persona le aveva fatto dono del poster e che abita lì vicino. Bray non può credere alle proprie orecchie: questo genio da tempo dimenticato è ancora vivo e risiede nella sua stessa zona.

Regia: Irek Dobrowolski

Prodotto da: Leonardo di Caprio

Freitag: Quando il riciclo e la sostenibilità diventano cool

in DesignZero/Europa di

Da ninja marketing |

Freitag è l’esempio perfetto di come un’idea basata sul riciclo e sullasostenibilità possa diventare cool e alla moda. È proprio l’idea sostenibile su cui si basano tutti i prodotti del brand svizzero e il loro tocco estetico inconfondibile, a colpire gli appassionati delle borse nate dai teli di camion riciclati.

Capita spesso, però, dato che tutte le borse e i vari accessori del brand sono pezzi unici, di interrogarsi sulle possibili varianti di un prodotto Freitag. E nonostante quella LASSIE arancione sia stupenda ci vorrebbe un tocco di nero per renderla più aggressiva, o che a quella DRAGNET manca proprio quella decorazione colorata in più.

Per far fronte alle numerose richieste e alle esigenze di tutti gli utenti, Freitag ha ideato uno spazio in cui chiunque può personalizzare e realizzare il proprio prodotto ideale con le proprie mani. Si chiama FREITAG Sweat-Yourself-Shop e si trova nel cuore di Zurigo, dove è nato il celebre brand.


Leggi tutto l’articolo https://www.ninjamarketing.it/2019/07/19/personalizzare-fai-da-te-freitag/

Santa Lucia: Più di trent’anni per un contratto di quartiere.

in Appunti/Cosenza di
Sembra una telenovela di quelle lunghissime dove a voler cercare il colpevole, o i colpevoli, devi sempre aspettare la puntata successiva che poi, come da copione, ti rimanda a quella dopo. Il quartiere Santa Lucia l’ombelico di Cosenza Vecchia, il quartiere più popolato, aspetta ormai una risoluzione da svariati decenni, una risposta che tarda ad essere data perchè in definitiva una risposta non c’è. Intanto quel famoso contratto di quartiere del ’97 viene spezzettato in svariati progetti, e nemmeno l’ombra di unica direzione che dia nuovo smalto alla città vecchia. Partire da Santa Lucia vuol dire dare una grande svolta alle sorti della città vecchia. E mentre l’intellighènzia discute su come accapararsi il potere con paroloni e paroloni …

Poxtion “End Of Time”

in Cosenza/Italia/Suoni/Video di
Produzione Made in Cosenza, quanto orgoglio!

New wave quanto basta e un gradevolissimo sound caldo e avvolgente sono una miscela che spacca,  il video lo troviamo semplicemente intelligente e per la produzione in generale 10 e lode, bella voce di Rodio che mi riporta indietro di molti anni ma allo stesso tempo con tutte le sonorità ben impacchettate trovo questo pezzo attualissio. Complimenti!

I poxition meritano di essere ascoltati e riascoltati con gran parsimonia, come il buon vino, tirati  fuori al momento giusto per creare la giusta atmosfera. Perché dopo tutto anche l’orecchio vuole bellezza in questo mondo barbaro!

La band opss … il progetto,come amano definirlo loro, è animato da:

Max Iozzia / chitarre – tastiere – Sound Programming
Alessandro Mazzotta/ chitarre
Fabio Rodio/Voce

Buon’ascolto!

# INVASIONIMEDIATICHE: Promo Romania prodotto da Carrefour.

in Europa/Itinerari/Romania/Video di
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Flavours Of Romania, supported by Carrefour, featuring the new sountrack specially written by Romanian composer and maestro Mihai Toma.

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Makode Linde: lo scandalo, il razzismo.

in #questibarbari/Arte/Svezia di
Linde ( classe 1981) è diventato famoso nel 2012 dopo una vicenda messa in risalto da mezzo mondo, proprio mezzo mondo nel resto, nella metà in cui ci troviamo noi,  Makode Linde è pressoché sconosciuto.

Il fatto è questo: il dj-artista, uscito indenne da una causa dove veniva accusato di aver colorato dei polli vivi per uno spettacolo di magia, nell’ambito di un evento al Moderna Museet a Stoccolma realizzò una torta che nominò Painful Cake (la torta del dolore) a forma della Venere nera di Willendorf , ma con la sua stessa testa completamente truccata a mo’ di Golliwog  (la caricatura steriotipata del babolotto nero dalle labbra rosse disegnata dall’illustratrice americana Florence Kate Upton).

La torta era un chiaro riferimento all’atroce mutilazione degli organi genitali femminili praticata in molti paesi africani, ma fin qui niente di strano.

Almeno sino a quando il primo pezzo di torta, con sembianze di una vagina, venne tagliato. La scena fu filmata con una videocamera e l’effetto venne amplificato dal fatto che la persona che tagliò il primo pezzo era il ministro della cultura svedese Lena Adelsohn Liljeroth .

Lo scandalo:

Alcuni definirono razzista la rappresentazione della torta come opera d’arte e l’evento venne segnalato all’Ombudsman (difensore civico parlamentare scandinavo) .

L’associazione afro-svedese chiese addirittura che il ministro della cultura si dimettesse.  Linde affermò di essere stato frainteso e spiegò che la torta simboleggiava, con l’atto di tagliare le parti del corpo della torta e mangiarli, il modo in cui i bianchi consumavano le persone di colore.

Alle nostre latitudini, nel “bel paese” per una cosa del genere anziché gridare allo scandalo si finirebbe per finire in televisione da Barbara D’Urso, figuriamoci le risate se al posto della Liljsteroth ci fosse stato Dario Franceschini. Nel paese del “BUNGA BUNGA”, l’isola dei famosi sarebbe stata l’unica vera condanna.

Ma in effetti, a vedere bene, nulla di scandaloso nell’operazione di Linde, genuinamente anti razzista contro gli steriotipi concettuali con i quali spesso dipingiamo gli stranieri soprattutto se di pelle nera.

Linde merita di essere citato come artista anche per altri suoi lavori, come quelli rappresentati alla mostra Afromatics XXL al Kungsträdgården Stockholm o per la “tappezzeria” con la quale ricoprì il Berns, un ristorante nel Berzeii Park di Stoccolma,  con espliciti organi genitali raffigurati.

Questa opera venne anche molto contestata e soggetta ad azioni vandaliche. Si, Linde merita di essere citato, se non altro per la sua capacità nel riportare alla luce la decadenza di quell’ideale social democratico e apparentemente aperto della tanto inneggiata Svezia.

Makode Linde grazie a quella torta ricevette un lancio incredibile per la sua carriera come la stessa ministra gli confidò ad un orecchio al momento del taglio ” questo momento per te sarà un punto di svolta”.

Nug. Elogio al vandalismo

in #questibarbari/Arte/Svezia di

Lo street artist che ha fatto incazzare la Svezia.

“È una mia supposizione ingenua, ma penso, che metà di tutti gli artisti visivi emergenti hanno, ad un certo punto, usato la strada come mezzo. Raggruppare tutti questi artisti come un movimento non ha senso. È vero che i graffiti / street art sono l’unico movimento artistico innegabile sin dalla pop art, ma dove l’atteggiamento urbano era un tempo unificatore, ora le idee e gli stili sono molto divisi.
È tempo di una direzione separata che chiamiamo Vandalismo astratto. ”
Niels Shoe Meulman

Così viene introdotto il manifesto sul vandalismo astratto di Nug (Magnus Gustafsson) lo street artist nichilista che ha fatto incazzare la Svezia.

Nug  si è fatto un nome dipingendo a spruzzo innumerevoli muri e treni. Da quando Nug ha iniziato a esporre il suo lavoro molto controverso nel 2009, in Svezia è stato sollevato un acceso dibattito. Alcuni critici d’arte non sono d’accordo con il suo approccio spontaneo, ma vandalico. Altri vedono il suo lavoro come un moderno action painting e lo descrivono come Pollock con una bomboletta spray. Nonostante questa controversia (o per questo), Nug espone e vende i suoi lavori in gallerie di tutto il mondo.

Il suo progetto di diploma, “Pissing territoriale”, riguarda la natura umana e l’istinto per la marcatura del territorio.
Un cortometraggio che descrive diverse persone, rese anonime da passamontagna neri, che spruzzano scarabocchi come vogliono e dove vogliono su le pareti di un edificio bianco abbandonato.
Nug sta semplicemente e intelligentemente infrangendo i confini tra l’arte astratta e il vandalismo.
Anche se i suoi lavori potrebbero non avere aspetti estetici rilevanti, sembrano quasi crudi e primitivi, dietro di essi si nascondono grandi concetti. Uno su tutti l’evidente tentativo di far risaltare le contraddizioni ben nascoste del modello svedese  rappresentato spesso come perfetto.

Le contraddizioni, però, sono dappertutto e dietro la patinatura con la quale spesso viene presentata la Svezia con NUG viene in discussione.

NUG su Wikipedia

 

Un artista braccato dal socialismo: Wladyslaw Strzeminski

in #questibarbari/Polonia di
Non conoscevo la storia di Wladyslaw Strzeminski, e di questo ne faccio mea culpa.
Ma non basta battersi il petto, bisogna approfondire e nei prossimi mesi lo farò di sicuro.

Due gli spunti da cui traggo ispirazione per meglio conoscere le opere di questo grande artista:
Il primo un post su Fecebook della mia amica la fotografa Amelia Smolinska che non finirò mai di ringraziare per avermi “istruito” verso la conoscenza di un autore così importante, e secondo, il mio interesse per tutto ciò che accade aldilà della fatidica “cortina” di pregiudizi che separano il mainstream da quei territori che ancora oggi, per certi versi, definiamo “barbari”.

Come primo approccio alla conoscenza un film.

Il trailer del film:

Nell’edizione 2016 della Festa del cinema di Roma venne presentato «Afterimage» ultimo lavoro del regista Andrzej Wajda proprio su la vita di questo tormentato e talentuoso pittore che lo stesso Wajda descrive:

dal corriere.it

«Eppure fu uno degli artisti del mio paese di maggiore talento» … «allo stesso tempo volevo mostrare il suo conflitto con lo Stato socialista». Strzeminski credeva nell’arte astratta quando il potere pretendeva altro. I quattro anni passati sotto la lente del regista, 1949-1952, sono quelli in cui «la sovietizzazione della Polonia prese la sua piega più radicale, e il realismo socialista divenne forma obbligatoria di ogni espressione artistica», raccontava Wajda. Nel dopoguerra, Strzeminski insegnava all’Accademia delle Belle Arti di Lodz. «Gli studenti vedevano in lui il messia della pittura moderna, ma al ministero della Cultura avevano un’opinione diversa».

Fu espulso dalle Belle Arti, finì ad arredare le vetrine dei negozi
Non compromise la sua arte, si rifiutò di osservare i regolamenti del partito e venne espulso dall’Accademia. «Gli studenti continuarono a fargli visita, ad ascoltare la sua teoria dell’Unismo nelle lezioni in privato». Era amico di Chagall. Morì disoccupato e infermo, privo di un braccio e di una gamba. «Fu ridotto ad arredare le vetrine dei negozi, un uomo capace di tutto, fuorché di essere ordinario. La sua storia meritava di essere raccontata al cinema». Un visionario che ricorda come arte e potere non possano andare d’accordo; un simbolo della lotta per la libertà di espressione; cadde in povertà senza rinunciare al bene più prezioso: l’integrità. L’ultimo sguardo di Wajda è un inno alla libertà.

per saperne di più un libro qui

 

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