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Polonia

Polonia: La Polonia è un Paese dell'Est Europa affacciato sul Mar Baltico, conosciuta per la sua architettura medievale e il patrimonio culturale ebraico. Nella città di Cracovia, il Castello di Wawel, risalente al XIV secolo, sorge sulla vecchia città medievale, sede del Mercato dei Tessuti, un punto di scambio rinascimentale a Rynek Glówny (la piazza del mercato). Lì vicino si trova il memoriale del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau e la grande miniera di sale Wieliczka, con le sue stanze sotterranee e i tunnel. Wikipedia

Struggle: La vita e l’arte di Szukalski

in Arte/Digest/Documentario/Polonia di

Guarda il film

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Sinossi:

Un viaggio all’interno della mente di uno dei più grandi personaggi del secolo scorso mostra come la storia possa ostacolare il genio artistico di una generazione, mentre in quella successiva si faccia da parte, rivelandolo in maniera drammatica. Nel 1968, il collezionista di pop art appassionato di surrealismo Glenn Bray trova per caso uno strano libro sulle opere di Stanislav Szukalski.

Come tanti altri, Bray non ha mai sentito parlare di Szukalski, ma è entusiasta di mostrare i disegni e le foto contenuti nel volume ai suoi amici nella scena dei fumetti underground, tra cui Robert e Suzanne Williams e George Di Caprio, i quali trovano la visione del dimenticato maestro polacco decisamente in anticipo rispetto ai tempi. Alcuni anni più tardi, Bray nota appeso al muro di una piccola libreria nel quartiere di Tarzana uno strano manifesto raffigurante Copernico e lo riconosce subito come opera di Szukalski. La libraia lo informa che l’artista in persona le aveva fatto dono del poster e che abita lì vicino. Bray non può credere alle proprie orecchie: questo genio da tempo dimenticato è ancora vivo e risiede nella sua stessa zona.

Regia: Irek Dobrowolski

Prodotto da: Leonardo di Caprio

Un artista braccato dal socialismo: Wladyslaw Strzeminski

in #questibarbari/Polonia di

Non conoscevo la storia di Wladyslaw Strzeminski, e di questo ne faccio mea culpa.
Ma non basta battersi il petto, bisogna approfondire e nei prossimi mesi lo farò di sicuro.

Due gli spunti da cui traggo ispirazione per meglio conoscere le opere di questo grande artista:
Il primo un post su Fecebook della mia amica la fotografa Amelia Smolinska che non finirò mai di ringraziare per avermi “istruito” verso la conoscenza di un autore così importante, e secondo, il mio interesse per tutto ciò che accade aldilà della fatidica “cortina” di pregiudizi che separano il mainstream da quei territori che ancora oggi, per certi versi, definiamo “barbari”.

Come primo approccio alla conoscenza un film.

Il trailer del film:

Nell’edizione 2016 della Festa del cinema di Roma venne presentato «Afterimage» ultimo lavoro del regista Andrzej Wajda proprio su la vita di questo tormentato e talentuoso pittore che lo stesso Wajda descrive:

dal corriere.it

«Eppure fu uno degli artisti del mio paese di maggiore talento» … «allo stesso tempo volevo mostrare il suo conflitto con lo Stato socialista». Strzeminski credeva nell’arte astratta quando il potere pretendeva altro. I quattro anni passati sotto la lente del regista, 1949-1952, sono quelli in cui «la sovietizzazione della Polonia prese la sua piega più radicale, e il realismo socialista divenne forma obbligatoria di ogni espressione artistica», raccontava Wajda. Nel dopoguerra, Strzeminski insegnava all’Accademia delle Belle Arti di Lodz. «Gli studenti vedevano in lui il messia della pittura moderna, ma al ministero della Cultura avevano un’opinione diversa».

Fu espulso dalle Belle Arti, finì ad arredare le vetrine dei negozi
Non compromise la sua arte, si rifiutò di osservare i regolamenti del partito e venne espulso dall’Accademia. «Gli studenti continuarono a fargli visita, ad ascoltare la sua teoria dell’Unismo nelle lezioni in privato». Era amico di Chagall. Morì disoccupato e infermo, privo di un braccio e di una gamba. «Fu ridotto ad arredare le vetrine dei negozi, un uomo capace di tutto, fuorché di essere ordinario. La sua storia meritava di essere raccontata al cinema». Un visionario che ricorda come arte e potere non possano andare d’accordo; un simbolo della lotta per la libertà di espressione; cadde in povertà senza rinunciare al bene più prezioso: l’integrità. L’ultimo sguardo di Wajda è un inno alla libertà.

per saperne di più un libro qui

 

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