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Europa - page 2

Europa: L'Europa è una regione geografica del mondo, comunemente considerata un continente in base a fattori economici, geopolitici e storico-culturali. Wikipedia

Viadellafucina16 : Il condominio museo, come vivere in un opera d’arte.

in Italia/Musei/Torino di

viadellafucina16 è un progetto di Kaninchen-Haus
da un’idea di Brice Coniglio

con il sostegno di SIAE e MiBACT 
nell’ambito di “Sillumina – Copia privata per i giovani e la cultura”
e del Programma Housing di Compagnia di San Paolo 
nell’ambito del bando “Abitare una casa, vivere un luogo”.

 

Comitato Scientifico: A.TITOLO / ILARIA BONACOSSA / MARIO CRISTIANI / ILDA CURTI / ALESSANDRA PIOSELLI / ANNA PIRONTI / PIER LUGI SACCO / CATTERINA SEIA

 

Con il Patrocinio della Regione Piemonte, della Città di Torino e del GAI Giovani Artisti Italiani.
 

con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Città di Torino, del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, del Dipartimento Culture Politica Società dell’Università degli Studi di Torino,  a.titolo, Liberitutti, Progetto The Gate Porta Palazzo, CleanUp, NESXT

 

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EVENTI IN CORSO  A VIADELLEFUCINE16 ///////////////////////////////////////////////////////////////

Domenica 17 Dicembre  h13.30 – 17.30

Opening:

Iacopo Seri e Sandra Sanchez.

Lihi Tujerman.

Finissage:

Martìn Touzon e Rodolfo Marqués

via S. Giovanni Battista La Salle 16 Torino

Iacopo Seri e Sandra Sanchez, in residenza in viadellafucina16, presentano “Apparizioni” frutto della loro inedita collaborazione e dell’interazione con gli abitanti del condominio-museo.

Accanto alla loro installazione,  Lihi Turjeman – ospite di Fondazione Spinola Bannanell’ambito del programma RESO’ – ma anche lei di stanza in viadellafucina16 realizzerà un intervento di action painting utilizzando i muri dello stabile.

Infine sarà possibile visitare, per l’ultimo giorno, le mostre di Rodolfo Marques e Martin Touzon, i due vincitori del Premio Italia-Argentina di IGAV

“Creeremo piccole stazioni dei sogni, installando negli spazi comuni dell’edificio sculture costruite con oggetti ritrovati. Creeremo così uno spazio espanso per sognare, in sinergia con gli abitanti: un luogo aperto per la contemplazione dei sogni dei membri della comunità. Una dimensione in cui coltivarli, non importa se realistici, ideali o totalmente fantastici.” Iacopo Seri, Sandra Sanchez

Mercoledì 20 Dicembreviadellafucina16 si trasferisce invece al Polo del ‘900 dove alle 21 il direttore artistico Brice Coniglio interverrà nell’ambito del convegno “Arti. Grammatica di una città“ promosso da ISMEL.
Infine vi segnaliamo la versione rinnovata di www.condominiomuseo.it e questo estratto dello speciale di SKY ARTE dedicato alle mostre più significative della settimana di Artissima.

State Machines lancia ora un bando aperto per un nuovo progetto artistico commissionato.

in Eventi/Ljubljana/Open Call/Slovenia di

Open Call for works

State Machines è un programma di attività dedicate alla ricerca di nuove relazioni tra stati, cittadini e apolidi resi possibili dalle tecnologie emergenti. Concentrandosi su come tali tecnologie influenzano identità e cittadinanza, lavoro digitale e finanza, il progetto si unisce a cinque partner esperti: Aksioma (Slovenia), Drugo More (Croazia), Furtherfield (Regno Unito), Institute of Network Cultures (Paesi Bassi) e NeMe (Cipro) insieme a una serie di artisti, curatori, teorici e pubblico.

Ogni volta che uno smartphone si accende, il loro utente è legato in modo inestricabile a dati, leggi e byte che scorre in paesi diversi. Ogni loro espressione personale è inquadrata e mediata da piattaforme digitali che ora includono quelle che operano su nuovi tipi di valute, scambi finanziari e rapporti di lavoro che aggirano le corporazioni e i governi.

Nel frattempo queste stesse tecnologie aumentano i poteri governativi di sorveglianza, consentono alle società di estrarre accordi di lavoro sempre più complessi e, sebbene apparentemente siano la quintessenza della globalizzazione, fanno ben poco per rallentare la costruzione di muri reali lungo i confini attuali.

Chiediamo come potrebbero i soggetti digitali di oggi diventare cittadini digitali attivi, impegnati ed efficaci di domani?

State Machines lancia ora un bando aperto per un nuovo progetto artistico commissionato.

CHE TIPO DI PROGETTO ?

Siamo interessati a lavori che esplorano cambiamenti nell’agenzia verso individui, gruppi e comuni da stati nazionali e aziende private. Invitiamo proposte che attingano esperienze di prima mano in:

  • sforzi e azioni che resistono a nuovi recinti e preservano la mobilità, la libertà di riunione e altri diritti duramente conquistati
  • impatti non intenzionali dei flussi digitali su corpi fisici, luoghi e infrastrutture
  • spostamento delle tecniche per i controlli e i flussi di informazione e finanza da parte di governi, aziende private e individui;
  • deliberazione pubblica e libertà di parola nei social media – corruzione algoritmica e umana e sue controforze;
  • nuovi strumenti e dati per contrastare gli impatti personali e politici del cloud computing

La chiamata è aperta a artisti, tecnologi, attivisti, inventori e individui, gruppi e collaborazioni ibride tra umani e intelligenza artificiale.

Siamo interessati a tutte le forme d’arte e le azioni che possono essere incontrate e sperimentate attraverso le reti, online e in mostra fisica. Accogliamo diversi punti di vista, approcci sperimentali e giocosi.

COME CI SARA ‘ SOSTENERE IL PROGETTO

  1. Le State Machines supporteranno la produzione della proposta selezionata con 5.000 € per le tasse e i costi di produzione.
  2. Le State Machines assisteranno in tutte le fasi del processo di produzione.
  3. Il progetto finale sarà esposto in almeno due mostre offline e una online durante il 2018 e il 2019.
  4. A seconda della natura del progetto, State Machines sarà entusiasta di presentare e distribuire il nuovo progetto attraverso i canali dei partner e le reti di comunicazione. Che una vasta gamma di organizzazioni, dai musei alle gallerie online e spazi di progetto ai festival, con una gamma di specializzazioni tra produzione, partecipazione, coinvolgimento, pensiero critico e pubblicazione.

CONDIZIONI

  • Questo invito è aperto a individui o gruppi che lavorano su qualsiasi forma e / o tecnologia in Europa.
  • Il progetto proposto può essere online e / o offline. Se solo online, si prega di considerare come potrebbe essere tradotto (cioè mostrato, esibito, narrato) nello spazio fisico.
  • I candidati devono avere una formazione consolidata nei rispettivi campi e / o spiegare come questa opportunità aiuterà lo sviluppo di un nuovo progetto.
  • Accogliamo in particolare proposte per nuovi lavori. Tuttavia, saremo felici di aiutare nell’estensione dei progetti esistenti se il nostro contributo sarà fondamentale per svilupparli verso una nuova direzione o migliorarli criticamente in modo da raggiungere una nuova dimensione.

SCADENZA E COME FARE DOMANDA

Le domande devono essere ricevute entro le 23:59 ( CET ) di mercoledì 31 gennaio 2018.

L’applicazione completa deve includere quanto segue:

  1. Presentazione – comprese le informazioni di contatto, massimo 2 pagine A4
  2. Proposta di progetto – dettaglio del concetto di progetto, massimo 2 pagine A4
  3. Proposta di bilancio del progetto – con una ripartizione di come spenderete il budget di € 5000, massimo 1 pagina A4
  4. Materiale di supporto: inclusi esempi di lavori precedenti, eventuali url pertinenti, elementi visivi (flusso di dati, schizzi, cronologia, schemi ecc.) Che ci aiuteranno a comprendere meglio la proposta e la pratica.

Si prega di inviare in formato .pdf compresi i materiali 1-4 di cui sopra a marcela@aksioma.org.

Per gli allegati> 5 MB, utilizzare i servizi di trasferimento file come Wetransfer o fornire un collegamento al proprio spazio server.

Contatto:
Marcela Okretič
Aksioma | Istituto per l’arte contemporanea, Ljubljana
Komenskega 18, 1000 Ljubljana, Slovenia
gsm: + 386 – (0) 41 – 250830
e-mail: marcela@aksioma.org
www.aksioma.org

Vlatka Horvat: Surroundings

in Arte/Europa/Eventi/In Galleria/Selezioni di

SURROUNDINGS
VLATKA HORVAT

Inaugurazione lunedì 20 novembre 2017 ore 18.30

Renata Fabbri arte contemporanea è lieta di presentare Surroundings, la prima mostra personale in Italia e in galleria dell’artista croata Vlatka Horvat.

Nella mostra, che prende spazio all’interno di tutti i locali della galleria, Vlatka Horvat indaga la linea dell’orizzonte come potente e contraddittoria metafora; da una parte limite spaziale e confine, dall’altra meta a cui si aspira di giungere. Attraverso le opere realizzate con diverse forme e media – fotografie alterate, collage, sculture e fragili interventi ambientali – l’artista rende l’orizzonte confine liminare tra spazio e visibilità, segno o luogo di azioni in potenza future.

Utilizzando semplici gesti con i quali spesso lavora – tagliare e sottrarre, per poi ricollocare le parti degli oggetti e delle immagini, o ripararli con mezzi apparentemente inadeguati – Vlatka Horvat costruisce nuove e improvvisate incarnazioni dell’essere umano, del paesaggio, e di oggetti una volta funzionali. In tutte le opere presentate in mostra, l’artista segue dichiaratamente la duplice logica del connettere o interrompere linee particolari nelle immagini originali, nello spazio fisico, e negli oggetti di uso quotidiano – sottolineando e rendendo visibili alcune caratteristiche formali e materiali degli oggetti stessi che Vlatka Horvat dapprima “smantella” per poi ricostruire, seppur evocando il loro immaginario e le possibilità di associazione tra di essi.

Attraverso la mostra Surroundings, l’artista rielabora, a più riprese, la linea come elemento centrale della composizione, per incorniciare e rendere leggibile la presenza umana nello spazio. La considera sia metodo per tracciare la nostra presenza, che traccia lasciata dalla nostra esistenza. In aggiunta al suo significato formale – la sua funzione di delimitare lo spazio, demarcare i limiti e tracciare traiettorie – la mostra si focalizza sulla linea anche come metafora di continuità, infinitezza, distanza, nonché segno del futuro, della possibilità e della fine.

La mostra prosegue fino a sabato 20 gennaio 2018.

BIOGRAFIA:

Vlatka Horvat lavora attraverso un’ampia sfera di forme, scultura, installazione, disegno, performance, fotografia e testo. Ha presentato le sue opere in vari contesti – in gallerie, teatri, festival di danze e luoghi pubblici. Ha avuto mostre personali in istituzioni quali il Museums Sheffield (collaborazione con Tim Etchells), Wilfried Lentz Gallery (Rotterdam), CAPRI (Dusseldorf), Zak|Branicka Gallery (Berlin), MMC Luka/Galerija SC (Pula/Zagreb), Disjecta Contemporary Art Center (Portland), annex14 (Zurich), Boston University Art Gallery, Rachel Uffner Gallery (NYC), Bergen Kunsthall, the Kitchen (NYC). Le sono stati commissionati dei progetti di arte visuale dal Bard Center for Curatorial Studies (upstate NY), Bunkier Sztuki (Krakow), Art in the Public Space program of the City of Zurich, Kunsthalle Osnabrück, Marta Herford Museum, MGLC Ljubljana, VOLT (Bergen), the 53rd October Salon (Belgrade), Stroom (the Hague), Aichi Triennale (Nagoya), “Greater New York” at MoMA PS1 (NYC), Galerija Skuc (Ljubljana), the 11th Istanbul Biennale, le sue performance sono state riprodotte a livelli internazionale in teatri spazi di danza e festival. Dopo 20 anni in USA, vive e lavora a Londra.

www.vlatkahorvat.com

SCARICA COMUNICATO STAMPA

SCHEDA TECNICA:

Sede: Renata Fabbri arte contemporanea – Via A. Stoppani, 15/C – 20129 Milano
Contatti: info@renatafabbri.it – ph. +39 02 91477463
Mostra: Surroundings – Vlatka Horvat
Periodo espositivo: 21 novembre 2017 – 20 gennaio 2018
Inaugurazione: lunedì 20 novembre 2017 ore 18.30
Orari: martedì – sabato dalle 15.30 alle 19.30 – mattina e lunedì su appuntamento
Organizzazione e ufficio stampa: Renata Fabbri, Renata Fabbri arte contemporanea, Milano

Periferica: Un progetto ad arte che non piace alla mafia

in Italia/Luoghi/Mazara del Vallo di

Lo slogan del progetto è: “La marginalità al centro” e così che Mazara da borgo di pescatori è diventato dal 2013 centro per l’arte. Un progetto coraggioso di giovani cervelli Mazaresi ritornati nella loro regione, nel loro paese per dare un segno tangibile di svolta. L’arte come elemento principale per uno sviluppo sostenibile e non come elemento accessorio. Ma la mafia non vuole, non accetta le buone pratiche e vorrebbe spegnere, attraverso minacce e azioni intimidatorie,  l’entusiasmo ed il coraggio di chi si ostina, contro ogni preconcetto, a voler dare alla propria terra dignità, ricostruendone bellezza e integrità senza compromessi.

Comtinua….

Una scenografia stampata in 3d per il “Fra Diavolo” di Giorgio Barbieri Corsetti

in Italia/Materiali/Roma/Teatro di

Quando l’arte ispira l’industria generando lavoro e prodotti

Siamo sicuri – ha detto Carlo Fuortes – che questa che abbiamo sperimentato qui per la prima volta per costruire delle scene sarà la tecnica del futuro. Del resto la storia dello spettacolo teatrale è sempre stata una storia di invenzioni, di sperimentazione di tecniche e di materiali. Oggi la stampa 3D è già presente in tutti i lavori di progettazione ma anche di costruzione di elementi in vari ambiti produttivi. Qui per la prima volta, grazie all’impegno e al lavoro di WASP, è impiegata per costruire la scenografia di un’opera”.

La sfida che ci è stata proposta dal Teatro dell’Opera era molto rischiosa. – ha detto durante la conferenza Massimo Moretti fondatore di WASP – Non era mai accaduto che la stampa 3D venisse applicata a un materiale così grande. La plastica che usiamo normalmente ha un costo enorme, se viene rapportato ai 1500 Kg della scenografia da produrre. Ci siamo rivolti allora a una materiale ricavato dal mais, naturale e che può essere facilmente riciclato: il giorno in cui questa scenografia non servirà più la si potrà triturare e riusare per una nuova e diversa opera. Per questo lavoro abbiamo preso in affitto un capannone vicino alla nostra sede, adesso è nostro e siamo l’unico service di stampa 3D capace di produrre oggetti di grandissime dimensioni. Questo del Fra Diavolo è un caso in cui è l’arte a trascinare l’industria e apre a nuove creazioni e a nuove possibilità di lavoro”.

Note della wasp:

L’impresa è cominciata con la consegna, da parte dello scenografo, di un modello 3D raffigurante due edifici storici deformati, due grandi facciate con finestre e terrazzi, simili a un quadro di Dalì: la percezione deformata della realtà è un elemento centrale dell’opera, che necessariamente si rispecchia anche nella sua struttura scenografica. Il regista, sostenuto dal sovrintendente dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, che ripone grande fiducia nell’utilizzo della stampa 3D per lo studio e l’allestimento scenografico, ha dunque scelto la stampa 3D come mezzo per ottenere al meglio il risultato desiderato.

Il modello 3D si presentava come un blocco unitario, ed è stato necessario suddividerlo in 223 pezzi che potessero rientrare nelle dimensioni di stampa della DeltaWASP 3MT, ovvero un cilindro di 1 metro x 1 metro. Il materiale utilizzato è PLA colorato di pigmento bianco.
Per affrontare il lavoro, il team WASP ha costruito 5 stampanti, utilizzate a pieno ritmo durante questi tre mesi nel nuovo capannone dove è stato realizzato questo progetto dalle dimensioni fuori dal comune.

 

Fra Diavolo 8 – 21 ottobre 2017 Teatro dell’Opera di Roma
Musica di Daniel Auber Opéra-comiqueL’opera:

Fra Diavolo
Libretto di Eugène Scribe
DIRETTORE Rory Macdonald
REGIA Giorgio Barberio Corsetti
MAESTRO DEL CORO Roberto Gabbiani
SCENE Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti
COSTUMI Francesco Esposito VIDEO Igor Renzetti, Alessandra Solimene, Lorenzo Bruno
COREOGRAFIA Roberto Zappalà LUCI Marco Giusti
INTERPRETI PRINCIPALI FRA DIAVOLO John Osborn
LORD ROCBURG Roberto De Candia
LADY PAMELA Sonia Ganassi
LORENZO Giorgio Misseri
MATTEO Alessio Verna
ZERLINA Maria Aleida / Anna Maria Sarra
GIACOMO Jean Luc Ballestra
BEPPO Nicola Pamio Orchestra,
Coro e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

Giò Pomodoro al MaB

in Arte/Cosenza di

Il MaB si arricchisce con un’opera di Giò Pomodoro

La storica scultura monumentale “Spirale ’82” è uno fra i più importanti esempi della statuaria dell’artista Gio’ Pomodoro. E’ realizzata in pietra di Trani scheletrato interno in ferro, misura complessivamente cm 1020 x 197 x 125 incentrata sullo studio della Spirale e ai movimenti di torsione che essa genera. L’opera è censita presso l’Archivio Pomodoro di Milano col n° di inventario 1063.
L’acquarello progettuale, dell’artista, illustra lo schema assonometrico del monumento medesimo. Da questo originale è stata tratta una fusione collocata all’aeroporto di Malpensa, Milano.

Clicca sulle immagini per ingrandirle

donazione Bruto Pomodoro (figlio dell’artista) febbraio 2017
autore: Gio’ Pomodoro
titolo: “Spirale 82”
anno: 1982
materiale: scultura in Pietra di Trani
dimensioni cm. 1020x197x125
firma: Giò Pomodoro incisa su u lato inferiore dell’opera
pezzo unico (da questa è tratta fusione a Milano)

————

Il lavoro di Giò Pomodoro è ampiamente conosciuto in Europa, Stati Uniti, Sud America, Israele e Giappone. È nato nel 1930 a Orciano di Pesaro, dove ha frequentato la Scuola Tecnica per Land Surveyors. A metà degli anni ’50 si trasferisce a Milano. Ha iniziato a esporre nel 1954 alla Galleria Numero di Firenze e alla Galleria Montenapoleone di Milano. Nel 1955 si presentava alle migliori gallerie italiane dell’epoca: Galleria del Cavallino (Venezia), Galleria del Naviglio (Milano) e Galleria dell’Obelisco (Roma). Nel 1956 fu invitato alla Biennale di Venezia e nel 1959 espone a Kassel a Documenta II. All’inizio degli anni ’60, Pomodoro era uno scultore consolidato con un lungo curriculum di mostre personali in tutta Italia e in Europa.

Qui l’ultima intervista a Giò Pomodoro in inglese

Consulta wikipedia

Simone Legno

in #questibarbari/Artist Monitor/Europa/Grafica/Italia di

Descrivere in 140 caratteri l’evoluzione artistica del grafico Simone Legno è un impresa ardua:
Un fenomeno tutto italiano, un genio creativo che, dalle riviste specializzate in software per la grafica, ha invaso l’oriente. Una collaborazione in Francia con Lagerfeld e ora in America con i Peanuts.
Un talento talento nazionale poco conosciuto nel nostro paese e apprezzato all’estero per le sue “opere-giocattolo” in vinile. Famosissimo in Giappone, nella terra da cui Simone ha tratto molto per definire il suo mondo fantastico, il suo “bestiario, il suo brand che è diffusissimo e molto amato.
Senz’altro l’esponente italiano, più autorevole, della corrente che potremmo denominare con POST POP ( o forse meglio Brand Art), quella linea invisibile che unisce  una serie di artisti come Takashi Murakami e parte da Yayoi-Kusama “la regina del punti su fondo rosa”.

140 caratteri  superati.

Scoprire Cluji Attraverso il Tiff, il Transilvania Film Festival.

in Cinema/Cluj Napoca/Festival/Romania di

Dal 2 sino all’11 Giugno 2017 a Cluji Napoca.

Nel Video: Il  TIFF  Celebra 2017  l’artista svizzero H. R. Giger, maestro del realismo fantastico. Famoso per la progettazione della creatura aliena di Alien iconico film di fantascienza (1979), che gli ha fatto conquistare un Oscar, Giger ha creato in 45 anni, una notevole collezione di opere uniche.

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Documenta 14, uno schiaffo ad un “Martedì Critico”.

in Atene/Grecia/Itinerari di

Viaggio di Pasqua,: Biennale, Documenta o un critico martedì nell’esotico Egitto?

Scelgo Atene, dove l’otto di questo mese è iniziata la quattordicesima edizione di Documenta diretta da Adam Szymczyk la superstar dei curatori, come è stato definito nel 2013, in un articolo del New York times alla presentazione della sua nomina a direttore di Documenta 14 del 2017.
Szymczyk ha proposto due mostre una ad Atene dal 8 aprile sino al 10 giugno e l’altra subito dopo, dal 10 giugno sino al 17 settembre a Kassel.

In un intervista realizzata da Mishelle Kuo per Art Forum ADAM Szymczyk spiega le linee della sua Documenta:

Nell’autunno del 2013, ho proposto al comitato di ricerca di Documenta 14 di tenere la mostra ad Atene così come a Kassel.
A quel tempo, i problemi della Grecia sono stati spesso in prima pagina in Germania (come in tutta Europa [n.d.r.]).
La stampa e politici tedeschi erano desiderosi di offrire consulenza, e con tono ammonitore cominciarono suggerendo, a  questo relativamente povero paese dell’Europa meridionale, di istituire controlli sui capitali, e riscuotere sempre più tasse da persone con redditi modesti  o addirittura poverissimi, vicino allo zero. Con l’idea di una 
Grecia paese arretrato, non all’altezza degli standard europei.

Un atteggiamento, a dir poco, ironico se si considera che la Grecia classica, così ampiamente considerata come la culla della civiltà, è stato un punto di riferimento nella formazione della coscienza nazionale tedesca. I primi romantici consideravano la Grecia classica come il punto di origine della loro formazione culturale, come diretti discendenti di quella cultura .
Si dà il caso,  che Kassel era la patria di due dei maggiori protagonisti del romanticismo tedesco,  Jacob e Wilhelm Grimm (considerati i padri della germanistica [n.d.r.]). La loro raccolta di fiabe tedesche e gli sforzi per creare un dizionario di tedesco completo,  fornito di elementi mitici e di una base linguistica per la costruzione dell’identità tedesca. […] In termini di eventi più recenti in Grecia, l’introduzione di misure di austerità è stata giustificata dal moralismo protestante e da una logica strana in cui la popolazione, la gente, vennero considerati come la causa principale della situazione di arretramento attuale in cui riversa il paese. […] , infondendo un senso di colpa e un senso di inferiorità che produce solo un sacco di frustrazione e di odio per se stessi. […] e risentimento.

Uno dei motivi principali, prosegue Aamd Szymczyk in sintesi , della  scelta di fare due mostre in parallelo è quello di rendere la mostra un luogo dove imparare toccando con mano il problema in questo momento storico, mostrando come tutta Europa possa diventare nei prossimi anni , senza indurre una spettacolarità  passiva.
“Imparare da Atene”,
con l’ idea di un scambio attivo, con una distribuzione della coscienza che si propaga verso l’esterno. rinunciando a considerare Atene come avamposto e Kassel come punto di partenza, e pensando invece la mostra come una cellula divisa, con la maggior parte degli artisti che lavorano in entrambi i luoghi. Un processo aperto, nel corso del quale produrre conoscenze sulle condizioni all’interno e ben al di là di Atene.

Adam Szymczyk mi convince e mi fa riscoprire una faccia dell’arte contemporanea che ultimamente pensavo si fosse persa. Scelgo Documenta e lascio i “Martedì critici” ma vuoti, le solite marmellate propinate dai “Pippi Baudi” del contemporaneo. Con tutto il rispetto per l’autorevole presentatore catanese che sa fa fare benissimo il suo mestiere. Anche la Biennale va a farsi friggere, scelgo Documenta.

> Nella foto ADAM Szymczyk

Per saperne di più:

 

Dick Van Hoff: Tirannia dell’elettricità? I MANODOMESTICI

in DesignZero/Paesi Bassi/Velp di

Rinunciare all’elettricità è senza dubbio faticoso. Soprattutto nel caso degli elettrodomestici più comuni è impensabile che questi possano funzionare senza corrente tanta è ormai l’abitudine di ricorrere all’elettricità per il loro utilizzo. Dick Van Hoff un designer olandese, o meglio un artigiano-designer (come ama definirsi) nel 2003 ha pensato ad una serie di “manodomestici”, un frullatore, un robot da cucina e un spremiagrumi  azionati a mano, capaci di lavorare sempre anche in assenza di elettricità. Rinunciando alla tirannia delle prese e dei fili elettrici, si acquisisce un nuovo piacere nel  cucinare. Determinando la velocità del processo in maniera manuale si godrà meglio degli ingredienti che verranno utilizzati.

http://www.vanhoffontwerpen.nl/

 

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