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Europa - page 2

Europa: L'Europa è una regione geografica del mondo, comunemente considerata un continente in base a fattori economici, geopolitici e storico-culturali. Wikipedia

Periferica: Un progetto ad arte che non piace alla mafia

in Italia/Luoghi/Mazara del Vallo by

Lo slogan del progetto è: “La marginalità al centro” e così che Mazara da borgo di pescatori è diventato dal 2013 centro per l’arte. Un progetto coraggioso di giovani cervelli Mazaresi ritornati nella loro regione, nel loro paese per dare un segno tangibile di svolta. L’arte come elemento principale per uno sviluppo sostenibile e non come elemento accessorio. Ma la mafia non vuole, non accetta le buone pratiche e vorrebbe spegnere, attraverso minacce e azioni intimidatorie,  l’entusiasmo ed il coraggio di chi si ostina, contro ogni preconcetto, a voler dare alla propria terra dignità, ricostruendone bellezza e integrità senza compromessi.

Comtinua….

Una scenografia stampata in 3d per il “Fra Diavolo” di Giorgio Barbieri Corsetti

in Italia/Materiali/Roma/Teatro by

Quando l’arte ispira l’industria generando lavoro e prodotti

Siamo sicuri – ha detto Carlo Fuortes – che questa che abbiamo sperimentato qui per la prima volta per costruire delle scene sarà la tecnica del futuro. Del resto la storia dello spettacolo teatrale è sempre stata una storia di invenzioni, di sperimentazione di tecniche e di materiali. Oggi la stampa 3D è già presente in tutti i lavori di progettazione ma anche di costruzione di elementi in vari ambiti produttivi. Qui per la prima volta, grazie all’impegno e al lavoro di WASP, è impiegata per costruire la scenografia di un’opera”.

La sfida che ci è stata proposta dal Teatro dell’Opera era molto rischiosa. – ha detto durante la conferenza Massimo Moretti fondatore di WASP – Non era mai accaduto che la stampa 3D venisse applicata a un materiale così grande. La plastica che usiamo normalmente ha un costo enorme, se viene rapportato ai 1500 Kg della scenografia da produrre. Ci siamo rivolti allora a una materiale ricavato dal mais, naturale e che può essere facilmente riciclato: il giorno in cui questa scenografia non servirà più la si potrà triturare e riusare per una nuova e diversa opera. Per questo lavoro abbiamo preso in affitto un capannone vicino alla nostra sede, adesso è nostro e siamo l’unico service di stampa 3D capace di produrre oggetti di grandissime dimensioni. Questo del Fra Diavolo è un caso in cui è l’arte a trascinare l’industria e apre a nuove creazioni e a nuove possibilità di lavoro”.

Note della wasp:

L’impresa è cominciata con la consegna, da parte dello scenografo, di un modello 3D raffigurante due edifici storici deformati, due grandi facciate con finestre e terrazzi, simili a un quadro di Dalì: la percezione deformata della realtà è un elemento centrale dell’opera, che necessariamente si rispecchia anche nella sua struttura scenografica. Il regista, sostenuto dal sovrintendente dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, che ripone grande fiducia nell’utilizzo della stampa 3D per lo studio e l’allestimento scenografico, ha dunque scelto la stampa 3D come mezzo per ottenere al meglio il risultato desiderato.

Il modello 3D si presentava come un blocco unitario, ed è stato necessario suddividerlo in 223 pezzi che potessero rientrare nelle dimensioni di stampa della DeltaWASP 3MT, ovvero un cilindro di 1 metro x 1 metro. Il materiale utilizzato è PLA colorato di pigmento bianco.
Per affrontare il lavoro, il team WASP ha costruito 5 stampanti, utilizzate a pieno ritmo durante questi tre mesi nel nuovo capannone dove è stato realizzato questo progetto dalle dimensioni fuori dal comune.

 

Fra Diavolo 8 – 21 ottobre 2017 Teatro dell’Opera di Roma
Musica di Daniel Auber Opéra-comiqueL’opera:

Fra Diavolo
Libretto di Eugène Scribe
DIRETTORE Rory Macdonald
REGIA Giorgio Barberio Corsetti
MAESTRO DEL CORO Roberto Gabbiani
SCENE Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti
COSTUMI Francesco Esposito VIDEO Igor Renzetti, Alessandra Solimene, Lorenzo Bruno
COREOGRAFIA Roberto Zappalà LUCI Marco Giusti
INTERPRETI PRINCIPALI FRA DIAVOLO John Osborn
LORD ROCBURG Roberto De Candia
LADY PAMELA Sonia Ganassi
LORENZO Giorgio Misseri
MATTEO Alessio Verna
ZERLINA Maria Aleida / Anna Maria Sarra
GIACOMO Jean Luc Ballestra
BEPPO Nicola Pamio Orchestra,
Coro e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

Giò Pomodoro al MaB

in Arte/Cosenza by

Il MaB si arricchisce con un’opera di Giò Pomodoro

La storica scultura monumentale “Spirale ’82” è uno fra i più importanti esempi della statuaria dell’artista Gio’ Pomodoro. E’ realizzata in pietra di Trani scheletrato interno in ferro, misura complessivamente cm 1020 x 197 x 125 incentrata sullo studio della Spirale e ai movimenti di torsione che essa genera. L’opera è censita presso l’Archivio Pomodoro di Milano col n° di inventario 1063.
L’acquarello progettuale, dell’artista, illustra lo schema assonometrico del monumento medesimo. Da questo originale è stata tratta una fusione collocata all’aeroporto di Malpensa, Milano.

Clicca sulle immagini per ingrandirle

donazione Bruto Pomodoro (figlio dell’artista) febbraio 2017
autore: Gio’ Pomodoro
titolo: “Spirale 82”
anno: 1982
materiale: scultura in Pietra di Trani
dimensioni cm. 1020x197x125
firma: Giò Pomodoro incisa su u lato inferiore dell’opera
pezzo unico (da questa è tratta fusione a Milano)

————

Il lavoro di Giò Pomodoro è ampiamente conosciuto in Europa, Stati Uniti, Sud America, Israele e Giappone. È nato nel 1930 a Orciano di Pesaro, dove ha frequentato la Scuola Tecnica per Land Surveyors. A metà degli anni ’50 si trasferisce a Milano. Ha iniziato a esporre nel 1954 alla Galleria Numero di Firenze e alla Galleria Montenapoleone di Milano. Nel 1955 si presentava alle migliori gallerie italiane dell’epoca: Galleria del Cavallino (Venezia), Galleria del Naviglio (Milano) e Galleria dell’Obelisco (Roma). Nel 1956 fu invitato alla Biennale di Venezia e nel 1959 espone a Kassel a Documenta II. All’inizio degli anni ’60, Pomodoro era uno scultore consolidato con un lungo curriculum di mostre personali in tutta Italia e in Europa.

Qui l’ultima intervista a Giò Pomodoro in inglese

Consulta wikipedia

Simone Legno

in #questibarbari/Europa/Grafica/Io sono un Barbaro/Italia by

Descrivere in 140 caratteri l’evoluzione artistica del grafico Simone Legno è un impresa ardua:
Un fenomeno tutto italiano, un genio creativo che, dalle riviste specializzate in software per la grafica, ha invaso l’oriente. Una collaborazione in Francia con Lagerfeld e ora in America con i Peanuts.
Un talento talento nazionale poco conosciuto nel nostro paese e apprezzato all’estero per le sue “opere-giocattolo” in vinile. Famosissimo in Giappone, nella terra da cui Simone ha tratto molto per definire il suo mondo fantastico, il suo “bestiario, il suo brand che è diffusissimo e molto amato.
Senz’altro l’esponente italiano, più autorevole, della corrente che potremmo denominare con POST POP ( o forse meglio Brand Art), quella linea invisibile che unisce  una serie di artisti come Takashi Murakami e parte da Yayoi-Kusama “la regina del punti su fondo rosa”.

140 caratteri  superati.

Scoprire Cluji Attraverso il Tiff, il Transilvania Film Festival.

in Cinema/Cluj Napoca/Festival/Romania by

Dal 2 sino all’11 Giugno 2017 a Cluji Napoca.

Nel Video: Il  TIFF  Celebra 2017  l’artista svizzero H. R. Giger, maestro del realismo fantastico. Famoso per la progettazione della creatura aliena di Alien iconico film di fantascienza (1979), che gli ha fatto conquistare un Oscar, Giger ha creato in 45 anni, una notevole collezione di opere uniche.

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Documenta 14, uno schiaffo ad un “Martedì Critico”.

in Atene/Grecia/Itinerari by

Viaggio di Pasqua,: Biennale, Documenta o un critico martedì nell’esotico Egitto?

Scelgo Atene, dove l’otto di questo mese è iniziata la quattordicesima edizione di Documenta diretta da Adam Szymczyk la superstar dei curatori, come è stato definito nel 2013, in un articolo del New York times alla presentazione della sua nomina a direttore di Documenta 14 del 2017.
Szymczyk ha proposto due mostre una ad Atene dal 8 aprile sino al 10 giugno e l’altra subito dopo, dal 10 giugno sino al 17 settembre a Kassel.

In un intervista realizzata da Mishelle Kuo per Art Forum ADAM Szymczyk spiega le linee della sua Documenta:

Nell’autunno del 2013, ho proposto al comitato di ricerca di Documenta 14 di tenere la mostra ad Atene così come a Kassel.
A quel tempo, i problemi della Grecia sono stati spesso in prima pagina in Germania (come in tutta Europa [n.d.r.]).
La stampa e politici tedeschi erano desiderosi di offrire consulenza, e con tono ammonitore cominciarono suggerendo, a  questo relativamente povero paese dell’Europa meridionale, di istituire controlli sui capitali, e riscuotere sempre più tasse da persone con redditi modesti  o addirittura poverissimi, vicino allo zero. Con l’idea di una 
Grecia paese arretrato, non all’altezza degli standard europei.

Un atteggiamento, a dir poco, ironico se si considera che la Grecia classica, così ampiamente considerata come la culla della civiltà, è stato un punto di riferimento nella formazione della coscienza nazionale tedesca. I primi romantici consideravano la Grecia classica come il punto di origine della loro formazione culturale, come diretti discendenti di quella cultura .
Si dà il caso,  che Kassel era la patria di due dei maggiori protagonisti del romanticismo tedesco,  Jacob e Wilhelm Grimm (considerati i padri della germanistica [n.d.r.]). La loro raccolta di fiabe tedesche e gli sforzi per creare un dizionario di tedesco completo,  fornito di elementi mitici e di una base linguistica per la costruzione dell’identità tedesca. […]
In termini di eventi più recenti in Grecia, l’introduzione di misure di austerità è stata giustificata dal moralismo protestante e da una logica strana in cui la popolazione, la gente, vennero considerati come la causa principale della situazione di arretramento attuale in cui riversa il paese. […] , infondendo un senso di colpa e un senso di inferiorità che produce solo un sacco di frustrazione e di odio per se stessi. […] e risentimento.

Uno dei motivi principali, prosegue Aamd Szymczyk in sintesi , della  scelta di fare due mostre in parallelo è quello di rendere la mostra un luogo dove imparare toccando con mano il problema in questo momento storico, mostrando come tutta Europa possa diventare nei prossimi anni , senza indurre una spettacolarità  passiva.
“Imparare da Atene”,
con l’ idea di un scambio attivo, con una distribuzione della coscienza che si propaga verso l’esterno. rinunciando a considerare Atene come avamposto e Kassel come punto di partenza, e pensando invece la mostra come una cellula divisa, con la maggior parte degli artisti che lavorano in entrambi i luoghi. Un processo aperto, nel corso del quale produrre conoscenze sulle condizioni all’interno e ben al di là di Atene.

Adam Szymczyk mi convince e mi fa riscoprire una faccia dell’arte contemporanea che ultimamente pensavo si fosse persa. Scelgo Documenta e lascio i “Martedì critici” ma vuoti, le solite marmellate propinate dai “Pippi Baudi” del contemporaneo. Con tutto il rispetto per l’autorevole presentatore catanese che sa fa fare benissimo il suo mestiere. Anche la Biennale va a farsi friggere, scelgo Documenta.

> Nella foto ADAM Szymczyk

Per saperne di più:

 

Dick Van Hoff: Tirannia dell’elettricità? I MANODOMESTICI

in DesignZero/Paesi Bassi/Velp by

Rinunciare all’elettricità è senza dubbio faticoso. Soprattutto nel caso degli elettrodomestici più comuni è impensabile che questi possano funzionare senza corrente tanta è ormai l’abitudine di ricorrere all’elettricità per il loro utilizzo. Dick Van Hoff un designer olandese, o meglio un artigiano-designer (come ama definirsi) nel 2003 ha pensato ad una serie di “manodomestici”, un frullatore, un robot da cucina e un spremiagrumi  azionati a mano, capaci di lavorare sempre anche in assenza di elettricità. Rinunciando alla tirannia delle prese e dei fili elettrici, si acquisisce un nuovo piacere nel  cucinare. Determinando la velocità del processo in maniera manuale si godrà meglio degli ingredienti che verranno utilizzati.

http://www.vanhoffontwerpen.nl/

 

Personal Relations

in Eventi/Italia by
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    : veduta della mostra presso Pulchri studio, The Hague - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte
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    Veduta della mostra presso The Cello Factory, London - credit Questa Non È Arte

Personal Relations, la mostra internazionale itinerante sui ritratti in miniatura, è in arrivo a Vicenza il 29 aprile 2017.

Dopo il successo registrato a Londra nel Regno Unito a dicembre 2016 e a L’Aia in Olanda a febbraio 2017, la mostra internazionale itinerante Personal Relations è in arrivo a Vicenza, alla Galleria Spazio Mirror, dove le opere rimarranno esposte fino al 3 giugno.
Personal Relations non è una semplice mostra, ma un catalizzatore di eventi, la parte finale di un percorso che ha accompagnato gli artisti e la città di Vicenza in una contaminazione artistica internazionale, iniziata lo scorso settembre all’Osteria La Beccaccia e continuata attraverso le interviste agli artisti di Alice Traforti e i contenuti online condivisi sul sito www.questanonearte.com.
La Galleria Spazio Mirror non sarà quindi solamente il luogo dell’esposizione delle opere dei 150 artisti italiani e internazionali partecipanti al progetto, ma fungerà da catalizzatore della community e da raccoglitore degli eventi che vedranno performance, concerti e proiezioni di corti in un ricco programma interattivo, creativo e multi-disciplinare.

“Questa Non É Arte è un progetto nato nel 2010 per creare mini festival artistici in location non convenzionali, caratterizzati dall’interazione e dalla combinazione di diverse forme artistiche. Anche nell’organizzazione di Personal Relations abbiamo deciso di inserire questo nostro approccio, che caratterizza tutto quello che facciamo, è il nostro segno distintivo.
Le mostre artistiche non dovrebbero semplicemente essere delle situazioni dove il pubblico passa a dare un’occhiata, ma occasioni di intrattenimento, di coinvolgimento e di interazione tra gli artisti e il pubblico” spiegano Alessia Camera e Diego Pillon, ideatori del progetto Personal Relations per la tappa di Vicenza. “Lavorare con Teresa di Galleria Spazio Mirror è bellissimo perché, oltre ad essere partner tecnico del progetto Personal Relations, ha sposato il nostro approccio ancora prima che lo condividessimo.”

Personal Relations inaugurerà il 29 aprile con un evento dedicato agli artisti nazionali e internazionali e aprirà al pubblico il 30 aprile alle 18 con una performance artistica di Giovanna Bartolotta.
Gli appuntamenti continueranno nei weekend successivi: il 13 maggio la Galleria Spazio Mirror ospiterà band musicali da Vicenza e Londra, mentre il 28 maggio ci sarà una serata dedicata a cortometraggi nazionali ed internazionali.
Tutti gli appuntamenti avranno come filo conduttore i ritratti in miniatura, fino ad arrivare al gran finale del 3 giugno in cui la mostra chiuderà con una performance multidisciplinare interattiva che coinvolgerà 5 artisti vicentini.

Il progetto

Personal Relations è una mostra internazionale itinerante sui ritratti in miniatura che, ad oggi, coinvolge circa 150 artisti appartenenti a tre collettive di artisti:
The London Group un gruppo artistico storico attivo a Londra fin dal 1913, creato da un nucleo originario di 32 artisti.
Pulchri Studio nato nel 1847 a L’Aia, in Olanda, come galleria gestita dagli stessi artisti, con una propria sede espositiva in uno storico palazzo.
Questa Non È Arte è una community online e un progetto editoriale dedicato agli artisti emergenti, nato a Vicenza nel 2010 e trasferitosi a Londra insieme ai fondatori Alessia Camera e Diego Pillon.

Lo scopo di Personal Relations è quello di creare connessioni dirette tra artisti, addetti ai lavori, spazi culturali e sensibilità artistiche differenti per paese di nascita e appartenenza, cultura, abitudini, storia e lingua.
Il perno centrale non è l’opera d’arte, e la sua alienazione, bensì tutte le relazioni che essa comporta prima, durante e dopo la sua ideazione, creazione e spedizione, fino alla sua ultima esposizione. Un processo che sfocia nell’incontro con altre opere, ma soprattutto fra artisti che si spostano di Paese in Paese per confrontarsi con le personalità coinvolte, per cercare di capire sé stessi e gli altri, per arricchirsi di stimoli e scoperte in contesti appositamente dedicati.
Ogni opera rappresenta una riflessione sul significato della rappresentazione e della rappresentanza, del sé visto con occhi esterni, propri o di altri, del dentro e del fuori, dell’io e del non-io.
Il risultato finale è una mostra internazionale itinerante, in cui l’arte si erge come simbolo dello scambio di culture ed esperienze tra Paesi diversi.
La scelta dei ritratti in miniatura deriva in primis dal loro intrinseco significato storico. Nati in epoca romana e greca, raggiungono nel medioevo un picco massimo per preziosità ed eleganza, grazie anche alla pratica amanuense diffusa nei monasteri e alla molteplicità di Regni allora esistenti. All’epoca era di uso frequente lo scambio di miniature come dono politico fra regnanti o ambasciatori, promessi sposi e parenti lontani.
Le motivazioni attuali però non sono solo legate al passato, ma procedono in linea di continuità, congiungendo l’antica pratica a un fare contemporaneo. La misura dei manufatti esposti è infatti identificabile con quella dello schermo dei nostri smartphone, spazio naturale, quotidiano e immediato per ritratti e selfie del 21mo secolo.

Personal Relations si propone quindi di rafforzare le connessioni internazionali dal punto di vista artistico, ricreando quello stesso approccio rinascimentale di scambio tra le diverse corti europee.
Non si tratta meramente della somma dei lavori dei singoli, ma di un insieme di contributi e punti di vista nel tentativo di catturare l’identità di un soggetto in un dialogo proficuo con il resto del mondo.

La mostra
151 artisti di 3 nazionalità, 43 vicentini su un totale di 54 artisti italiani coinvolti.
3 paesi da attraversare, 3 collettivi da incontrare, 3 spazi culturali e 3 città da vivere.

L’esposizione è formata da 151 ritratti in miniatura la cui caratteristica comune sono le dimensioni fissate a 10x15cm o 15x10cm, in 2D o in 3D, realizzate con le tecniche più disparate.
Sono presenti sculture, dipinti, illustrazioni, tele, acquerelli, fotografie, schermi luminosi, e ancora vetri, gomme, lamine, intagli… tecniche miste che rielaborano lo stesso tema del ritratto in tutte le varianti possibili: realistico, surreale, auto-ritratto, intero, a mezzobusto, con solo un significativo dettaglio, duplice o addirittura triplice, giocando proprio sulle relazioni che si instaurano tra le miniature e i visitatori, nonché tra gli stessi artisti.

Gli artisti
Questa Non È Arte (Vicenza) presenta:
Elvezia Allari | Sara Anna Allori | Gianluca Antonello | Marida Augusto | Paola Baggio | Roberta Belfontali | Veronica Bergamo (AcrylicLover) | Simone Berno | Maurizio Camposeo | Carlotta Castelletti | Beatrice Catanzaro | Ester Chilese | Alessio Ciani | Antonella Concato e Andrea Zampese | Amanda de Leo (Francesca Bernardi) | Max Hirzel | DUM Veronica Mariani e Chiara Diluviani | Remigio Fabris | Antonella Ferrari | Silvia Forese | Alberto Graziani | Valerio Guadagno | Laura Guerra | Marco La Scala | Mauro Liotto | Alice Maddalena | Sandra Mariotti | Guido Mencari | Pierpaolo Menegazzo | Veronica Merlo | Alessandro Minoggi | Farja Mroz | Phuong Ong Ngoc | Daniela Perissinotto | Luca Peroni | Rita Pierangelo | Fabio Pigato | Elisa Pillon | Tommaso Pitton | Andrea Poletto | Davide Riganelli | Olga Rosa | Fredrick Frè Rossi | Pietro Scarso | Jessica Tibaldo | Oscar Tornincasa | Giovanni Torresan | Antonia Trevisan | Desdemona Varon | Giorgia Zampese | Elisabetta Zanetti | Stefano Zattera
The London Group (London) presenta:
Moich Abrahams | Wendy Anderson | Victoria Arney | Victoria Bartlett | Bryan Benge | Slawomir Blatton | Clive Burton | Peter Clossick | John Crossley | Mark Dunford | Angela Eames | James Faure Walker | Eric Fong | Cadi Froehlich | Marenka Gabeler | Genetic Moo | Vaughan Grylls | Susan Haire | Julie Held | Aude Hérail Jäger | Martin Heron | Gillian Ingham | Annie Johns | Judith Jones | Amanda Loomes | Jeff Lowe | Eric Moody | Charlotte C. Mortensson | Kathleen Mullaniff | Eugene Palmer | Ian Parker | Janet Patterson | Chris Poulton | Daniel Preece | Victoria Rance | David Redfern | Tom Scase | Tommy Seaward | David Shutt | Suzan Swale | Paul Tecklenberg | Mike Thorpe | Philippa Tunstill | Bill Watson | Neil Weerdmeester | Tisna Westerhof | Arthur Wilson | Susan Wilson | Erika Winstone | David Wiseman | C. Morey de Morand
Pulchri Studio (The Hague – Olanda) presenta:
Gerard Albertsboer | Cora Beijersbergen-van Henegouwen | Marlies van Boekel | Irene van den Bos | Lon Buttstedt | Helcia Cino | Yara Francisco Pedro | Marijke Gemessy | Piet Gispen | Rinus Groenendaal | Cindy ‘t Hart | Chrisje van der Heijden-Ronde | Gerard Huysman | Anja Jager | Elizabeth Koning | Nicky Konings | Jacobien de Korte | Francien Krieg | José Krijnen | Susanna de Kruiff | Erni Kwast | Dana La Monda | Eva Lansink | Zhanhong Liao | Frederick Linck | Jan van Loon | Sanne Maes | Ben Manusama | Alexx Meidam | Ingeborg Muller | Hanneke Naterop | Anne Rose Regenboog | Cees van Rutten | Bert van Steen | Birgitta Sundström Jansdotter | Anna Lubok | Ineke Tesselaar | Catharina van Velden | Robert Volmer | Ilja Walraven | Margriet Westervaarder | Dinie Wikkerink-Wevers | Ludo Winkelman | H. de Winter | Yumiko Yoneda | Michiel van der Zwan

Eventi
sabato 29/04
Personal Relations Private Viewing
ingresso riservato dalle 18.00 alle 20.00
domenica 30/04
Vernissage Opening Performance Night
performance di Giovanna Bartolotta
dalle 18.00 alle 19.30
sabato 13/05
Music in its prime
“macchinamorbida” – Verona
“Nova sui Prati Notturni” – Vicenza
“Belle of the Ball” – London
in concerto dalle 18.00 alle 20.00
domenica 28/05
Stop-Motion Lovers
registi: Rainbow Collective, Marco Augelli, Lotte Reiniger, Jiri Barta, Alex Scalici, Pietro Scarso
proiezioni video dalle 18.00 alle 20.00
sabato 03/06
Personal Relations Last Breathe Night
“Cette performance va beaucoup lui rapporter” con Filippo Bordignon, PierPaolo Menegazzo, Mariangela Milani, Diego Pillon, David Riganelli
a seguire DJ Silvan
finissage dalle 18.00
Informazioni
titolo_ Personal Relations
periodo_ 29 aprile – 03 giugno 2017
private viewing_ 29 aprile 2017 ore 18.00
vernissage_ 30 aprile 2017 ore 18.00
sede_ Galleria Spazio Mirror, Vicenza
ideato da_ hARTslane (Cristiana Bottigella e Tisna Westerhof, Londra)
partner italiani_ Questa Non È Arte (Alessia Camera e Diego Pillon, Vicenza-London)
con il Patrocinio del_ Comune di Vicenza
sito web_ http://www.questanonearte.com
hashTag ufficiale_ #PersonalRelations

mostra_ itinerante internazionale di ritratti in miniatura, 10x15cm orizzontali o verticali, 2D o 3D, tecniche miste su materiali diversi
paesi coinvolti_ 3
artisti_ 151
opere_ 151
catalogo online_ https://personal-relations.org/gallery/
ingresso_ gratuito
orari_ 10.00-12.30 + 16.00-19.30, dal martedì al sabato
chiusura_ domenica e lunedì
sede_ Mirror, contra’ Porta Santa Lucia 16/18, 36100 Vicenza
web_ https://mirrorvicenza.wordpress.com/
contatti_ mirrorvicenza@gmail.com

eventi
riservato: private viewing_ sabato 29 aprile 2017 ore 18.00
vernissage: Vernissage Opening Performance Night_ domenica 30 aprile 2017 ore 18.00
concerto: Music in its prime_ sabato 13 maggio ore 18.00
proiezioni: Stop-Motion Lovers_ domenica 28 maggio ore 18.00
finissage: Cette performance va beaucoup lui rapporter + DJset_ sabato 03 giugno ore 18.00

Ufficio stampa Personal Relations Italia
Per tutte le informazioni contattare Alice Traforti 340.3550941
Per accedere alla private viewing del 29/04 scrivere a info@alicetraforti.it entro venerdì 28/04

 

Tag e canali social

 

#PersonalRelations

 

Questa Non È Arte

 

Galleria Spazio Mirror

 

Alice Traforti – AT narrAzioni per l’arte contemporanea

Totem I love You

in Cosenza/Grafica/Italia/Villaggio Locale : Diario di un hater by

Sorpreso dal senso di fratellanza aliena che mi lega al totem multimediale e interattivo che sta a cento metri da casa mia.

 
#TheBarbarianArtFest.

 

 

 

 

 

 

Crowdfunding per Node Magazine

in Arte/Europa/Italia/Libri e riviste/Roma by

#

Aiutiamo l’arte, aiutiamo le buone idee.
A nostro avviso, quella dell’editor chef Dionigi Mattia Gagliardi  è una bella e buona idea.
Trattare l’arte al pari della scienza, con una rivista dal piglio scientifico.
Se è vero che l’arte è scienza è vero pure il contrario.

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