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Fotografia

Backgrounds#5: Carla Ciuffo – da Nashville sino ai confini del mondo fotografico

in Artist Monitor/Backgrounds/Fotografia di

http://www.carlaciuffophotography.com/

http://www.ciuffo.works/

Newyorkese trapiantata a Nashville dove vive ormai da circa sette anni. Il suolavoro si colloca a metà tra la narrativa l’illustrazione, la fotografia e il collage. Le immagini sono ridotte ad elementi più elementari, la luce e la consistenza. I dettagli sono tolti e poi integrati nell’opera d’arte per dare forma a nuovi lavori compositi.
Sempre analizzando l’enigma dell’essere umano, costruisce e decostruisce continuamente i confini del mondo fotografico. Destinatario del Woman Art Award 2017, per il Women’s Essence Show, Espace Cominnes, Parigi, Francia, il mio lavoro si può trovare in collezioni e installazioni aziendali negli Stati Uniti e in Europa.

 

Olia Svetlanova

in Artist Monitor/Fotografia di
Presenza e contemporanea assenza, mondi paralleli e intonazioni cyberpunk, fluidi e sensualità. Le foto di Olia Svetlanova ci riportano in luoghi e mondi paralleli come forse Philip Dick avrebbe potuto ancora descrivere.
Olia nel mondo fatto di carne ed ossa non esiste, essenza impalpabile rappresenta la fragilità e l’inconsistenza della rappresentazione di noi stessi nella rete. Il non luogo dove i nostri desideri sembrerebbero prendere forma, dove la nostra sensualità si mostra nella veste migliore. Olia ci mostra la sua essenza, la sua consistenza, la sua verità e non c’è altro da scoprire.
Olia it’s me
here on fb
it’s my identity on the web
and for the last images i was only try to build my robotic lovers
it’s a work in progress.

Backgrounds#4: Pietro Mancini

in Artist Monitor/Backgrounds/Fotografia/In Galleria/Selezioni/Visual di

Nato a Tropea 68 (V.V.) lavora e vive a Pomezia – Roma.
Ideatore e Coordinatore di “ Officina Tom” , gruppo creativo
nato in collaborazione con gli utenti dei Dipartimenti Diurni di Salute Mentale di Pomezia, Anzio e Velletri
Laurentina . Un progetto che mette in relazione arte e disagio psichiatrico.

“La poetica di Mancini affonda le radici nel profondo dell’essere umano, rappresentato spesso con immagini di adolescenti, perché in essi la lacerazione, il distacco, l’allontanamento dalla pura bellezza dell’essere e dell’esistere appaiono maggiormente evidenti e codificabili rispetto agli adulti che, pur vivendo quotidianamente questa dicotomia, si sono costruiti strutture e sovrastrutture capaci di nascondere il loro male di vivere. L’artista miscela sapientemente simboli appartenenti a linguaggi espressivi diversi e all’apparenza non conciliabili, rimanendo sempre ancorato solidamente alla geometria, che conferisce una stabilità iconica all’immagine e rappresenta l’unica attuale certezza. Le sue opere sono puntuali documenti di attimi, di minuti, di ore, di giorni o di anni, e pur mantenendo salda al loro interno la scelta dell’autore di fissare e dare testimonianza del vissuto contemporaneo, con elementi legati al XXI, appaiono connotate da un’atemporalità straniante”.
(Adriana Conconi Fedrigolli)

Davies Zambotti

in Artist Monitor/Fotografia di

La nostra ricerca di talenti continua senza sosta e spesso, in questo viaggio nell’arte e nella cultura contemporanea, è facile imbattersi in  vere e proprie perle. Oggi vi raccontiamo del lavoro di Davies Zambotti, regista e fotografa torinese. Ciò che ha attirato la nostra attenzione, in particolar modo, sono stati alcuni scatti del progetto “Chiamata Interurbana” dove le qualità visive  e la sensibilità dell’artista versoi piccoli “interstizi” della vita quotidiana, danno vita ad una visione poetica di grande spessore. In questo lavoro fotografico emergono le doti estetiche e immaginifiche che Davies ha affinato durante il suo percorso artistico.
Accompagnate da una serie di versi, le immagini prendono vita tanto da entrare nel film della vita di ognuno di noi.
Istanti, fotogrammi come istantanee del vuoto e della nebbia che spesso ci travolge e ci separa.
Davies Zambotti esplora il paesaggio urbano come elemento onirico, protagonista e non sottofondo. Nei suoi scatti l’uomo è presenza dissolta, quasi evanescente.

Ho provato a chiamarti,
un’interurbana, forse, ma troppa era la nebbia.
Dense le parole filtrate da fredda plastica.
E’ giorno? E’ il giorno?
Tanta è la notte che ci separa,
ti troverò?
Troppo il silenzio affollato sui fili dell’intimità.
Facciamo a metà di questo vuoto troppo ingombrante da indossare.
Fra le case dorme lo spazio,
lontano si spegne una luce che perpetua arriva a bagnarci la pelle.
Quanto ti sorprende? Amo ancora essere sorpresa?
Non è mai passato un giorno in tutti questi anni.
Chiuderò questa chiamata,
lascerò che si perda,
lascerò che scorra, che arrivi e poi riparta.
La lascerò mentre mi raggiungo
attraverso il vapore del cielo,
le assonanze del mondo.

Davies ci spiega: “Il mio lavoro consiste nella continua ricerca di un invisibile e impossibile “certezza” umana.
Non siamo concreti e tangibili, dobbiamo fare i conti con l’ambiente, la cultura e le abitudini in cui cresciamo anestetizzandoci e plasmandoci secondo dei modelli prestabiliti.
Nella mia ricerca cerco di spostare lo sguardo su altri spazi, dove l’incertezza diventa l’habitat della vita umana.
In modo sempre diverso frugo fra gli interstizi del quotidiano portando a galla ciò che si vorrebbe nascondere, che ci fa sentire fragili, nuovi mondi che ci riflettono, di cui vorremmo ma non possiamo negare l’esistenza.
Nel mio lavoro è fondamentale lo stato d’animo interiore, la distanza, il silenzio, l’ombra, la memoria e le dissonanze, voci che arrivano da lontano e rimangono impresse nei miei scatti. Ricordi di un futuro che è già passato”.

Bio:

DAVIES ZAMBOTTI è una Regista/Fotografa che ha lavorato in molti set cinematografici, tra cui “Sorelle Mai” di Marco Bellocchio, “I Galantuomini” di Edoardo Winspeare, “The International” di Tomy Tykwer.

Attraverso i suoi lavori personali, ricerca e analizza l impossibilità della certezza umana, utilizzando il video e la fotografia come un microscopio, una lente con cui poter osservare le ombre fra gli interstizi del quotidiano.

Dopo il Liceo Artistico ha studiato Pittura presso l’accademia “Albertina” di Torino,
Regia e Produzione Audio/Video a Milano e partecipato ad una Masterclass tenuta da Marco Bellocchio.

Lavora fra Torino, Milano e Venezia.

Il sito dell’artista

Belgrado: A War of Memories. Per non dimenticare

in Belgrado/Europa/Fotografia/Itinerari/Serbia di

Fotografi documentano Bosnia ‘War of Memories’ Una mostra di immagini di due fotografi bosniaci che offre immagini forti di monumenti a persone di tutti i gruppi etnici che sono stati uccisi durante la guerra in Bosnia Erzegovina.
La mostra, ‘A War of Memories – luoghi di sofferenza e di ricordo della guerra in Bosnia-Erzegovina’, che ha aperto il Giovedi a Belgrado, dispone di 51 immagini di memoriali alle vittime dei principali gruppi etnici tutto della Bosnia – bosniaci, croati e serbi.

Fonte: http://nenasilje.org/en

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