L’arte nei processi di riqualificazione. 1 | Da dove siamo partiti

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Il persistere e l’aumentare delle problematiche legate ai contesti urbani, soprattutto negli ultimi decenni, rendono necessaria una riconsiderazione delle modalità di lettura e di intervento sui corpi delle città, a partire dai bisogni e dai desideri che in esse vivono.
Si fa sempre più urgente individuare strategie in grado di rispondere in maniera adeguata alle condizioni, alle risorse e ai saperi locali.
In questo modo è possibile individuare meglio la città nei suoi termini sociali, partendo dal presupposto che la società urbana non è soltanto una forma spaziale, ma un sistema in evoluzione di valori, norme, relazioni sociali.
Come sarà la città futura e quali saranno gli effetti collaterali delle continue iniezioni di cemento cui è continuamente sottoposta?
Quale futuro per le periferie urbane sempre piu’ fragili che prospettano una crescente marginalizzazione e povertà urbana?

Questo quello che scrivevamo nel 2003 come intro alla presentazione (leggi qui) della ricerca che la nostra associazione si apprestava a iniziare, queste le domande alle quali in questi anni cerchiamo di rispondere. Inoltre aggiungevamo, come obbiettivi generali:

creare città policentriche, partendo dal presupposto che ogni quartiere è dotato di proprie specificità, identità, opportunità, risorse umane, economiche e culturali da valorizzare.

Città policentriche, dove:

L’arte e la cultura rappresentano una potenzialità non indifferente a patto che esse siano socialmente radicate quindi in grado di garantire il legame fra l’individuo e la comunità.

S’insegna l’arte come se fosse un di più, qualcosa che si fa quando sono esaurite “ le cose importanti”. Sbagliato. Com’ è sbagliato portare i ragazzi nei musei senza aver dato loro gli strumenti per leggere l’arte.
Come avere tante biblioteche per analfabeti. Ecco, io vorrei alfabetizzare i ragazzi all’arte.
Maria Lai. (a cura di) Fabiola Palmieri con Maria Lai nella sua Sardegna Teseo, Aprile 2005, pp. 220, 221.

Meo con Operaio della manutenzione
Enrico Meo e l’operaio della manutenzione, scambi d’arte

Da qui siamo partiti, iniziando a sondare i processi di partecipazione e collaborazione. Provando sul campo, attraverso l’arte.
A distanza di 17 anni  ecco un nuovo resoconto sul tema partecipazione ed il ruolo dell’arte nella Cosenza contemporanea. Un percorso che, da questo e per altri 4 articoli, tenterà di analizzare il significato ed il valore della parola partecipazione nel territorio nel quale giornalmente operiamo. La dinamiche, le azioni e i progetti che hanno caratterizzato e illuminato il nostro percorso di ricerca che ci ha portato al progetto dei giardini Urbani diffusi.

Come è cambiata Cosenza? quali modelli di partecipazione e quali rifementi culturali? Cos’è cambiato dalla nostra prima mappa sulle aree dismesse (qui la mappa)?  Cosa è cambiato da quel giorno in cui, attraverso la costruzione di un carro, in molti pensavamo di cambiare il mondo? Cosa ha funzionato? Cosa non ha fuzionato?

da ABOUT.
Nelle foto in alto, momenti della costruzione di un carro allegorico, un carro laboratorio itinerante x le città – 2003/2004.

Francesco De Rose

Architetto, designer e animatore de "lacentraledellarte.org".

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