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Backgrounds

The Barbarian Art Net > Backgrounds : Le Copertine de lacentraledellarte.org | Gli artisti che scopriamo nel navigare in questo mondo barbaro. Persone e incontri che inseriamo in copertina perché, secondo il nostro parere, vale la pena conoscere.

il Progetto:
Giardini Urbani Diffusi /
Un Distretto Creativo a Cosenza

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Riapriamo i battenti de la Centrale dell’Arte, dopo una lunga e intensa pausa durante la quale abbiamo lavorato di gran lena su una linea editoriale nuova e soprattutto dedicandoci ad un nuovo progetto su Cosenza Vecchia.
giardini Urbani diffusi è il nome che abbiamo dato a questa nuova avventura e nei prossimi giorni cercheremo al meglio di raccontarne le fasi di sviluppo.
L’indirizzo del sito ufficiale del progetto è lacentraledellarte.org/gud, sito che in questi giorni sarà attivo e conterrà tutto quello che c’è da sapere su gUd nei minimi particolari.
Intanto per soddisfare la vostra curiosità qui potete scaricare in formato pdf un estratto.
Altre informazioni sulla pagina facebook ufficiale del progetto: https://www.facebook.com/CosenzaGudMap

Peter Piek : Il giro del mondo saltando

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Appunti per una mostra:

I paesaggi sonori e pittorici di Peter Piek
Le immagini sono tratte dal video:

‘If This Is The End’ written and performed by Peter Piek taken from the album ‘Cut Out The Dying Stuff’Director: Marcus Grysczok
photographed in various places in Italy, Austria and Switzerland

in August 20154

e da:

„1st Song“ written and performed by Peter Piek

directed by Marcus Grysczok, shot in Iceland 2016.

http://www.peterpiek.com
https://peterpiek.bandcamp.com/

fashion by Ari
http://www.arifuchs.com

a Hypertrashwonderland / PPZK production
2015

http://ppzk.de

Background#6: Peter Piek il 5 aprile a Cosenza

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Tutte le volte che ne abbiamo parlato e Alberto D’Ambruoso non ci ha calcolato.

Dedichiamo questa copertina a Peter Piek cantautore e pittore di Lipsa. Amico de la Centrale dell’Arte, voce libera e nomade in questo mondo barbaro. Peter è il nostro riferimento quando vogliamo dare esempio della consistenza di cui è fatto un artista. La sua voce e il suo modo di raccontare il suo viaggio attraverso la pittura ci hanno da subito rapito con la sua semplicità senza ghirigori e soprattutto senza costosi maglioncini di cashmere. A colpirci è stata la sua umiltà ma soprattutto la sua incantevole voce.

Non ci siamo fatti perdere l’occasione di ospitarlo quando da Lipsia è venuto dritto sino a Cosenza per farci visita. In quella occasione abbiamo ripetutamente cercato di procurare a Peter date per un suo concerto e per una sua mostra ma abbiamo ricevuto svariate porte in faccia, in ordine di tempo, l’ultimo diniego, l’abbiamo ricevuto da Alberto D’Ambruoso curatore di una stagione delle residenze d’artista ai BocsArt. Pensavamo di aver accumulato credito per vie della pubblicità gratuita che abbiamo fornito al curatore e alla sua kermesse. Ma nisba.

Ora siamo lieti di comunicare che Peter sarà a Cosenza per un concerto presso  l’Hub il 5 aprile e il 6 a Soveria Mannelli. Un concerto da non perdere assolutamente. qui cogliamo l’occasione di comunicare anche una prossima mostra di dipinti nella sede rinnovata de la Centrale dell’arte prestissimo. Stay Tuned

Sito dell’artitsta

Backgrounds#5: Carla Ciuffo – da Nashville sino ai confini del mondo fotografico

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http://www.carlaciuffophotography.com/

http://www.ciuffo.works/

Newyorkese trapiantata a Nashville dove vive ormai da circa sette anni. Il suolavoro si colloca a metà tra la narrativa l’illustrazione, la fotografia e il collage. Le immagini sono ridotte ad elementi più elementari, la luce e la consistenza. I dettagli sono tolti e poi integrati nell’opera d’arte per dare forma a nuovi lavori compositi.
Sempre analizzando l’enigma dell’essere umano, costruisce e decostruisce continuamente i confini del mondo fotografico. Destinatario del Woman Art Award 2017, per il Women’s Essence Show, Espace Cominnes, Parigi, Francia, il mio lavoro si può trovare in collezioni e installazioni aziendali negli Stati Uniti e in Europa.

 

Backgrounds#4: Pietro Mancini

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Nato a Tropea 68 (V.V.) lavora e vive a Pomezia – Roma.
Ideatore e Coordinatore di “ Officina Tom” , gruppo creativo
nato in collaborazione con gli utenti dei Dipartimenti Diurni di Salute Mentale di Pomezia, Anzio e Velletri
Laurentina . Un progetto che mette in relazione arte e disagio psichiatrico.

“La poetica di Mancini affonda le radici nel profondo dell’essere umano, rappresentato spesso con immagini di adolescenti, perché in essi la lacerazione, il distacco, l’allontanamento dalla pura bellezza dell’essere e dell’esistere appaiono maggiormente evidenti e codificabili rispetto agli adulti che, pur vivendo quotidianamente questa dicotomia, si sono costruiti strutture e sovrastrutture capaci di nascondere il loro male di vivere. L’artista miscela sapientemente simboli appartenenti a linguaggi espressivi diversi e all’apparenza non conciliabili, rimanendo sempre ancorato solidamente alla geometria, che conferisce una stabilità iconica all’immagine e rappresenta l’unica attuale certezza. Le sue opere sono puntuali documenti di attimi, di minuti, di ore, di giorni o di anni, e pur mantenendo salda al loro interno la scelta dell’autore di fissare e dare testimonianza del vissuto contemporaneo, con elementi legati al XXI, appaiono connotate da un’atemporalità straniante”.
(Adriana Conconi Fedrigolli)

Backgrounds#3: Giovanni Longo

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Dedichiamo, questo mese, la copertina a Giovanni Longo artista 100% calabrese, un talento che ci inorgoglisce come pochi.
Lo abbiamo conosciuto attraverso una serie di sculture che abbiamo amato molto. Fragile Skeletons è il titolo del gruppo scultoreo composto da rametti e bastoncini raccolti sulla spiaggia.  «Il legno è un materiale sincero», dice, «che non rinnega il proprio passato e la propria storia». Scheletri di uccelli, cani, pipistrelli e serpenti con una verosimiglianza sorprendente. Era il 2013 e da allora Giovanni ha percorsa molta strada dalla sua terra sino ad arrivare a Parigi dove in questi giorni è ospite in una residenza artistica presso il dipartimento culturale di Mountrouge. Qui pubblichiamo alcune immagini del progetto che Longo ha presentato il 27 luglio scorso nella capitale francese, Museum not Found.

“I Millennials … sono tra le fasce d’età più connesse alla rete e, più di altri, individuano la loro identità culturale nel contenuto visivo evidenziando spesso i limiti, in termini di valore assoluto, degli elementi condivisi che assumono rilevanza attraverso un processo di superficiale valutazione virale. Ed è proprio l’analisi della visione al centro del lavoro. Delle tre opere pensate per il progetto la principale è senza dubbio “Lit archive”, un archivio composto da circa 400 disegni, posti su alcuni tavoli luminosi, realizzati esaminando le strutture grafiche di altrettanti dipinti presenti nella collezione del Musée du Louvre. Nell’opera i singoli disegni vengono sovrapposti e, grazie alla trasparenza della carta utilizzata, linee di Ingres, Delacroix e Raffaello mutano in un dinamico e disordinato agglomerato, simile a uno scarabocchio, unendosi a quelle di autori meno noti spesso invisibili agli occhi del fruitore.” La seconda opera dà corpo a un singolo quadro sotto l’aspetto formale e cromatico, “Bonaparte crossing the Alps”. Questa grande tela di Delaroche é ispirata alla più famosa serie dipinta da David. Nell’immagine di Delaroche, forse più aderente alla realtà dei fatti, l’eroe condottiero rappresentato da David al galoppo del suo cavallo rampante diviene un uomo normale, infreddolito e sul suo mulo accompagnato da una guida mentre valica il San Bernardo. L’azione di annullare il quadro per creare una bandiera, come traccia fisica e cromatica, punta l’attenzione sul potere evocativo e politico che le rappresentazioni visive, oggi come allora, hanno sull’immaginario collettivo.
Il terzo e ultimo intervento è un video di circa 10 minuti realizzato a Parigi e accompagnato dalla voce narrante di Italo Calvino, scrittore italiano vissuto a lungo in Francia e autore di capolavori internazionali come “Le città invisibili”. La voce, tratta da un’intervista, racconta la città negli anni ’70, analizzandone la capacità di diventare uno spazio museale continuo. A  questa descrizione si accompagnano, di contro, le immagini alienanti di una Parigi contemporanea, sotterranea, e di luoghi vissuti al contrario, nel momento di chiusura, quando perdendo la loro funzione primaria divengono altro. Allora ecco il Palais de Tokyo divenire uno spazioso skate-park oppure la Bibliothèque nationale un teatro dove esibirsi in un saggio di danza, sotto gli indifferenti occhi dei passanti.”

Beh non ci rimane che incontrare Giovanni al suo rientro da Parigi per una intervista esclusiva per il nostro blog.

Il sito dell’artista: https://giovannilongo.com/

Giovanni Longo (Locri, 1985) è uno scultore e artista visivo italiano. Da diversi anni sperimenta molteplici linguaggi alla ricerca di soluzioni che possano descrivere al meglio la precarietà contemporanea. Dal 2005 la sua attenzione si concentra principalmente sul legno di recupero con il quale, operando un parallelo tra elemento osseo e ligneo, rappresenta simbolici scheletri indeboliti dal tempo (Fragile Skeletons). Il suo lavoro non si impone sullo spazio ma è alla ricerca del dialogo con esso, trovando ideale connotazione nelle soluzioni site-specific (Works). È soprattutto la dimensione della casualità la costante del suo lavoro, aldilà del mezzo espressivo utilizzato. Questo diviene evidente nel recupero del legno, ma lo è ancor di più nelle recenti videoinstallazioni realizzate in linguaggio di programmazione Java o nei particolari allestimenti concepiti in luoghi ambigui come gli ascensori, i ponti e tutti quei luoghi “di transito”. Il tutto con l’obiettivo finale di riordinare gli elementi e i concetti che man mano vengono evidenziati.
Nel biennio 2009/2010 è selezionato in diversi premi internazionali: Arte Mondadori, Arte Laguna, Combat e vince il voto on-line nella sezione “installazione & scultura” al Premio Celeste per due anni consecutivi. Nel 2011 una sua opera viene esposta alla Tese di S. Cristoforo per il Padiglione Italia/Accademie alla 54^ Biennale di Venezia. Nel 2012 prende parte al workshop “Eurasia Wings”, nel quartiere artistico M50 a Shanghai, dove ha modo di interagire con il rigore e la pulizia estetica della cultura cinese, in contrasto con la tumultuosa confusione della megalopoli. Negli anni successivi i suoi progetti sono protagonisti in diversi eventi internazionali: dal Kunstenfestival Watou in Belgio al progetto Wood Mood Valcucine a Londra, New York e Milano; dalla residenza a Grasse curata da PHOS alla biennale Jeune Création Européenne in Francia e Danimarca. Nel 2016 il MARCA Museo delle Arti Catanzaro gli dedica la prima personale istituzionale, a cura di Marco Meneguzzo, accompagnata da una pubblicazione edita da Rubbettino. Attualmente è in residenza a Parigi presso gli atelier del dipartimento culturale di Montrouge.

Backgrounds#2: Jiro ISHIKAWA

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Jiro ISHIKAWA: 1967 Nato a Tokyo, Giappone. Illustratore/ disegnatore di fumetti con sede a Tokyo.
Editore di fumetti della serie “Wr!” “のぶお物語/Nobuo monogatari”. Ispirato all’arte fumetto d’avanguardia di Nemoto Takashi, ha iniziato a presentare le sue opere a “ガロ/Garo”(青林堂/Seirindo), la leggendaria rivista di fumetti underground.
Nel 1987 ha debuttato con la pubblicazione di “uomo uccello / Toriningen” e pubblicato il suo primo libro “Miin di Jiro-chan / Miinna Jiro- Chan “(blu Hayashido / Seirindo). Dopo questo ha lavorato come fumettista e illustratore per alcuni anni, ha prodotto piccolo-stampa libri di fumetti, illustrazioni e saggi. Nel 2009 ha pubblicato il suo secondo libro” Giro “(Taco-che ).

 

Una sua Mostra a Montpellier a La Jetée il 13 aprile, l’evento è promosso qui

http://jiroishikawa.tumblr.com/

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