Maggio 14, 2025
Gudder Zero
Giardini che Ospitano Questa Pianta
Descrizione
Descrizione Fisiologicamente presenta un ciclo C3 con un’inusuale alta capacità fotosintetica che le conferisce peculiari vantaggi ecologici. Analizzando alcuni parametri come scambio di gas, fluorescenza e conduttanza stomatica in condizioni di crescita naturali, si è registrato un massimo tasso fotosintetico pari a 37 µmoli m−2 s−1, un valore molto superiore ad altre piante dotate di ciclo C4[1]. Questa alta efficienza fotosintetica è associata all’assenza di saturazione alla luce, mentre l’efficienza idrica determinata (WUE = water use efficiency) è tra 4.1 e 9.3 µmol mmol−1. È la più grande tra le canne d’Europa, raggiungendo generalmente i 6 m di altezza. In condizioni ideali può anche superare i 10 m, con fusti, detti culmi, cavi del diametro di 2–3 cm. Le foglie sono alternate, di colore grigio-verde, lunghe 30–60 cm e larghe 2–6 cm; hanno una forma lanceolata, rastremata in punta, e alla base presentano un ciuffo di peli lanosi. Nell’insieme A. donax assomiglia a una cannuccia di palude di grandi dimensioni o a una canna di bambù. Esistono due varietà: A. donax variegata e A. donax versicolor delle quali la seconda è ritenuta più attraente grazie al suo colore screziato. Questa specie ad impollinazione anemogama fiorisce in settembre-ottobre producendo pannocchie piumose fusiformi, di colore da verde pallido a violaceo, lunghe 40–60 cm e con portamento verticale. I fiori sono monoici, i semi raramente sono fertili e la riproduzione avviene per lo più per via vegetativa, attraverso rizomi sotterranei. Questi ultimi sono legnosi, fibrosi e formano estesi tappeti nodosi che penetrano fino a un metro di profondità nel terreno[2][3]. La parte aerea della pianta durante l’autunno secca e cade a terra, per rigenerarsi poi in primavera a partire dai rizomi.[4] L’avanzamento dei rizomi è assolutamente locale, e quindi la colonia di steli avanza a macchia d’olio, ad estendere la propria superficie. Porzioni di fusto e di rizoma lunghi meno di 5 cm e che contengono almeno un nodo germogliano facilmente[5]. Questa diffusione per via vegetativa sembra costituire un efficace adattamento al verificarsi delle inondazioni. Infatti durante questi eventi catastrofici, gli individui di A. donax possono rompersi diffondendo frammenti in grado di germogliare e colonizzare nuove aree a valle[3]. La canna comune preleva grandi quantità di acqua dal suolo umido per sostenere la sua rapida crescita, che può arrivare fino a 5 cm al giorno durante la stagione primaverile[6]. È capace di crescere in macchie dense che possono soffocare altre piante e impedirne così la diffusione. Dal punto di vista ecologico una macchia di Arundo donax vigorosa indica sempre ricchezza di acqua nel sottosuolo, e profondità del suolo stesso. Quindi anche se si adatta a suoli poveri, la presenza di suoli aridi e ridotti in profondità è direttamente indicata dal ridotto vigore dei culmi. ^ (EN) Rossa B, TuAers AV, Naidoo G, von Willert DJ. Arundo donax L. (Poaceae)—a C3 species with unusually high photosynthetic capacity. Botanica Acta 1998;111:216–21. ^ (EN) Alden P, Heath F, Leventer A, Keen R, Zomfler WB, eds (1998). National Audubon Society Field Guide to California. Knopf, New York. ^ a b (EN) Mackenzie A (2004). Giant Reed. In: The Weed Workers’ Handbook. C Harrington, A Hayes (eds) ^ Andrea Bucci, Francesco Cerino Badone, Roberto Pilu, CIclo biologica (PDF), in La canna comune (Arundo donax L.), Roma, ARACNE editrice S.r.l, 2012, pp. 13-14. URL consultato il 21 ottobre 2020 (archiviato dall’url originale il 21 ottobre 2020). ^ (EN) Boose AB, Holt JS (1999). Environmental effects on asexual reproduction in Arundo donax. Weeds Research 39: 117-127. ^ (EN) Perdue RE (1958). Arundo donax – source of musical reeds and industrial cellulose. Economic Botany 12: 368-404.
Fonte: Wikipedia (IT)
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