Quello che stiamo costruendo va oltre il verde urbano. È un ecosistema sociale.
È la possibilità di tornare a sentirsi parte di qualcosa: un luogo, una comunità, una visione. Vogliamo che ogni quartiere abbia il suo spazio di respiro, la sua oasi botanica, il suo laboratorio all’aria aperta dove incontrarsi, imparare, coltivare, creare.
Nel tempo, la rete gUd si espanderà, includendo nuovi giardini, nuovi percorsi, nuove mappe e nuove forme di partecipazione attiva. Stiamo dando forma a una Riserva Botanica Urbana, costruita dal basso, fatta di piante, di storie e di persone che scelgono di contribuire con un piccolo gesto, una competenza, un’idea, una presenza.
gUd non è un progetto da osservare: è un processo da vivere.
Ed è proprio questo che stiamo costruendo: una città dove la cura è condivisa, la natura è accessibile e ogni spazio può tornare a essere un luogo in cui sentirsi bene.
Immagini di Cantiere dei "Giardi Urbani Diffusi"
Pagine estratte dalla presentazioene "GreenBook"
Appunti dei primi sopralluoghi anno 2019-20 - Nell'immagine Particolare della scalinata di via Messer Andrea, Centro storico di Cosenza. In risalto i particolari delle varietà Botaniche lungo il percorso. Una risorsa da rigenerare con emergenza soprattutto per rendere agevole l'attraversamento del della città vecchia, "Ku'sɛnʣa Vecchia".
Pagine estratte dalla presentazioene "GreenBook"- Particolari, segni del paesaggio: elementi emblematici e significativi lungo i recinti dei giardini
Perché “diffusi”?
Li chiamiamo diffusi perché non sono concentrati in un unico parco, né racchiusi dentro un perimetro preciso. I Giardini Urbani Diffusi vivono sparsi nella città, come punti verdi che si moltiplicano e si collegano tra loro, creando una rete capace di trasformare il tessuto urbano dall’interno.
Sono diffusi perché crescono dove ce n’è bisogno: vicino a una scuola, accanto a un quartiere che cerca nuovi spazi di socialità, in un luogo dimenticato che può tornare a respirare. Ogni giardino nasce da un’occasione diversa, ma tutti insieme costruiscono una nuova geografia della città, fatta di micro-oasi, connessioni e percorsi verdi.
Nell'immagine una mappa generale del percorso fatto nei primi soprelluoghi Le risorse Storico Culturali attraversate da un itinerario verde, partendo da un itinerario verde che attrversa le aree più interne, difficilmente attravete da gli itinerari Turistici
Sono diffusi anche nel modo in cui vengono curati. Non c’è un “proprietario” unico: la responsabilità è condivisa tra cittadini, associazioni, scuole, gruppi informali e istituzioni. La cura si diffonde, così come le competenze, le relazioni, le energie.
E sono diffusi perché il progetto non ha confini: può crescere nel tempo, includere nuovi spazi, generare nuove forme di partecipazione, espandersi come un ecosistema vivo. È una rete aperta, in continua evoluzione.
In sintesi:
sono giardini diffusi perché diffusa è la città, diffusa è la cura, diffusa è la comunità che li fa crescere.
Appunti dei primi sopralluoghi anno 2019-20
Nell'immagine Particolare dell'Area detta di Santa Lucia, un quartiere difficile, oggetto di un Contratto di quartiere per molti anni dimenticato e ora, grazie alle economie del dei fondi CIS-Cosenza, in ripresa. A collaborare alla rigenarazione un HUB culturale-creativo, previsto all'interno di palazzo Spadafora. come incubatore e coordinatore.
























































