Makode Linde: lo scandalo, il razzismo.

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Linde ( classe 1981) è diventato famoso nel 2012 dopo una vicenda messa in risalto da mezzo mondo, proprio mezzo mondo nel resto, nella metà in cui ci troviamo noi,  Makode Linde è pressoché sconosciuto.

Il fatto è questo: il dj-artista, uscito indenne da una causa dove veniva accusato di aver colorato dei polli vivi per uno spettacolo di magia, nell’ambito di un evento al Moderna Museet a Stoccolma realizzò una torta che nominò Painful Cake (la torta del dolore) a forma della Venere nera di Willendorf , ma con la sua stessa testa completamente truccata a mo’ di Golliwog  (la caricatura steriotipata del babolotto nero dalle labbra rosse disegnata dall’illustratrice americana Florence Kate Upton).

La torta era un chiaro riferimento all’atroce mutilazione degli organi genitali femminili praticata in molti paesi africani, ma fin qui niente di strano.

Almeno sino a quando il primo pezzo di torta, con sembianze di una vagina, venne tagliato. La scena fu filmata con una videocamera e l’effetto venne amplificato dal fatto che la persona che tagliò il primo pezzo era il ministro della cultura svedese Lena Adelsohn Liljeroth .

Lo scandalo:

Alcuni definirono razzista la rappresentazione della torta come opera d’arte e l’evento venne segnalato all’Ombudsman (difensore civico parlamentare scandinavo) .

L’associazione afro-svedese chiese addirittura che il ministro della cultura si dimettesse.  Linde affermò di essere stato frainteso e spiegò che la torta simboleggiava, con l’atto di tagliare le parti del corpo della torta e mangiarli, il modo in cui i bianchi consumavano le persone di colore.

Alle nostre latitudini, nel “bel paese” per una cosa del genere anziché gridare allo scandalo si finirebbe per finire in televisione da Barbara D’Urso, figuriamoci le risate se al posto della Liljsteroth ci fosse stato Dario Franceschini. Nel paese del “BUNGA BUNGA”, l’isola dei famosi sarebbe stata l’unica vera condanna.

Ma in effetti, a vedere bene, nulla di scandaloso nell’operazione di Linde, genuinamente anti razzista contro gli steriotipi concettuali con i quali spesso dipingiamo gli stranieri soprattutto se di pelle nera.

Linde merita di essere citato come artista anche per altri suoi lavori, come quelli rappresentati alla mostra Afromatics XXL al Kungsträdgården Stockholm o per la “tappezzeria” con la quale ricoprì il Berns, un ristorante nel Berzeii Park di Stoccolma,  con espliciti organi genitali raffigurati.

Questa opera venne anche molto contestata e soggetta ad azioni vandaliche. Si, Linde merita di essere citato, se non altro per la sua capacità nel riportare alla luce la decadenza di quell’ideale social democratico e apparentemente aperto della tanto inneggiata Svezia.

Makode Linde grazie a quella torta ricevette un lancio incredibile per la sua carriera come la stessa ministra gli confidò ad un orecchio al momento del taglio ” questo momento per te sarà un punto di svolta”.

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