Giugno 15, 2020 The Barbarian

GLI ORTI

UN PATRIMONIO ANTICO, UN VERO TESORO.

Mentre la tendenza degli ultimi anni è quella di considerare il verde delle città un bene comune di valore, un vero e proprio tessuto connettivo che le rende più piacevoli, più vivibili e più a misura d’uomo, troppo spesso, questo aspetto nella “vecchia” Cosenza viene trascurato e poco conosciuto.

La “quota” verde, l’aspetto ambientale, sfugge all’occhio del visitatore perché distribuito lungo itinerari insoliti e difficilmente praticati per l’eccessivo degrado, per le condizioni di accessibilità proibitive, per la mancanza di segnaletica adeguata o per un’errata percezione di insicurezza e di pericolo. Tuttavia, coloro che amano inoltrarsi nei meandri di viuzze, gradinate e piazzette e non vogliono fermarsi in superficie, scoprono orti e giardini variamente estesi, perlopiù inutilizzati e abbandonati, alcuni gelosamente custoditi tra le mura di residenze storiche, di strutture religiose (monasteri, conventi) o di semplici edifici privati; altri sono ritagli e confinati tra palazzi e stradine, ma tutti, allo stesso modo, testimoniano lo stretto e millenario legame tra uomo e natura.

SI TRATTA DI UN PATRIMONIO ANTICO E DI NOTEVOLE VALORE DAL PUNTO DI VISTA AMBIENTALE E CULTURALE AL PARI DI QUELLO ARTISTICO E ARCHITETTONICO;
RIATTIVARNE LA FRUIZIONE RISTABILIREBBE IL CONTATTO CON IL CUORE DELLA CITTÀ VECCHIA, RENDENDOLA PERMEABILE E SOTTRAENDOLA AL DEGRADO E A SITUAZIONI DI MARGINALITÀ.

Restituire a questi spazi nuovi cicli di vita, inoltre, contribuirebbe a ricostituire l’identità dei luoghi, parte di un’identità collettiva fatta di saperi, di memorie, di affetti, di posti nei quali si è vissuti e favorirebbe la sensibilizzazione dei cittadini verso un patrimonio che non deve andare perduto e del quale devono riappropriarsi per rafforzare il loro senso di appartenenza.
Obiettivo ben più ambizioso sarebbe l’attivazione di una serie di benefici concreti per il centro storico quali, il miglioramento qualitativo delle condizioni ambientali, ecologiche ed estetiche, la crescita socio-culturale attraverso il coinvolgimento della comunità dei residenti, primi tutori della qualità della vita dei luoghi e dell’accoglienza dei fruitori in genere, creare la consapevolezza che orti e giardini costituiscono degli attrattori da inserire in itinerari turistici, ed in quanto tali, rappresentano una risorsa con potenzialità di sviluppo economico locale, capace di fornire nuovo impulso alle attività commerciali presenti, di favorirne l’incremento e di rivitalizzare i luoghi, anche incentivando il recupero dell’edilizia residenziale esistente.

Una riqualificazione urbana completa del centro storico non può prescindere dalla tutela e dalla salvaguardia del suo patrimonio ambientale e paesaggistico, in quanto, parte di un “ecosistema urbano” costituito da aree edificate e da aree verdi interagenti tra loro.

Partendo da tale presupposto sono stati individuati alcuni percorsi che valorizzano e mettono in risalto il patrimonio architettonico esistente rappresentato da palazzi nobiliari, chiese, ma anche da piazzette, vicoli, ruderi particolarmente caratteristici e che, al contempo, intercettano giardini e orti. Le aree verdi, variamente dislocate nella città vecchia, sono in prevalenza di tipo pertinenziale e, pertanto, adiacenti a semplici residenze private, più raramente a dimore storiche o a strutture pubbliche e si presentano perlopiù in stato di abbandono o adibite a colture domestiche mentre, maggiore cura hanno quelle limitrofe ad istituti religiosi dove si ritrovano alberi da frutto e piante ornamentali da giardino.
Altre, di modeste dimensioni, risultano intrappolate tra edifici e vicoli, prive di una funzione specifica, o create spontaneamente tra ruderi dove la vegetazione, nel tempo, ha preso il sopravvento.

L’idea è di iniziare dal verde pubblico, attraverso il quale fare esperienza di “amministrazione condivisa”, vale a dire, fondata sul rapporto di collaborazione tra cittadini e pubblica amministrazione nella cura e nella custodia di beni comuni e, a mano a mano, di coinvolgere le proprietà private, per costruire una rete, una connessione tra spazi verdi ai quali spetterà il ruolo attivo di attrattori turistici e non solo.

Il progetto prevede la realizzazione di giardini botanici tematici: meditativo, mediterraneo, orto, agrumeto e la cura della loro funzione estetica ed emozionale, di utilità per il relax fisico o mentale destinando aree alla lettura, all’aggregazione, alla conversazione, alla socializzazione, alla condivisione di idee o utilizzando gli spazi per esporre installazioni artistiche, eseguire performance teatrali e musicali o creare suggestivi folies verdi, ciò senza trascurare la funzione scientifica o didattico-educativa da svolgere con attività correlate all’ambiente; lo scopo è di rivolgersi ad un vasto pubblico, dal turista, allo studioso, dalla scolaresca al semplice cittadino, a chi intende vivere la natura e le tradizioni, ma anche agli aspetti contemporanei di un luogo, in una ambiente dominato da un paesaggio verde, contaminato da piccoli orti e giardini di spezie, giardini semplici, di agrumi, cucummari e fichi. Un giardino etnobotanico diffuso e aperto.

Nell’allestimento e cura dei “giardini Urbani diffusi” si presterà particolare attenzione a due aspetti, il recupero e la conservazione di antiche varietà vegetali (floristiche, fruttifere, officinali aromatiche e medicinali) presenti nel patrimonio genetico locale e minacciate dalla drastica diminuzione di biodiversità e l’adozione di pratiche eco-sostenibili, come la produzione e l’uso di fertilizzanti naturali derivanti dal compostaggio domestico, la raccolta dell’acqua piovana a scopi irrigui.

Per il raggiungimento degli obiettivi sarà fondamentale ottenere il consenso, la partecipazione e la collaborazione della comunità dei residenti, attori e principali beneficiari della rigenerazione della città vecchia, essi saranno invitati a prestare il loro contributo attivo nel ripristino, la manutenzione e la tutela dei luoghi, si promuoveranno, pertanto, azioni collettive volte, anche, a rafforzare i principi di integrazione e a far nascere relazioni e interazioni sociali nel rispetto della biodiversità culturale.

The Barbarian

Mappatori e giardinieri dei giardini Urbani diffusi. Profilo del gUd | team

 

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