“Se questo è gratis” – Liberato “La bella addormentata nel frigo” di Primo Levi

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Glep – gruppo di liberazione ePub presenta  il progetto

Liberato e distribuito in modo gratuito il libro in formato eBook “La bella addormentata nel frigo” di Primo Levi. Un’azione performativa tra arte e politica che vuole far riflettere il mondo dell’editoria e delle cultura sui sistemi di distribuzione online.

Quest’opera, nel luogo in cui l’abbiamo trovata, non apparteneva né all’autore né a noi lettori, perciò abbiamo forzato il sistema di distribuzione per liberarla.

La liberazione dell’ePub è avvenuta lo scorso 11 novembre con una performance messa in atto da Glep, gruppo composto da anime diverse provenienti dal mondo dell’hacking, della cultura e dell’arte. L’occasione è stata l’evento “Connessioni Caotiche” organizzato dall’hack lab Unit nello spazio di Macao a Milano.

Glep ha violato i sistemi di protezione (DRM) apposti da iTunes sul libro digitale “La bella addormentata nel frigo” concesso in esclusiva da Giulio Einaudi editore al distributore di Apple. L’eBook, come si legge nel sito della casa editrice, “è disponibile in download gratuito”, una dichiarazione che spesso accompagna la distribuzione di molti prodotti e servizi digitali, ma nella quale, come ormai noto, risiedono una serie di contraddizioni e ipocrisie sulle quali si gioca la partita delle libertà e dei diritti personali.

Glep solleva una serie di questioni rivolgendosi agli utenti e indirettamente agli attori culturali, tra i quali ovviamente l’editore Einaudi e la Fondazione Primo Levi.

Perché siamo disposti a svendere le nostre identità per leggere un libro “rilasciato gratuitamente”? È quello che ci troviamo a fare con “La bella addormentata nel frigo”. Per accedere alla pubblicazione è necessario avere un account iTunes collegato allo store di Apple e un device Apple. Il file del libro non può essere scaricato e letto su altri device e non può essere condiviso liberamente con gli altri, perché come utenti Apple siamo profilati, tutto quello che leggiamo, vediamo, ascoltiamo viene schedato insieme ad altri nostri dati. Questo costituisce una delle monete più importanti per un’azienda digitale, un valore che crea profitto nel mercato della compravendita delle identità degli utenti.

Perché stiamo accettando che i libri non ci appartengano più, di non poter più passare un libro a un’altra persona in maniera libera? Perché stiamo accettando che quello che leggiamo venga conosciuto e registrato?
Il possesso dei libri e la possibilità di scambiarli con gli altri, azioni che sono sempre state la base per la creazione di relazioni e la condivisione di saperi, qui vengono negate. I file memorizzati su quei device non ci appartengono, vengono legati con catenacci digitali per essere vincolati agli oggetti con cui li leggiamo.

Glep ha deciso di rendere realmente libera la fruizione dell’opera di Levi, un racconto che è esso stesso metafora di questa situazione: la protagonista offre il suo corpo alla scienza per cieca fiducia nella tecnologia e volontà di accrescere la propria conoscenza. L’incredibile esperienza che vive ha un costo elevato che paga ai proprietari di quella tecnologia: il suo corpo non appartiene più solo a se stessa. Alla fine decide di sfuggire a quella schiavitù.
Allo stesso modo, nell’entusiasmo di sentirci al centro della trasformazione tecnologica ci crediamo soggetti attivi, arricchiti da nuovi stimoli, e dimentichiamo di essere parte di un sistema in cui pochi attori agiscono un potere che ci trasforma in oggetti di scambio.

L’atto performativo comprende anche la creazione di un sito www.autistici.org/glep che ricorda la struttura dell’eBook hackerato, le istruzioni su come replicare l’operazione di liberazione del libro, una serie di spunti di riflessione e approfondimento, e l’eBook stesso, questa volta sì, liberamente scaricabile.

Per maggiori informazioni: glep@autistici.org

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