Federico Mazzei da Cosenza a Bogotà, andata e ritorno, ballando con Shiva

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"Per poter rigenerare la città antica bisogna lavorare sul posto, dentro le mura, prima di tutto con la gente, ... portando gente nuova, fare cultura, arte, commercio, comunicazione"

Con questo post inauguriamo (come Centrale dell'Arte) una serie di corrispondenze con chi vive o ha vissuto nel centro storico di Cosenza, con chi in esso lavora o ha lavorato, apportando quotidianamente, e spesso silentemente, un contributo alla rivitalizzazione di Cosenza Vecchia. Tante risorse e tanti punti di riferimento, personaggi più o meno straordinari, molti talenti. Tante voci e tante visioni, dalle più utopiche a quelle più distopiche, che qui vogliamo mettere in relazione, e mappare, con l'obiettivo principale di raccogliere il numero massimo di contributi in termini di idee, racconti, segnalazioni e quant'altro possa rendere concreto il nostro progetto di distretto dell'arte e degli orti, giardini Urbani diffusi | gUd.

Federico Mazzei  attraverso il suo bazar-laboratorio ha rappresentato per molto tempo un punto di riferimento per una parte consistente di giovani cosentini da metà degli anni ottanta sino alla fine degli anni novanta del secolo passato. Federico Mazzei designer di gioielli e non solo, abile commerciante e viaggiatore instancabile. Con il suo Shiva, così si chiamava il suo frequantatissimo negozio, ha illuminato e impreziosito il corso Telesio per tantissimi lunghi anni.

Entrare da Shiva era come entrare nella cabina del “Dottor Who” ed essere proiettati, di colpo, in luoghi e tempi lontani. Metalli, pietre e legni preziosi, abiti e gioielli spesso classificati come “roba da fricchettoni” ma che, in realtà, indossavano ed indossano tutti, l’etnomania non è mai passata di moda e coglie tutti trasvelsamente.

Nel negozio di Ricuzzu, come affettuosamente gli amici chiamano Federico,  era possibile perdersi per poi inevatibilmente uscirne con un souvenir.

Un orecchino, un piccolo porta tabacco, il regalo per la fidanzata o per l’amico e soprattutto con qualcosa di nuovo che avevi appena imparato sui popoli del Sud-Est asiatico o dell’America del Sud, di quei posti in cui Fede ha vissuto e per i quali  ad ognuno è sicuramente legato un aneddoto, un ricordo, un sogno che si materializza fantasticamente tra le tue mani sotto forma di ametista, turchese, quarzo, argento o legno cesellato.
Ora quel luogo non esiste più ed è indubbia la nostalgia che si prova passando davanti alle sue porte chiuse dal 2011.

Federico si trova in Colombia, lo apprendiamo dalle sue stesse labbra.
L’incontro fortuitamente nell’estate precedente al primo lockdown, proprio su corso Telesio, è tornato da poco, per qualche giorno rimarrà in Italia, a Cosenza, per poi ritornare nel “suo villaggio” immerso nella giungla a qualche ora di distanza dalla capitale, Bogotà.
Scambiamo poche parole, purtroppo entrambi andiamo di fretta, riesco a malapena ad anticipargli qualcosa su gUd  e alla fine rimaniamo che avremmo approfondito mantenentoci in contatto via whatsapp. E così è successo.

Federico nel corso della sua vita ha investito molto nel Centro storico, ha vissuto in una casa, che lui stesso ha ristrutturato nel cuore della citta antica in via casini, tra via del seggio e il corso principale. (Luogo segnalato qui, ora sede dell’associazione culturale Giardini di Shiva“, vedi mappa gud).

La prima cosa che mi viene in mente di chiedergli quindi, alla luce di ciò :
Fede ma da quanto stai in Colombia?

Vivo in Colombia dal 2011, sono passati gia’ dieci anni.
Iniziai a viaggiare da ragazzo adesso sono 35 anni che vivo viaggiando per il mondo.

Come mai hai scelto la Colombia?

La Colombia la conosco piu o meno da 20 anni e’ stato un amore a prima vista. Un paese rimasto chiuso per il resto del mondo. Con la sua guerra nelle guerre da più di mezzo secolo ma che, nonostante tutto, le hanno dato un “fascino” unico. Poi comunque in termini naturalistici e della biodiversità è tra i primi del pianeta. Per completare con la musica e l’allegria che si contrapongono alla violenza (anche tra i primi del mondo) e alle tragedie quotidiane.

Perchè sei andato via da Cosenza?

In quel periodo ricordo non sono andato via da Cosenza ma dall’Italia.
Nel 2011 stavamo in piena crisi economica la gente comunque viveva molto depressa, forse più la depressione che la crisi mi diedero la spinta di partire dal bel paese, stimolato dal senso di libertà, dall’infinita ricerca di conoscenza, voler vivere altre realtà, culture e mondi lontani. Ti dico con molta sincerita’ che se dovessi nascere di nuovo vorrei fare la stessa vita.

Shiva è stato per tanto tempo un punto di riferimento nel centro storico di Cosenza, per molti giovani degni anni ottanta e anni novanta soprattiutto.
Cosa ti porti dietro da quella esperienza nel centro storico e quali ricordi?

Shiva nel centro storico… (approfondiremo in altra sede ndr)
Una storia avvolta nella storia, un arte nell’arte. Tanti ricordi, si, … cerco di fare sempre tutto con amore e devozione.

Sei un designer di gioielli, cosa t’ispira?

Il mio lavoro o i miei lavori, la mia arte s’inspirano alla natura nella totalità dei suoi elementi.
Vivo come i pre-socratici, come gli indios, come i buddisti zen, come gli antichi egizi, …
La selva e’ stata la mia maestra negli ultimi dieci anni.

Hai letto del progetto che lacentraledellarte sta portando avanti, cosa credi abbia bisogno cosenza vecchia per la sua rigenerazione, dal tuo punto di vista?

Penso che tutti i disegni sociali ed artístici come il vostro, progetti che possano far crescere un territorio siano essenziali.
Per poter rigenerare la città antica bisogna lavorare sul posto dentro le “mura”, prima di tutto con la gente, portando gente nuova, fare cultura, arte, commercio, comunicazione.

Quali sono le difficoltà che hai riscontrato nel tuo lavoro durante il tuo periodo Cosentino?

Dialogare con i politici di turno ma… senza i soliti interessi occulti.

Ci hai raccontato della tua nostalgia per l’Italia e per la tua città, e del fatto che comunque stai programmando un tuo ritorno. Con quale spirito pensi di ritornare?

Quando ritornerò vorrei dare il mio contributo per una crescita comune, amo la città antica proverò a metterci il mio cuore per cercare una modo per poter rinascere insieme .

Grazie Federico per il tuo tempo per il tuo supporto e a presto, alla prossima!

Un fraterno abbraccio a voi tutti

Francesco De Rose

Architetto, designer e animatore de "lacentraledellarte.org".

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