Documenta 14, uno schiaffo ad un “Martedì Critico”.

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Viaggio di Pasqua,: Biennale, Documenta o un critico martedì nell’esotico Egitto?

Scelgo Atene, dove l’otto di questo mese è iniziata la quattordicesima edizione di Documenta diretta da Adam Szymczyk la superstar dei curatori, come è stato definito nel 2013, in un articolo del New York times alla presentazione della sua nomina a direttore di Documenta 14 del 2017.
Szymczyk ha proposto due mostre una ad Atene dal 8 aprile sino al 10 giugno e l’altra subito dopo, dal 10 giugno sino al 17 settembre a Kassel.

In un intervista realizzata da Mishelle Kuo per Art Forum ADAM Szymczyk spiega le linee della sua Documenta:

Nell’autunno del 2013, ho proposto al comitato di ricerca di Documenta 14 di tenere la mostra ad Atene così come a Kassel.
A quel tempo, i problemi della Grecia sono stati spesso in prima pagina in Germania (come in tutta Europa [n.d.r.]).
La stampa e politici tedeschi erano desiderosi di offrire consulenza, e con tono ammonitore cominciarono suggerendo, a  questo relativamente povero paese dell’Europa meridionale, di istituire controlli sui capitali, e riscuotere sempre più tasse da persone con redditi modesti  o addirittura poverissimi, vicino allo zero. Con l’idea di una 
Grecia paese arretrato, non all’altezza degli standard europei.

Un atteggiamento, a dir poco, ironico se si considera che la Grecia classica, così ampiamente considerata come la culla della civiltà, è stato un punto di riferimento nella formazione della coscienza nazionale tedesca. I primi romantici consideravano la Grecia classica come il punto di origine della loro formazione culturale, come diretti discendenti di quella cultura .
Si dà il caso,  che Kassel era la patria di due dei maggiori protagonisti del romanticismo tedesco,  Jacob e Wilhelm Grimm (considerati i padri della germanistica [n.d.r.]). La loro raccolta di fiabe tedesche e gli sforzi per creare un dizionario di tedesco completo,  fornito di elementi mitici e di una base linguistica per la costruzione dell’identità tedesca. […]
In termini di eventi più recenti in Grecia, l’introduzione di misure di austerità è stata giustificata dal moralismo protestante e da una logica strana in cui la popolazione, la gente, vennero considerati come la causa principale della situazione di arretramento attuale in cui riversa il paese. […] , infondendo un senso di colpa e un senso di inferiorità che produce solo un sacco di frustrazione e di odio per se stessi. […] e risentimento.

Uno dei motivi principali, prosegue Aamd Szymczyk in sintesi , della  scelta di fare due mostre in parallelo è quello di rendere la mostra un luogo dove imparare toccando con mano il problema in questo momento storico, mostrando come tutta Europa possa diventare nei prossimi anni , senza indurre una spettacolarità  passiva.
“Imparare da Atene”,
con l’ idea di un scambio attivo, con una distribuzione della coscienza che si propaga verso l’esterno. rinunciando a considerare Atene come avamposto e Kassel come punto di partenza, e pensando invece la mostra come una cellula divisa, con la maggior parte degli artisti che lavorano in entrambi i luoghi. Un processo aperto, nel corso del quale produrre conoscenze sulle condizioni all’interno e ben al di là di Atene.

Adam Szymczyk mi convince e mi fa riscoprire una faccia dell’arte contemporanea che ultimamente pensavo si fosse persa. Scelgo Documenta e lascio i “Martedì critici” ma vuoti, le solite marmellate propinate dai “Pippi Baudi” del contemporaneo. Con tutto il rispetto per l’autorevole presentatore catanese che sa fa fare benissimo il suo mestiere. Anche la Biennale va a farsi friggere, scelgo Documenta.

> Nella foto ADAM Szymczyk

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