Davies Zambotti

in Fotografia/Io sono un Barbaro di
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La nostra ricerca di talenti continua senza sosta e spesso, in questo viaggio nell’arte e nella cultura contemporanea, è facile imbattersi in  vere e proprie perle. Oggi vi raccontiamo del lavoro di Davies Zambotti, regista e fotografa torinese. Ciò che ha attirato la nostra attenzione, in particolar modo, sono stati alcuni scatti del progetto “Chiamata Interurbana” dove le qualità visive  e la sensibilità dell’artista versoi piccoli “interstizi” della vita quotidiana, danno vita ad una visione poetica di grande spessore. In questo lavoro fotografico emergono le doti estetiche e immaginifiche che Davies ha affinato durante il suo percorso artistico.
Accompagnate da una serie di versi, le immagini prendono vita tanto da entrare nel film della vita di ognuno di noi.
Istanti, fotogrammi come istantanee del vuoto e della nebbia che spesso ci travolge e ci separa.
Davies Zambotti esplora il paesaggio urbano come elemento onirico, protagonista e non sottofondo. Nei suoi scatti l’uomo è presenza dissolta, quasi evanescente.

Ho provato a chiamarti,
un’interurbana, forse, ma troppa era la nebbia.
Dense le parole filtrate da fredda plastica.
E’ giorno? E’ il giorno?
Tanta è la notte che ci separa,
ti troverò?
Troppo il silenzio affollato sui fili dell’intimità.
Facciamo a metà di questo vuoto troppo ingombrante da indossare.
Fra le case dorme lo spazio,
lontano si spegne una luce che perpetua arriva a bagnarci la pelle.
Quanto ti sorprende? Amo ancora essere sorpresa?
Non è mai passato un giorno in tutti questi anni.
Chiuderò questa chiamata,
lascerò che si perda,
lascerò che scorra, che arrivi e poi riparta.
La lascerò mentre mi raggiungo
attraverso il vapore del cielo,
le assonanze del mondo.

Davies ci spiega: “Il mio lavoro consiste nella continua ricerca di un invisibile e impossibile “certezza” umana.
Non siamo concreti e tangibili, dobbiamo fare i conti con l’ambiente, la cultura e le abitudini in cui cresciamo anestetizzandoci e plasmandoci secondo dei modelli prestabiliti.
Nella mia ricerca cerco di spostare lo sguardo su altri spazi, dove l’incertezza diventa l’habitat della vita umana.
In modo sempre diverso frugo fra gli interstizi del quotidiano portando a galla ciò che si vorrebbe nascondere, che ci fa sentire fragili, nuovi mondi che ci riflettono, di cui vorremmo ma non possiamo negare l’esistenza.
Nel mio lavoro è fondamentale lo stato d’animo interiore, la distanza, il silenzio, l’ombra, la memoria e le dissonanze, voci che arrivano da lontano e rimangono impresse nei miei scatti. Ricordi di un futuro che è già passato”.

Bio:

DAVIES ZAMBOTTI è una Regista/Fotografa che ha lavorato in molti set cinematografici, tra cui “Sorelle Mai” di Marco Bellocchio, “I Galantuomini” di Edoardo Winspeare, “The International” di Tomy Tykwer.

Attraverso i suoi lavori personali, ricerca e analizza l impossibilità della certezza umana, utilizzando il video e la fotografia come un microscopio, una lente con cui poter osservare le ombre fra gli interstizi del quotidiano.

Dopo il Liceo Artistico ha studiato Pittura presso l’accademia “Albertina” di Torino,
Regia e Produzione Audio/Video a Milano e partecipato ad una Masterclass tenuta da Marco Bellocchio.

Lavora fra Torino, Milano e Venezia.

Il sito dell’artista

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