Artigianato Urbano e Rigenerazione

L’artigianato come attore principale per la rigenerazione ad arte di Cosenza Vecchia.

Il progetto dei “giardini Urbani diffusi” (di cui siamo promotori e presentato ed approvato nell’aprile dello scorso anno dall’allora MiBACT all’interno della lista dei progetti di rigenerazione urbana previsti nel contratto tra Comune di Cosenza e Ministero) contiene nella sua visione la proposta di ridisegno della identità artigianale presente sul territorio, mirando principalmente alla funzione sociale dell’artigiano all’interno del tessuto urbano.
Ben fuori dalla folkloristica rivisitazione degli antichi mestieri e del “tanto per fare”, nel progetto gUd, intendiamo porre l’accento sul “fare ad arte” come eredità della tradizione manifatturiera del nostro territorio, confrontandoci con una nuova forma di sviluppo territoriale e della funzione dell’artigianato.

D’altronde l’artigianato si pone, dal punto di vista storico, come uno degli attori che maggiormente hanno influenzato lo sviluppo urbano, sociale ed economico delle città, ben oltre la sola questione produttiva ed oggi la questione dell’artiginato ritorna protagonista con una visione del tutto nuova.

Nel libro del 2013 di  Richard Sennet “L’uomo artigiano” tradotto da Bottini per la Feltrinelli  si ripercorre la tradizione europea delle botteghe artigiane europee, da Raffaello a Stadivari, con un’analisi approfondita sul presente dove l’artigiano attraverso le nuove tecnologie si sta trasformormando portando con se il seme essenziale per una rigenerazione rivoluzionaria.

Tale è l’uomo artigiano, ovvero l’homo artifex, che persegue per sé e per la propria personale soddisfazione la ricerca dell’opera quasi perfetta, del buon lavoro fatto con arte, intelligenza, sapienza manuale e conoscenza. Torna oggi con forza questo desiderio, a ben vedere quasi innato nella nostra natura, contro la mediocrità e il “basta che sia fatto”.

Questa visione contrasta con l’attuale, e obsoleto, approccio strategico di sviluppo urbano (troppo legato ad un concetto errato di globalizzazione) e pone la creatività artigianale come motore principale della futura crescita dei territori. Poi, in questo momento di emergenza culturale, politica ed economica prima ancora che sanitaria, la questione assume ancor più rilevanza e si pone come possibile “chiave di svolta”, via d’uscita.

In “Futuro e Artigianato: L’agire generativo tra comunità e network”1 Massimo Costa, ricercatore e docente di Economia della Formazione all’Università Cà Foscari, coglie in pieno le ragioni per le quali la figura dell’artigiano rappresenta oggi quella più adatta a generare innovazione.

Nel Mercato Globale
[…] la competitività è connessa alla possibilità di accedere a forme di apprendimento più evolute in grado di mobilitare risorse creative frutto della capacità di ascolto, d’interazione e di attivazione, di invisible assets che generano joint e innovation value.
In questa nuova prospettiva essere generativi vuol dire avere nella propria storia forti radici con cui affrontare in modo proattivo le nuove stagioni e i contesti che mutano.

Ad interpretare al meglio questa prospettiva è la figura dell’artigiano che è capace di guardare al futuro senza dimenticare il passato, coniugandola libertà del sé con il riconoscimento del valore dell’altro.

E’ questo legame che consente di leggere quella combinazione tra singolare e universale che e’ l’unione, in proporzioni variabili, tra artigianato e arte. 

Nei processi innovativi il modo di lavorare dell’artigiano testimonia una profonda progettualità creativa/ideativa ed esecutiva che unifica i mezzi e i fini dell’agire, dapprima, nell’intenzionalità del pensare cosa e come operare e poi nel rapporto di fruizione con l’opera portata a compimento: questa circolarità progressiva tra il concepire e l’eseguire qualifica il processo dell’innovazione senza gerarchie e stratificazioni di senso e di valore che non siano 
quelle della propria natura […]

Riportando il ragionamento alle nostre latitudini, prima di parlare di networking tra le risorse creative e artigiali, nel progetto di rigenerazione che proponiamo per Cosenza Vecchia,  si pone come indispensabile una operazione di decostruzione della nostra tadizione più profonda dalla quale trarne il meglio per poi r
icostruire l’immenso patrimonio dei saperi nell’ottica di generare un distretto evoluto dove la colloborazione ed il riconoscimento per l’operato altrui siano alla base e pertanto assunti come assiomi nel sistema formativo delle nuove generazioni.

Nel video la presentazione di Richard Sennet del libro "L'uomo Artigiano"

Footnotes

  1.  in Quaderni di ricerca sull’artigianato – Rivista di Economia, Cultura e Ricerca Sociale dell’ Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre – Numero 58, pag 39 – 2011

Francesco De Rose

Architetto, designer e animatore de "lacentraledellarte.org".

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