Architetto di quartiere, una svolta civile per la professione ma soprattutto per le città

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Come sempre l’Emilia Romagna è un passo avanti alle altre regioni. Come per il regolamento dei beni comuni che da Bologna è stato poi adottato da diverse altre città compresa Cosenza che l’ho adottato ma che, ahinoi, non è mai stato attivato. La Centrale dell’Arte attraverso il progetto dei giardini Urbani diffusi con altre associazioni e comitati di quartiere ha cercato di dare vita al regolamento attraverso l’istituzione di un ufficio in dedicato ai Beni Comuni in seno al comune, ma che ancora oggi a distanza di tre anni dalla presentazione del progetto non ha  ricevuto un riscontro e la nostra proposta giace ancora sepolta tra centinaia di faldoni. Rimane quindi un uffucio vuoto e senza alcun referente.

Purtroppo negligenza e burocrazia ostativa (e se vogliamo la politica “disattenta” per dirla in maniera soffice) sono le cause di una mancata risposta alle nostre richieste, questo a danno di una possibile svolta nell’ambito della gestione del patrimonio comune ed a favore di disordine e spesso di appropriazioni indebite dello spazio di tutti.
Ora l’iniziativa la si deve al comune di Reggio Emilia (leggi qui) ed è palese  come la funzione dell’architetto di quartiere possa svilupparsi nella nostra città senza le basi di una struttura amministrativa efficente e di una politica a favore della crescita culturale prima che strutturale della città.

Ma l’idea di avviare un processo di formazione della figura di architetto di quartiere è senza dubbio una svolta epocale che darebbe lavoro a molti professionisti e favorirebbe lo sviluppo concreto di periferie e aree che necessitano di una rigenerazione profonda come nel caso del centro storico di Cosenza.

Un’occasione che potrebbe essere presa al volo per dare il via alla configurazione di questa figura è senza dubbio quello del programma pluriennale per la rigenerazione urbana indetto dall’ANCE Calabria, di cui apprendiamo notizia proprio in queste ore (qui la notizia).

Ma cos’è l’archietto di quartiere?

L’architetto di quartiere è un referente del Comune che ha il compito di gestire  tutto il processo collaborativo, dalla raccolta dei bisogni alla definizioni dei progetti e alla loro attuazione, garantendo un rapporto costante tra il quartiere e il Comune e tra tutti i soggetti attivi nell’esperienza collaborativa.

L’architetto di quartiere ha il compito di creare un network di quartiere con cittadini e associazioni e mantenere viva la rete di relazioni e sinergie che si svilupperanno attorno ai progetti, anche attraverso l’organizzazione di momenti di confronto, dialogo e collaborazione con i referenti sul territorio, in presenza quando possibile o con strumenti virtuali.

Ogni macro ambito in cui è stato suddiviso il territorio cittadino avrà il proprio architetto di quartiere di riferimento, che sarà il contatto e il riferimento attivo per associazioni e cittadini durante tutte le fasi del percorso di collaborazione.

Crediamo ora sia oppurtono, alla luce di ciò, che gli ordini provinciali diano un impulso signifativo affinchè si possa, nei prossime mesi, aprire dei tavoli di concertazione mirati alla concretizzazione di una simile figura professionale che segnerebbe di sicuro una svolta non di poco conto. Per quanto ci riguarda la figura dell’architetto di quartiere è nel nostro dna, visto il lavoro che stiamo svolgendo per la rigenerazione di Cosenza Vecchia siamo pronti a raccogliere una tale sfida.

 

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