Suad Amiry è un’architetta e scrittrice palestinese, da decenni impegnata nella tutela del patrimonio architettonico e culturale della Palestina, ma anche nella narrazione della vita quotidiana sotto occupazione, con sensibilità, ironia e profondità.
Una vita tra architettura e resistenza culturale
Nata a Damasco nel 1951 e cresciuta tra Amman, Beirut, Il Cairo, la Michigan University e Edimburgo, Amiry si stabilisce a Ramallah nel 1981, dove fonda nel 1991 Riwaq Centre for Architectural Conservation, un centro dedicato alla conservazione del patrimonio architettonico palestinese, alla documentazione di edifici storici e alla valorizzazione della memoria collettiva.
Con Riwaq, Suad Amiry ha guidato programmi di recupero dei centri storici, catalogazione di migliaia di edifici e un impegno quotidiano per preservare l’identità di villaggi e città minacciati dalla guerra, dall’abbandono o dai conflitti.
La scrittrice che racconta la Palestina reale
Oltre all’architettura, Amiry ha scelto la scrittura per raccontare cosa vuol dire vivere sotto occupazione — non come tragedia astratta, ma come quotidianità fatta di attese, di corse per la spesa, di desideri interromputi, di ironia amara e di dignità tenace.
Il suo libro più famoso, Sharon e mia suocera – Se questa è vita (2003), è un diario dal coprifuoco di Ramallah. Racconta la drammatica esperienza della sua famiglia e della sua suocera anziana, con un tono che unisce sofferenza, verità e humour. Il libro ha vinto il prestigioso Premio Viareggio nel 2004 e ha portato la voce di Amiry all’attenzione internazionale.
Altre sue opere — come Niente sesso in città (2007) o Damasco (2016) — esplorano identità, memoria, diaspora, ruolo delle donne e il peso della storia sulla vita quotidiana.
Impegno riconosciuto: architettura, diritti, identità
Il suo lavoro ha ricevuto recentissimi riconoscimenti internazionali:
- Nel 2013, con Riwaq, ha ricevuto l’Aga Khan Award for Architecture per la riqualificazione e la salvaguardia di centri storici palestinesi.
- Nel 2025 le è stato assegnato l’European Prize for Architecture, un importante premio internazionale per il contributo alla tutela del patrimonio e alla dignità culturale dei territori sotto occupazione.
Questi premi non sono solo riconoscimenti individuali, ma un segnale forte: la memoria, l’identità e la bellezza diventano strumenti di resistenza.
Perché il suo impegno ci riguarda
- Per il paesaggio e la rigenerazione urbana: Amiry dimostra come l’architettura e la cura del territorio siano arma contro l’oblio, e come il patrimonio diffusamente architettonico possa essere preservato anche in condizioni estreme.
- Per la cultura e la memoria: I suoi libri restituiscono la complessità della vita palestinese, spezzando stereotipi e celebrando la resistenza quotidiana con dignità, ironia e partecipazione.
- Per la nostra visione: Come associazione che lavora su paesaggio, rigenerazione urbana e comunità, riconosciamo in Suad Amiry un modello — per la coerenza tra impegno sul territorio, pratica culturale e voce narrativa.
Consigli di lettura
- Sharon e mia suocera – Se questa è vita
- Niente sesso in città
- Damasco
E per approfondire l’impegno su architettura e patrimonio, guardate il lavoro di Riwaq — un’esperienza che unisce cura del territorio, restauro, comunità e resistenza culturale.
Suad Amiry ci ricorda che prendersi cura del paesaggio — fisico e umano — significa dare speranza, storia e futuro. Perché ogni pietra, ogni vicolo, ogni racconto conta.

