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  Introduzione
  La poetica dello slum
  Materiali
  Cosa è lo slum?

Slum Slum Sud Sud

Antenna culturale itinerante tra i sud del mondo. Una mostra e un diario

Introduzione

di Alessia Battaglia e Maria Fortino

Le traiettorie della ricerca, che la Centrale dell’Arte persegue, riguardano le reali qualità della vita culturale economica e sociale che si svolgono ai margini della città. Questa modalità ha condotto a porre uno sguardo al di fuori del proprio contesto incontrando similitudini e diversità in luoghi apparentemente lontani, come gli slums di Nairobi, in Kenya. Da qui nasce l’incontro e la volontà di collaborare con gli artisti kenioti del progetto artistico Wajukuu Arts Project che vivono nello slum di Mukuru a Nairobi.

I punti di affinità che legano il rapporto fra la Centrale dell’Arte e il Wajukuu Arts Project passano, soprattutto, attraverso la condivisione del concetto di arte come sperimentazione delle possibilità di espressione di se stessi e della realtà circostante con i diversi linguaggi artistici.L’associazione Wajukuu Arts Project ha come obiettivo la diffusione delle esperienze artistiche negli slums di Nairobi; dove slum significa baracche di lamiera aggrappate le une alle altre, fogne a cielo aperto, vicoli maleodoranti per l’odore pungente di urina animale e umana, discariche che diventano habitat per minori in stato di abbandono, disabili psico-fisici, anziani e donne senza dimora.

Una periferia che assume i connotati numerici di una città dentro una città in cui si racchiude il surplus dell’umanità. Gli slums del sud del mondo convivono per la maggior parte attorno ai complessi industriali, già di per sé fatiscenti e pericolosi che, coniugati al traffico dei mezzi di trasporto, formano un clima veramente infernale. Una cappa di smog inquinante e alcuni impianti industriali chimici si trasformano spesso nei confini artificiali delle zone urbane. Queste ultime ospitano una umanità a cui viene negato l’accesso alla gestione delle risorse produttive di un sistema economico locale e mondiale, dove la ricchezza ha una mobilità verticale. Ai vertici vi si trova una casta di pochi che sceglie le strategie di una economia di mercato, le cui applicazioni portano alla formazione stessa degli slums.

Lo slum si presenta come un agglomerato urbano formale ( come edilizia popolare, affitto privato ) e informale ( come occupazioni autorizzate e abusive, campi profughi ) che sta fra la città e la campagna, ma che non è né città né campagna. Ospita le migrazioni che provengono dalla campagna e accoglie gli abitanti che sono tagliati fuori dalla produttività della città e dai suoi costi alti di abitabilità. Ha una fisionomia complessa che non risponde a nessun parametro urbano a causa della mancanza di infrastrutture e per l’elevata quantità di abitanti che la popolano. È un ecosistema che denuncia, con il solo fatto di esistere, la gravità dell’inquinamento ambientale in cui versano le sue condizioni. Sembra quasi una sorta di limbo, una città al rovescio con la tendenza di continuare a crescere negli anni futuri. Intrappolati dentro queste baraccopoli, i giovani artisti kenioti cercano di comunicare con la forza della loro arte le potenzialità per migliorare le qualità dell’esistente. L’approccio creativo, sia della Centrale dell’Arte che del Wajukuu Arts Project, nasce dal bisogno essenziale di rispondere alle difficoltà sociali di vivere dentro una dimensione marginale, pertanto la creatività assume un valore altro di r-esistenza quale strumento di interpretazione di sé e del mondo circostante. Inseriti in tale visione, i due progetti tendono a elaborare una relazione profonda con le proprie percezioni, trasformandole in possibilità di cambiamento, non solo della propria esistenza, ma anche dell’ambiente contenitore di esperienze artistiche e sociali che si svolgono al suo interno.

Entrambe le realtà trovano, dunque, un punto di contatto nell’approfondimento dell’accezione pedagogica dell’arte come legame creativo ed interpretativo fra sé e il mondo, per rispondere al bisogno di fornire di sensi e di significati la dimensione umana e suburbana vissuta giorno per giorno. Per questa ragione si sottintende all’arte un valore di alternativa educativa che si estende verso una ricerca di contenuti, da condividere con la vita collettiva, in quanto l’attuale inclinazione interessa una dispersione di quel valore del vivere sociale come un insieme diversificato nelle sue identità. Un elemento che approfondisce questo tipo di educazione all’arte si intravede nella forma autodidatta che, soprattutto per gli artisti kenioti, stimola a sperimentare con libertà i linguaggi espressivi come delle qualità di visione ed adesione alla vita. Il metodo da autodidatta delle tecniche abbraccia così la ricerca in essa di un legame immediato fra l’ideale e la sua espressione creativa, laddove per tecnica si intende uno strumento educativo col fine di accrescere la stima in sé stessi e nelle proprie potenzialità di trasformazione del reale.

La stampa su carta, molto spesso riciclata, con le arcaiche tecniche della matrice in legno inciso della xilografia ricollega ad un'idea di arte immediata ma fortemente comunicativa così come lo sono le immagini di vita quotidiana rappresentate dai giovani artisti kenioti. La visione delle loro opere fa riflettere su un senso di rinnovata circolarità temporale. Il rapporto con la terra degli antenati che il wajukuu project sembra non dimenticare si coniuga ai bisogni espressivi della contemporaneità che invoca il riuso dei materiali e mette a nudo la crudità di una dimensione in cui a mancare sono i beni essenziali per la sopravvivenza umana. Da qeusta resistenza non sempre espressamente dichiarata ma comunque intimamente sentita come necessità, nascono le xilografie del wajukuu e da questa vicinanza di esistenti emerge il bisogno sentito dalla centrale dell'arte di collezionare opere di giovani artisti da porre in una nuova ottica della diffusione dell'arte che parte da una produzione che viene dal basso e che risponde unicamente a bisogni comunicativi.

la poetica dello slum


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Sintesi obbiettivo 1 / del 2- ottobre - 2008

Breve glossario per un allestimento


Bambini:

Nello slum vivono migliaia di bambini, i bambini rappresentano la maggioranza degli abitanti del luogo, l'arte come educazione e risorsa.

Orizzontalità:

In occidente tutto è fondato sulla verticalità nelle armonie. In Africa è l'orizzontalità che ci interessa non si è visto mai un mondo semplicemente in piedi o sdraiato, è la fusione dei due che crea l'universo.

Ray Léma- musicista congolese

L'orizzontalità in contrapposizione alla verticalità delle aree urbanizzate è una evidente caratteristica dello slum. Un tappeto di lamiere e rifiuti, un labirinto ferruginoso, che corre lungo la ferrovia. Formale ed informale, veritiero ed apparente, un percorso sensoriale,frenetico e lento,cotone e cera.

Slum:

Un rapporto dell'ONU del 1995 traccia per la prima volta lo stato dell'arte del fenomeno slum includendo le favelas brasiliane e le bidonville, tracciando anche una previsione sullo sviluppo sino al 2025.

Rifiuti:

Gli slum sono costruiti nelle discariche, si cammina sui rifiuti, gli slum sono la discarica del mondo.

MATERIALI


  Testi di natura scientifica/geografica/politica/statistica sullo slum: Mike Davis, 
  Il pianeta degli slum, Feltrinelli 2006, primo capitolo 

  Challenges of slum, file pdf

  B. Vecchi, viaggio alla fine della città, eddyburg file ?

  J. Press, La corsa allo spazio, eddyburg file?

  Massimo Ilardi,Il tramonto dei non luoghi meltemi editore libro?
  Gomorra. Territori e culture della metropoli contemporanea Di Aa.vv. articolo

  Riferimento biblioteca google testi digitalizzati

  Stime delle Nazioni Unite contenute in United Nation, World Urbanization Prospects. 
  The 2003 Revision, United Nations Editions, New   York, 2004  file

Testi di natura narrativa sullo slum:

  Racconti africani, ed. unità-libro

  Giosuè Calaciura, "La figlia perduta. La favola dello slum" libro? File?

  Samelee's Daughter: A Novel di Vivek Iyer – 2007 testo digitalizzato biblioteca

Testi di natura giornalistica, documentaristica sullo slum:

  SLUM: di Alberto Salza apparso su Drepubblica il 21 luglio 2007 articolo cartaceo, file

  Slum do stink: artists, bricolage, and our need for doses of “real” life. Di Patricio del Real, primavera 2008 file

  Kenya: ingiustizia terrena di Michael O'maera su Popoli n.4 aprile 2008 file

  Making of a slum nation su The Standard 21 settembre 2008 file

  Testimonianza dagli slum in Kenya su Alice for children 02 giugno 2008 file

Arte: africana, keniota, slum art, artisti, sotto forma di foto, immagini, opere, scrittura, video interviste etc..

siti:

  slum art attack, art4peace.org

  fighting with a paint brush, videodocumentario

  ghetto art, kibera.net, africacalling.be, artwithinreason.com, 

siti

  materiale youtube, flickr

Indice pubblicazione

  introduzione autoprodotta di un manifesto-slum, che ne sintetizzi le caratteristiche del progetto, 

  le finalità e gli obiettivi formalizzati nell'esposizione. 

  Slum Contenuti sullo slum, poetica.

  Slum Lo slum come strategia di sopravvivenza, habitat low-cost.

  Slum Il viaggio in Africa: racconti sotto forma di diario, impressioni, testimonianze, foto

  Slum Il ruolo dell'arte e gli artisti degli slum, il Wajuku Project, le opere accompagnate da didascalie

  Sud Sud-Sud/Slum-Slum Scrittura concorso letterario: selezione di elaborati di scrittura, racconti brevi a tema 

  Sud artisti dai Sud del mondo, flickr...

  Conclusioni

  Bibliografia e sitografia

  Le sezioni dell'allestimento

  L'area espositiva come intera area d'accoglienza, possibilità di seduta 
  e di apprendere costanti informazioni un pò dappertutto  nello  spazio espositivo 

  Predisposizione di un supporto dove mettere i computer e i testi, leggere e consultare 

  Predisposizione di luci e sedute ad hoc per eventuali performance, letture, incontri

  Area proiezioni, area ludica, area ristoro, area oggettistica materiali

  Un aricolo di Patricio del Real dal titolo può darci un idea visiva dello slum, per leggerlo clicca qui.

Nell'allestimento si cerca di estrarre il meglio, mettendo in scena quelle qualità espressive che uno slum può rivelare, i colori, la bellezza e la luce.


Cosa è uno slum? Come si forma uno slum? Quali sono le cause che costringono migliaia di persone in uno slum?

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Alcune informazioni tratte da Wikipedia, l'enciclopedia libera: http://it.wikipedia.org/wiki/Baraccopoli

Una baraccopoli o bidonville (dal francese bidon, bidone, e ville, città) è un assembramento più o meno vasto di baracche e casupole costruite per lo più con materiali di recupero alla periferia di grandi agglomerati urbani. Insediamenti di questo tipo si trovano in numerose aree del mondo, e le denominazioni locali sono spesso entrate nell'uso per indicare le baraccopoli di una determinata regione geografica. Per esempio, il portoghese favelas si riferisce in genere alle baraccopoli brasiliane, l'inglese slum viene usato tipicamente per le baraccopoli delle ex colonie britanniche (come India e Kenya); in Sudafrica si usa il termine township, e così via. Questi non sono comunque da considerarsi sinonimi, in quanto ciascuno di essi ha una diversa origine e diverse implicazioni specifiche.

Le baraccopoli sono in genere formalmente illegali e non riconosciute come insediamenti autorizzati; di conseguenza, esse mancano spesso di infrastrutture primarie (approvvigionamento di acqua potabile, eliminazione dei rifiuti, distribuzione dell'elettricità), sono spesso edificate su terreni instabili, e vi sono in genere pochi dati ufficiali in merito alle dimensioni della loro popolazione e alle sue condizioni di vita reali. Di recente, il rapporto The Challenge of Slums1, pubblicato ad opera di UN-HABITAT, l'Agenzia dell'ONU per gli insediamenti umani, ha permesso di avere, forse per la prima volta, un quadro globale di questo fenomeno.

E.A.T. Dutton, che nel febbraio del 1926 visitò Nairobi durante il suo viaggio verso il Monte Kenya, scrisse: « Forse un giorno Nairobi avrà strade asfaltate, e file di alberi in fiore lungo viali su cui si affacceranno nobili edifici; avrà spazi aperti e maestose piazze; una cattedrale degna della fede e del paese; musei e gallerie d'arte; teatri e pubblici uffici. Ed è giusto dire che il Governo e il Comune stanno già coraggiosamente affrontando il problema e che un piano urbano è già stato redatto. Ma finché quel piano non avrà dato i suoi frutti, Nairobi dovrà restare ciò che era un tempo, una sozza creatura, indegna di regnare su un paese così bello. »

(E.A.T. Dutton, Kenya Mountain)

Cos'è uno slum

Il termine inglese slum2 comprende il significato tradizionale di aree residenziali che in passato erano rispettabili o persino desiderabili, ma che col tempo si sono deteriorate a causa dell'abbandono degli abitanti originali trasferitisi verso nuove e migliori aree della città. La condizione delle vecchie case è decaduta e le unità abitative sono state progressivamente suddivise e affittate a gruppi a basso reddito. Un esempio tipico è quello degli slum nei centri di molte città storiche sia di paesi industrializzati che in via di sviluppo (in italiano si può far corrispondere il termine bassifondi). Comunque, il significato di questo termine è venuto ad includere anche i vasti insediamenti informali che stanno rapidamente divenendo l'espressione più manifesta della povertà urbana. La qualità delle abitazioni in questi insediamenti varia da semplici baracche a strutture permanenti, mentre l'accesso all'acqua, elettricità, servizi igienici ed altre infrastrutture e servizi di base tendono ad essere limitati. Questi tipi di insediamenti, cui corrispondono spesso un'ampia varietà di accordi sulla proprietà, vengono indicati nelle differenti lingue attraverso molteplici nomi (in italiano si usa il termine baraccopoli).

Chi è l'abitante di uno slum

Allo scopo di monitorare adeguatamente il settimo degli Obiettivi del Millennio per lo sviluppo (Millennium Development Goals o MDG) la UN-HABITAT ha sviluppato, nel 2002, una definizione operativa per l'unità familiare di uno slum.Essa è definita come un gruppo di individui i quali, vivendo sotto lo stesso tetto, mancano di uno o più dei seguenti elementi:

  1. accesso all'acqua (accesso ad una quantità sufficiente di acqua potabile per l'uso familiare, 
     ad un prezzo sostenibile, disponibile per i membri della famiglia senza che siano soggetti a sforzi estremi);
  2. accesso a servizi igienici (accesso ad un sistema di eliminazione degli escrementi, 
     o nella forma di bagno privato o di bagno pubblico condiviso con un numero ragionevole di persone);
  3. spazio vitale sufficiente (meno di tre persone per stanza di un minimo di 4 metri quadri);
  4. qualità/durata delle abitazioni (strutture adeguate e permanenti edificate in luoghi non pericolosi);
  5. garanzie del possesso (esistenza di documentazioni attestanti la garanzia dello stato di possesso 
     o la percezione o l'esistenza di fatto di una protezione contro gli sfratti).

Questa definizione è operativa nel senso che può essere applicata per estrapolare informazioni utili dai dati raccolti periodicamente a livello nazionale o sub-nazionale nella maggior parte dei paesi attraverso censimenti ed indagini. Nella definizione, perciò, il concetto di abitante di uno slum è stato esplicitamente ridotto, mettendo da parte le condizioni socio-economiche in cui vivono questi abitanti informali, come gli standard di vita, gli aspetti culturali, l'impiego, il reddito ed altre caratteristiche relative all'individuo o alla famiglia.

Qualche numero

Secondo il rapporto The Challenge of Slums, quasi un miliardo di persone nel mondo (cioè una ogni sei) vivono attualmente negli slum ed è stimato che questo numero possa raddoppiare nei prossimi trenta anni in mancanza dell'applicazione di opportune contromisure atte ad arrestare questa tendenza. In città dell' Africa, Asia e ' America Latina' , gli abitanti negli slum comprendono oltre il 50% della popolazione totale. Le stime presentate dal rapporto indicano che nel 2001, 924 milioni di persone, cioè il 31,6% della popolazione urbana mondiale, vivevano negli slum. Nelle regioni in via di sviluppo questa percentuale sale al 43% rispetto al 6% della popolazione urbana nelle regioni sviluppate. Nel 2001, l'Asia contava 554 milioni di persone negli slum (60% del totale mondiale); l'Africa ne aveva 187 milioni (20% del totale mondiale), mentre in America Latina e nella regione caraibica ne erano stimati 128 milioni (14% del totale mondiale). l'Europa e gli altri paesi sviluppati avevano 54 milioni di persone negli slum (6% del totale mondiale).


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Page last modified on October 04, 2008, at 05:18 PM