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PerchèUnCentroDarte


INTRO

La Centrale dell’Arte mira alla costruzione di un centro di produzione e diffusione dell’arte contemporanea dal sud. attraverso un’azione di promozione e sviluppo dal basso. Il nome dell’associazione è legato ad un progetto di riqualificazione partecipata nella periferia ovest di Cosenza, il quartiere San Vito, dove una grossa area in dismissione appartenuta alla Centrale del latte, divenne luogo e centro di un animato dibattito tra gli abitanti e gli amministratori di quartiere. Cosa fare al suo posto? E’ possibile evitare la solita speculazione selvaggia e ridare alla città uno spazio costruito e pensato dai cittadini? La proposta che un gruppo di artisti (video) ha espresso in sintesi quanto segue:

@@>>Esigenze:

Il desiderio di un contenitore capace di accogliere e produrre teknè, è marcatamente diffuso all’interno della comunità artistica, ma tacitamente espresso dalla produzione d’arte. La richiesta di generare spazi e luoghi dove la creazione artistica diventa nucleo di diffusione per circuiti più estesi.

>>Idea:

Da qui nasce l’idea di una “Centrale dell”Arte”. Nella periferia di un sistema globale, dove, è possibile trovare risorse tali da ribaltare il concetto di borderline. La “Centrale dell’Arte” intende proporsi come crocevia di flussi artistici e culturali, capaci di confrontarsi anche al di là del proprio territorio. Un progetto, quindi, di un centro d’arte contemporanea nel mediterraneo capace di rispondere, non solo al desiderio degli artisti, ma anche alla richiesta di rinnovamento delle realtà periferiche.

>>Obiettivo:

La “Centrale dell’Arte” per valutare i possibili modelli di integrazione e sviluppo, attuabili in una strategia locale - ed allo stesso tempo planetaria - intende avviare una ricerca fondata sia sull’analisi, sia sulle necessità dei fruitori degli spazi sociali. Il punto di vista è quello dell’artista, che rivolge la propria attenzione alla qualità della vita ed dell’ambiente, legata all’estetica della città. Lo sguardo parte dalla periferia implosa e distaccata, collegata da legami fragili, con il sistema territoriale, lontana dalle realtà periferiche europee. Progettare un contenitore di Tecknè, Una Centrale dell’Arte.@@

FUTURE CITY: artisti per la città

Come sarà la città futura e quali saranno gli effetti collaterali delle continue iniezioni di cemento cui sono continuamente sottoposte?

La cura alternativa che vorremmo, con questo progetto proporre, è l'ARTE. Partendo dal presupposto che la cultura artistica viene tuttora considerata come secondaria, se non ultima, rispetto a molte altre discipline, sappiamo quanto sia dura e tortuosa la strada per un inversione totale delle nostre tradizioni culturali.

Trasformare i preconcetti che mostrano l'arte come un passatempo costoso o come una insufficiente fonte di sviluppo, ci sembra un grande sforzo ma di sicuro non inutile.

A rafforzare la convinzione che l'arte sia un'importante e non inferiore strumento per una civile conversione e che per quanto sia pensante, l'impegno non è mai inutile, basta confrontarsi con il resto d'Europa che crede nelle rivoluzioni partendo dall'Arte. Da Valencia a Berlino, da Parigi a Torino sino al nostro sud.

...A furia di non mangiare si arriva all'anoressia. Senza arte, l'uomo torna allo stato selvaggio. All'essere umano non basta la terra sotto i piedi, non basta il sole sulla testa. L'uomo diventa adulto per realizzarsi oltre il proprio spazio ed il proprio tempo. ...S'insegna l'arte come se fosse un di più, qualcosa che si fa quando sono esaurite " le cose importanti". sbagliato. Com' è sbagliato portare i ragazzi nei musei senza aver dato loro gli strumenti per leggere i l'arte. come avere tante biblioteche per analfabeti. Ecco, io vorrei alfabetizzare i ragazzi all'arte. Ci deve essere l'educazione allo sguardo...

Maria Lai. Incontro con Maria Lai nella sua Sardegna (a cura di) Fabiola Palmieri Teseo, Aprile 2005, pp. 220, 221.

Nel presentare il progetto, la Centrale dell'Arte, confida nei segnali di trasformazione che parte della società civile del nostro paese lancia e ritiene necessario un ancor più decisivo distacco dalle autoritarie imposizioni del mercato globale.

Che cos’è. La città futura immaginata dagli artisti; un laboratorio di suoni e visioni della città futura, un progetto finalizzato alla costruzione di un centro d'arte contemporanea legato alle altre realtà europee ed aperto al mediterraneo.

A chi è rivolto. Il progetto è rivolto ad artisti ed architetti dell’area urbana di Cosenza e provenienti da tutta Europa e dall'area mediterranea, interessati alle tematiche della riconversione.

I principali obiettivi. Attraverso la partecipazione attiva si intende dimostrare come sia possibile che l’arte, tramite il riuso dei materiali del territorio, sia lo strumento necessario per la trasformazione ed il reimpiego delle aree cosiddette dismesse*.

Il panorama degli operatori, a differenza degli altri paesi europei, è frammentato in troppe figure con interessi spesso diversi se non contrapposti: amministrazioni ed agenzie pubbliche, proprietari privati (grandi e piccoli), costruttori, immobiliaristi, gestori, ecc.

La novità dei programmi complessi, peraltro determinante, che giustamente introduce i parametri economico-finanziari fin dalla fase urbanistica, ha relegato a ruoli sempre più marginali la dimensione dell'architettura.

Viceversa, le molte esperienze che sono state fatte negli ultimi anni, hanno mostrato con evidenza come uno dei fattori che determinano il successo delle operazioni di recupero sia proprio quello della qualità. Non solo della qualità relativa alla validità ed al successo delle procedure messe in campo, ma della qualità architettonica ed urbanistica degli interventi realizzati.

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Page last modified on December 01, 2007, at 11:18 AM