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Piano strategico-Cosenza-Rende

giovedì 30 ottobre 2008 | lacentraledellarte.org

Incontro nella sede dell'Urbanlab (redattore del piano strategico)  presso l'ex albergo Bologna. La Centrale dell'arte, con le altre associazioni portatrici d'interesse per l'area delle ex officine e depositi delle Ferrovie della Calabria, ha presentato un documento d'intenti sulla trasformazione di quell'area dismessa dal 1995. Ecco un estratto del documento: L'area dell’ex deposito delle Ferrovie della Calabria, posizionata tra viale Mancini e via Popilia. A partire dalla metà degli anni ’90 subisce la dismissione...
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HELLO DOLLY 4

mercoledì 15 ottobre 2008 | Francesco De Rose

Ci siamo fatti prendere dai sentimentalismi. Un bell'autunno caldo va goduto tutto. Dopo la settimana della vendemmia e delle sagre paesane dalla castagna alla patata eccoci in ripresa con la versione 1.4 del sito (..e quante ancora ce ne saranno!). Una nuova veste grafica del sito per una stagione nuova della Centrale, sebbene tutte le parti non siano del tutto complete, ci scusiamo per eventuali disagi, il sito comincia a prendere forma. Uscita ufficiale nel mese di dicembre. Incrociamo le dita. good luck  Centrale   
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Mega Centrale del Mercure oppure ambiente nella valle fluviale protetta del Mercure-Lao? PDF Stampa E-mail
Scritto da lacentraledellarte.org   
mercoledì 04 giugno 2008

LETTERA DI ITALIA NOSTRA RISPETTO LA CENTRALE DEL MERCURE 


    •     Al Presidente della Regione Basilicata on.le Vito De Filippo
    •     Al Presidente della Regione Calabria on.le Agazio Loiero
    •     Al Ministro dell'Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare On. Stefania Prestigiacomo
    •     Alla Commissione Europea Julio.Garcia-Burgues -Stavros Dimas

Mega Centrale del Mercure oppure ambiente nella valle fluviale protetta del Mercure-Lao? 

Come evidente dalla stampa, negli ultimi giorni è riemerso più che mai aspramente il dibattito sulla centrale ENEL del Mercure, un tentativo di produrre energia "pulita" non dal solare o con altre tecnologie sostenibili, ma bruciando guarda caso alberi proprio all'interno di un Parco Nazionale, quello del Pollino, da ridicolizzare o riperimetrare ad hoc, in cui per legge invece gli alberi e la vita che essi custodiscono andrebbero protetti.
Tale centrale mai smantellata nemmeno dopo che le indagini della Procura della Repubblica di Castrovillari evidenziarono nel terreno di competenza dell'impianto la presenza di diverse aliquote di materiali inquinanti sotterrati (e ci si chiede se rimossi e bonificati) a poca distanza dal fiume Mercure-Lao, è tornata da qualche tempo nuovamente di scena ridestando i giusti timori di ambientalisti e soprattutto dei comuni cittadini che vivono a poca distanza dal mega impianto siano essi Lucani, oppure  Calabresi.

Come noto si tratterebbe di attivare in area naturalistica di importanza non solo nazionale ma con influenza diretta, mediante la sua arteria fluviale principale, sugli habitat di importanza europea tutelati per legge dalla Riserva Naturale Integrata e dal Sito di Importanza Comunitario IT9310025  "Valle del fiume Lao". Si parla cioè di un impianto con una potenza di ben 40 MW che, come evidenziato dagli studi degli esperti Rabitti e Casson, impatterebbe direttamente il comprensorio del Parco del Pollino a partire dal comune di Laino Borgo (CS) ma con ovvie ripercussioni anche sul traffico veicolare nella zona, sugli habitat e la salute della valle del Lao, fiume che tramite il Mercure accoglierebbe, cosa gravissima, le acque industriali della centrale del Mercure stessa. L'approviggionamento delle biomasse costituisce un altro punto di importanza fondamentale nella vicenda, dato che sussistono evidenti contraddizioni e problematiche gravi, sia nel caso che esse corrispondano a biomasse estere o che, ancora peggio, esse siano di provenienza locale (cioè prelevate direttamente dai boschi vergini o da quelli già devastati dagli incendi sul Pollino), o ancora, come addirittura molti temono in questo periodo di emergenza rifiuti campani, esse provengano dalla frazione organica derivante da rifiuti urbani ed altro ancora.

Il problema che Italia Nostra Gruppo Interregionale del Pollino intende sottolineare è molto semplice: le biomasse da ardere a Laino Borgo non possono, come previsto dagli studi presentati per la messa in funzione dell'impianto, essere sottratte agli ecosistemi protetti della ZPS IT9310303 "Pollino ed Orsomarso", del SIC IT9310025 "Valle del Fiume Lao" o dalle aree di straordinario pregio naturalistico del versante lucano, né la qualità dell'acqua del fiume Mercure-Lao che ospita una fauna ittica, anfibia e mammifera (lontra, Lutra lutra L.)di interesse eccezionale, deve essere neppure minimamente alterata nei suoi parametri chimico-fisici dall'attività di questo impianto che sottrarrebbe acqua pura dal Mercure e poi vi immetterebbe le sue acque industriali.

I boschi del Pollino Calabro-Lucano, l'area protetta più estesa del Mediterraneo, e la biodiversità in essi custodita pagano già annualmente un pesante tributo all'emergenza mai risolta degli incendi estivi: andrebbero anzi tutelati maggiormente perché costituiscono un bene di tutti i cittadini di Italia, Europa e oltre,  ed è per questa ragione che gli alberi del Pollino non possono e non devono in alcun modo essere bruciati in una centrale per farne energia elettrica, per giunta proprio in un parco nazionale dove paradossalmente gli alberi andrebbero protetti e non certo bruciati.
Italia Nostra intende denunciare anche innanzi alla Commissione Europea per l'Ambiente questa problematica che, facendosi scudo con il consueto ricatto occupazionale, ENEL non intende mai affrontare davvero, dato che riteniamo che il turismo di qualità e l'agricoltura ed allevamento biologici in un territorio da mantenere sano, e non certo poche decine di posti di lavoro in una mega centrale che divora gli alberi di un parco nazionale, polmone verde nazionale e del Mediterraneo, possano fare realmente il bene della comunità del Pollino e valle del Mercure-Lao, popolazione che è fortemente invitata a riprendersi con le armi della democrazia il possesso attivo della propria terra e quindi del proprio futuro.
 
Pollino,lì, 3/06/2008
 
                                                                  Italia Nostra
                                                                  Gruppo Interregionale PN del  Pollino




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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 04 giugno 2008 )
 
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