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TUTTO QUELLO CHE ACCADE NELLA CENTRALE
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Foto dello spettacolo Bereshitgiovedì 07 agosto 2008 | maria fortinoFoto dello spettacolo Bereshit, della compagnia teatrale Noctu, tenutosi alla Centrale dell'Arte il 17 luglio 2008 nell'ambito dell'artists meeting corpus.
foto di Alessandro Gordano
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Corpi, anticorpi, ultracorpi martedì 05 agosto 2008 | maria fortino
Con questa performance il collettivo Mad Noises e la Centrale dell'Arte hanno inteso interpretare la metamorfosi che l'uomo attraversa e di cui è, molte volte, attore inconsapevole. La performance, attraverso molteplici forme di comunicazione artistica ha inteso riflettere sulle tre fasi di questa evoluzione che dal corpo in sé , dal corpo allo stato naturale, con le sue attrazioni fisiche espresse allo stato istintivo, passa alla negazione del corpo stesso: la malattia, le droghe, il manicomio, il carcere, le violenze, la morte fino al momento nel quale il corpo... + continua
Nel nord delle Marche, nell’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino,
a cavallo tra Toscana, Umbria e Romagna. Quest’area, oltre a comuni
elementi di continuità geografica, ha impressi i segni di
un’affascinante omogeneità artistica e culturale, dovuta all’opera dei
Duchi di Urbino, in particolare al grande Federico da Montefeltro. Una
terra di incanti e di gente ospitale che sorprende il visitatore e dove
trascorrere splendide vacanze.
Urbania l’antica Casteldurante
Già Castel delle Ripe nel medioevo, l’abitato prende il nome di Casteldurante nel 1284, ricostruito sulle rive del Metauro dal Vescovo provenzale Guillaume Durant.
Casteldurante entra poi a far parte del Ducato di Urbino, sotto la signoria dei Montefeltro
e quindi dei Della Rovere. Nel ‘500 qui si produssero fra le più belle
maioliche del rinascimento. Nel 1636 Casteldurante diventò Urbania in
onore di Papa Urbano VIII, che la elevò a città e diocesi “per la
civiltà degli abitanti e la bellezza del luogo”.
Si viene a Urbania
per godere della sua natura e visitare i suoi tesori fra cui le Chiese
e gli Oratori, il Barco Ducale, il singolare Cimitero delle Mummie, il
Museo Diocesano. Tappa obbligata è il Palazzo Ducale affacciato sul Metauro: al suo interno ci sono la Biblioteca, la Pinacoteca, il Museo Civico
ricco di pregevoli raccolte di manoscritti, incisioni, disegni e due
rari globi del Mercatore. Nelle belle cantine è allestito un Museo di
storia dell’agricoltura. La città è un vivace centro di iniziative culturali: qui si organizzano corsi di lingue e di ceramica, premi letterari, una grande Festa della Befana e perfino una curiosa Fiera delle Donne.
Scoprirete itinerari ambientali appenninici, una stagione estiva ricca di appuntamenti e una gustosa gastronomia.
Urbania è uno dei 36 Comuni italiani riconosciuti “Città di Antica Tradizione Ceramica”: non perdetevi allora un piatto di maiolica durantina dai colori verde, giallo e blu.
Mega Centrale del Mercure oppure ambiente nella valle fluviale protetta del Mercure-Lao?
LETTERA DI ITALIA NOSTRA RISPETTO LA CENTRALE DEL MERCURE
• Al Presidente della Regione Basilicata on.le Vito De Filippo
• Al Presidente della Regione Calabria on.le Agazio Loiero
• Al Ministro dell'Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare On. Stefania Prestigiacomo
• Alla Commissione Europea Julio.Garcia-Burgues -Stavros Dimas
Lo Studio ORCH è di due affermati fotografi che dedicano particolare
attenzione ai temi cari ad AUDIS, Fulvio Orsenigo e Alessandra Chemollo.
Fulvio Orsenigo, nato a Milano nel 1961, inizia a fotografare nel
1989 durante un soggiorno di due anni nell'isola di Stromboli, tenendo
un diario per immagini delle minime variazioni della percezione del paesaggio
quotidiano. La fusione dei linguaggi dell'architettura, del paesaggio
e del reportage costituisce il nucleo della sua ricerca, con committenze
per enti ed istituzioni, tra cui il progetto decennale sulle dismissioni
e riconversioni delle aree industriali di Porto Marghera. Collabora con
riviste di architettura italiane e straniere e con case editrici per monografie
di architettura. Dal 2004 insegna fotografia presso lo IUAV di Venezia. Alessandra Chemollo è nata a Treviso nel1963 e vive a Venezia.
Si è laureata presso l'Università IUAV, con una tesi sulle
relazioni tra architettura e fotografia nel mondo contemporaneo.
La riflessione sulla rappresentazione dell'opera architettonica, comporta
una discontinuità tematica, che contesta la specializzazione imposta
dal mercato pubblicistico. Nella sua ventennale esperienza professionale
spazia dall'architettura storica a quella contemporanea e pratica liberamente
i margini dell'antinomia fotografia professionale/fotografia artistica.
Dal 1986 lavora come fotografa, realizzando varie campagne fotografiche
per riviste ed opere monografiche di architettura.