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giovedì 30 ottobre 2008 | lacentraledellarte.org

Incontro nella sede dell'Urbanlab (redattore del piano strategico)  presso l'ex albergo Bologna. La Centrale dell'arte, con le altre associazioni portatrici d'interesse per l'area delle ex officine e depositi delle Ferrovie della Calabria, ha presentato un documento d'intenti sulla trasformazione di quell'area dismessa dal 1995. Ecco un estratto del documento: L'area dell’ex deposito delle Ferrovie della Calabria, posizionata tra viale Mancini e via Popilia. A partire dalla metà degli anni ’90 subisce la dismissione...
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mercoledì 15 ottobre 2008 | Francesco De Rose

Ci siamo fatti prendere dai sentimentalismi. Un bell'autunno caldo va goduto tutto. Dopo la settimana della vendemmia e delle sagre paesane dalla castagna alla patata eccoci in ripresa con la versione 1.4 del sito (..e quante ancora ce ne saranno!). Una nuova veste grafica del sito per una stagione nuova della Centrale, sebbene tutte le parti non siano del tutto complete, ci scusiamo per eventuali disagi, il sito comincia a prendere forma. Uscita ufficiale nel mese di dicembre. Incrociamo le dita. good luck  Centrale   
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Scritto da lacentraledellarte.org   
venerdì 26 ottobre 2007
La disciplina dell’azione e la dottrina speculativa.
La via della mano destra e quella della mano sinistra

Di Maria Fortino

Nelle forme di codificazione assunte all’interno della ‘complessa e multiforme esperienza spirituale e religiosa della civiltà indiana’ che gli occidentali hanno chiamato induismo, si ritiene vi siano due strade che conducono, egualmente, alla contemplazione della divinità, all’unità assoluta.

Nella Bhagavadgita l’Assoluto personificato nella figura di Krsna, parlando ad Arjuna, afferma che: ‘in questo mondo (…) è lecito seguire una doppia vocazione (…) disciplina dei filosofi speculativi mediante il metodo della conoscenza [metafisica], disciplina dei praticanti [dello yoga] mediante il metodo dell’azione’. Nel citato canto dell’opera si nota, tuttavia, la propensione all’azione; infatti, non è solo tramite la prima via indicata, quella cioè dei filosofi speculativi, i quali rinunziano all’azione, che è possibile ottenere la libertà.
 
Continua Krsna che nessuno di noi, per ovvi motivi fisiologici è rimasto, almeno per un attimo, senza compiere delle azioni: il cuore continua a pulsare, mentre siamo in vita, il corpo umano è sempre in continua azione, la vita dell’uomo non può prescindere dall’azione. Secondo queste deduzioni la via da preferire sembra essere quella dell’azione ossia ‘colui che, padroneggiando i sensi mediante la mente, intraprende con distacco la pratica dello yoga dell’azione’. Nel quinto canto Krsna, sotto l’ennesima richiesta dell’eroe Arjuna, specifica che ‘la rinuncia e la disciplina dell’azione procurano entrambe il bene sovrano.
Ma tra le due, la disciplina dell’azione prevale sulla rinuncia agli atti.’ Tuttavia è bene ricordare che così come le facoltà sensoriali umane, che costituiscono gli organi di conoscenza, accanto agli organi dell’azione (mani, piedi etc.) rappresentano un’unità inscindibile, allo stesso modo, potremmo concludere, si comportano le due vie della conoscenza: sono anch’esse inscindibili; effettivamente solo gli stolti non sono in grado di individuare le analogie fra le due vie, poiché si soffermano solo sulle loro differenze formali.

Le due strade, è sottolineato più volte nella Bhagavadgita, permettono di raggiungere lo stesso risultato.
Le azioni compiute esattamente, anche quelle della vita quotidiana, consentono di raggiungere la perfezione in effetti ‘in sanscrito non esiste un termine distinto per designare un’azione fisica e un’azione rituale. Ogni azione è una forma di rito.’ In definitiva esistono queste due strade, diversamente nominate: samkhya e yoga, via vedica e via tantrica, via della mano destra e via della mano sinistra. La prima, quella degli asceti, è la via che corrisponde alla forza della coesione detta sattva. Essa mira a liberare l’uomo dagli istinti e dai legami con la natura. La via della mano sinistra è quella relativa a tamas cioè la forza disgregatrice. Tramite questa strada l’uomo impara a servirsi delle forze della natura, delle passioni e degli istinti e a controllarle. Si tratta della via del mistico che può fare ricorso anche all’ebbrezza e all’erotismo per raggiungere il pieno potere dei sensi, quindi il divino. La liberazione dell’anima, attraverso il piacere, perseguita dalla via della mano sinistra, si ottiene perché l’individuale, nel momento del godimento, s’identifica con l’essere universale: il piacere, pertanto, non va considerato impuro, in realtà la concezione d’impurità è data dall’ignoranza che ha sminuito determinati atti, non riconoscendo più in essi il valore rituale e riducendoli solo a mere azioni fisiche.
Nell’era attuale, detta Kali-yuga caratterizzata dai conflitti, la via più semplice per ottenere la perfezione spirituale, è quella data dalla via della mano sinistra, infatti, solo guidando abilmente la passione si può ottenere la vittoria sugli egoismi, sui calcoli e sulle vanità umane.




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