25 MAGGIO 2008
A Faenza (Ravenna) per tre giorni di seguito dal 24 al 25 maggio, ha avuto luogo il primo festival dell'arte contemporanea;
riflessioni sull'evento e sulla città che l'ha ospitato .
Faenza, già distretto eccellente della ceramica artistica, quest'anno
si propone anche come centro dell'arte contemporanea raccogliendo e
accogliendo, nella sua antica piazza della Molinella, curatori,
galleristi, direttori di musei, architetti ed artisti e quant'altro
ruoti intorno al sistema arte contemporanea internazionale.Il cartellone recita " festival arte contemporanea: la parola ai protagonisti del sistema dell'arte contemporanea... futuro presente",
Il sottotitolo, "la parola ai protagonisti ..." evidenzia
il carattere originale del festival totalmente incentrato sulla parola
e non sull'immagine dei protagonisti, pertanto pochissime le esibizioni
o le mostre all'interno del programma pieno, invece, di tavole rotonde,
seminari e dibattiti.
Appena giunti nel cuore della
città, il dubbio di come un evento dedicato all'arte contemporanea
incentrato sulla parola e non sulla visione potesse essere ugualmente
attrattivo, ci viene subito tolto dalla numerosa presenza di persone
arrivate lì come noi ad ascoltare più che a vedere.
Un
via vai di gente, tra le strade del borgo faentino, che ha sorpreso
persino gli organizzatori che nel comunicato conclusivo riportano: "un successo oltre le aspettative Il pubblico ha risposto all’invito ad “ascoltare l’arte”.
L'invito ad "ascoltare l'arte" ha ottenuto una risposta oltre le
aspettative: un pubblico di oltre 10.000 persone ha seguito la prima
edizione del festival dell'arte Contemporanea che si è conclusa oggi a
Faenza, al termine di tre giornate dedicate al confronto e alla
riflessione sull'arte di oggi, le sue prospettive, le sue
contaminazioni con la società",
Il
progetto, promosso dal Comune di Faenza ed organizzato dalla Goodwill
società di consulenza strategica per il fundraising, da l'avvio
ufficiale alla promozione della città come distretto culturale evoluto,
inglobando altri eventi che già da molto tempo vengono organizzati,
OPEN STUDIO uno di questi, in una sorta di mappatura creativa
presentata sotto un unico cartellone sovrastato in differenti forme da
una grande C.
La C (c - come creativo o contemporaneo?)
simbolo della manifestazione appare ovunque, segnala tempestivamente i
grandi centri di aggregazione tra la piazza della Molinella e il Museo
delle Ceramiche, stampato su enormi palle color magenta. Ci guida,
impressa su frecce di carta, verso i luoghi del festival attraverso i
vicoli della città e ci indica, stampata in grande su una t-shirt, la
persona a cui rivolgersi in caso di "smarrimento", il giovane
volontario studente che orgoglioso, sorridente e rassicurante
esclama: Siete nel posto giusto! La conferenza è qui.
Cinema Teatro Sarti ore 14,30...
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Siamo
in orario per la conferenza, obiettivo principale del nostro viaggio
quella sulle dismissioni creative; la sala va riempendosi.
Tutto
ci sembra organizzato al meglio con rigore minimale senza grandi
eccessi con traduzione simultanea completo di ricevitore e cuffietta e
tante C - volunteer.
Introduce Pier Luigi Sacco, membro del comitato scientifico del festival
dell'arte Contemporanea direttore del Dipartimento delle Arti e del Disegno Industriale dell’Università IUAV di
Venezia, presentando
i relatori sul palco inizia dalla sua sinistra, Michelagelo Pistoletto
(Cittàdellarte-biella) e di seguito Flavio Albanese (Architetto,
direttore di Domus) ancora Luca De Biase il moderatore (direttore di
Nova settimanale supplemento de Il sole 24 ore) alla sua destra in
ordine Brigitta Persson (TEH), Laura Capel Tatjer (Universitat Pompeu
Fabra) e Tom Trevor (Arnolfini).
La conferenza procede
nei migliori dei modi Sacco passa subito la parola, dopo una breve
introduzione, a Flavio Albanese che ci introduce al concetto di aree
dismessa come luoghi da riconvertire all'arte nella logica di un
diverso sviluppo di una città, luoghi non per forza con caratteristiche
architettoniche di prestigio, aree dismesse della precedente produzione
di servizi o manifatture di carattere rurale o industriale che possono
rivivere divenendo centri propulsivi, attraverso l'arte, dello sviluppo
economico e culturale di una città.
L'esempio pratico ci
viene fornito poi in seguito dagli interventi di Michelangelo
Pistoletto con la sua cittàdellarte ex Manifatture Biella e del suo
"progetto arte" che, assieme al "manifesto sulla collaborazione",
alimenta di contenuti la Cittàdellarte stessa.
Intervista su Current TV
A Pistoletto si susseguono altri interventi esemplari, la Persson come coordinatrice del Trans Europe Halles, network di dismissioni creative, Capel
Tatjer con l'esempio di riconversione urbana di Barcellona ed infine
Trevon con la ricornversione dell'Arnolfini ex magazzino del tè nel
porto di Bristol riconvertito in centro d'arte contemporanea.
Non
c'è che dire siamo soddisfatti. Il progetto della Centrale dell'Arte
sembra essere in linea con quanto ascoltato, da oggi ci sentiamo meno
soli.
ore 16,00 - In giro per gli Open studio
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Sebbene
il festival sia una grande tavola rotonda disseminata tra un luogo ed
un altro della città, dove le parole la fanno da padrona, seguendo la
solita C ci imbattiamo negli studi aperti di artisti ed architetti
uniti dal progetto Open Studio al suo sesto anno e coordinato da
Stefania Mazzotti, Ilaria Piazza e Donatella Savoia. Per l'edizione
2008 il tema scelto è quello della città;
fotografi, pittori ceramisti fanno bella mostra dei loro lavori in
diciotto posti diversi tra laboratori studi e negozi d'arte,
soddisfacendo anche chi al festival è arrivato per guardare. Bravi
tutti belle cose... chissà se ci scappa qualche "souvenir"
ore 20,00 - Cenacolo
Il festival ha pensato a tutto dall'info point , ben allestito tra
comunicati stampa e programmi in A4 alla guida consigliata dei
ristoranti . Ne scegliamo uno cucina casareccia, ottimo servizio,
prezzo della cena a base di cappelletti, tagliata e sangiovese 30,00 €
a testa.
Niente male, anche questa volta soddisfatti e rassicurati dalla c che
ci indica la strada per ritornare in albergo, facciamo un resoconto
generale sul festival e su Faenza.
Weekend a Faenza tre pranzi e due cene + due notti in albergo comprese
di prima colazione in camera doppia + souvenir + gelato pomeridiano +
viaggio andata e ritorno = 400 € per 10.000?
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