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il Bookcrossing. Il BC consiste nella liberazione di libri allo scopo di poterne seguire il viaggio attraverso i commenti di coloro che li ritrovano. È un'attività globale che esiste dal 2001. 
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Un piccolo resoconto del vecchio anno

venerdì 02 gennaio 2009 | Francesco De Rose

Come tutti, anche noi della Centrale, ci accingiamo a fare bilanci e resoconti sull'anno passato. Un 2008 un po' complicato oserei dire e naturalmente per quanto riguarda il punto di osservazione della nostra associazione, rivolto alla cultura, tristemente stagnante. Da nord a sud d'Italia la cultura e l'arte soffrono della solita gestione lenta e monotona delle istituzioni o dei soliti "manager" della cultura. Qui a sud, in particolare in Calabria, assistiamo da oltre un decennio alla paralisi completa ad un fermo immagine che ci riporta indietro di...
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Piano strategico-Cosenza-Rende

giovedì 30 ottobre 2008 | lacentraledellarte.org

Incontro nella sede dell'Urbanlab (redattore del piano strategico)  presso l'ex albergo Bologna. La Centrale dell'arte, con le altre associazioni portatrici d'interesse per l'area delle ex officine e depositi delle Ferrovie della Calabria, ha presentato un documento d'intenti sulla trasformazione di quell'area dismessa dal 1995. Ecco un estratto del documento: L'area dell’ex deposito delle Ferrovie della Calabria, posizionata tra viale Mancini e via Popilia. A partire dalla metà degli anni ’90 subisce la dismissione...
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Scritto da lacentraledellarte.org   
sabato 17 marzo 2007
Charlotte, 32 anni, è proprietaria di una clinica di bellezza. Un giorno decide di abbandonare il proprio compagno Kristian e di andare a vivere in un appartamento che conserverà l'aspetto della provvisorietà. Al piano di sotto abita un giovane transessuale che la donna conoscerà comprendendone i problemi. Film danese 'classico' potremmo definire questo En Soap che riproduce volutamente lo stile di una soap opera per scavare nelle vite di due personaggi incerti sul loro futuro che tali restano sino allo scorrere dei titoli di coda. Girato in modo claustrofobico (l'unico 'sguardo' dall'esterno dedicato ad alberi costantemente e retoricamente in fiore) il film poggia il suo interesse sulla prestazione dei due protagonisti e sulla capacità di raccontare la sofferenza di una mente che vive in un corpo che non le appartiene. Con delicatezza (in particolare per quanto riguarda i rapporti di Ulrik/Veronica con la madre) e senza retorica trans. LA RECENSIONEIl sottogenere trans sta solcando un vero e proprio trend nel cinema contemporaneo (dal delizioso 'Transamerica', sconfitto agli Oscar, all'atteso 'Breakfast on Pluto' che vedremo al Togay passando per l'italiano 'Mater Natura' che dovrebbe uscire il 21 aprile) e in sede critica si può riconoscere un interesse autoriale che sta dando ottimi risultati sia formali che di contenuto. Ne è la riprova la scabra tragicommedia danese 'En Soap' ('Una telenovela') dell'esordiente danese Pernilla Fischer Christensen (nella foto con il produttore Lars Bredo Rahbek), un intelligente kammerspiel che ha vinto l'Orso d'Argento a Berlino (ex-aequo con l'iranino 'Offside di Jafar Panahi) e il premio per la migliore opera prima.
Il titolo non inganni: è puramente sardonico e si riferisce alla passione del protagonista Ulrich/Veronica per le soap americane, unica via di fuga da una realtà deprimente e inappagante. Veronica è infatti una trans tendente alla depressione, convive con l'adorato cagnolino Miss Daisy, si prostituisce in casa con clienti che a volte le richiedono la realizzazione di insolite fantasie coprofile o sadomaso ("Faccio solo pompini e seghe", risponde lei) e attende con ansia la lettera che le consentirebbe l'operazione per il cambio di sesso. Al piano di sopra abita l'instabile Charlotte, una trentaquattrenne titolare di una clinica estetica, in crisi sentimentale dopo aver lasciato il suo fidanzato Kristian e poco invogliata ad arredare il nuovo appartamento fresco di trasloco. I due si conoscono grazie a un doppio scambio di favori: Veronica aiuta Charlotte a spostare un letto da una stanza all'altra e Charlotte ricambia regalandole un fondotinta; quando Charlotte la salva da un tentativo di suicidio per ingestione di barbiturici, la vicina la ringrazia facendole una tenda nuova di cui Charlotte non apprezza le balze per lei troppo originali. Tra le due vicine prevale ancora la diffidenza, e solo quando Veronica salva Charlotte da un brutale pestaggio dell'ex che non si rassegna all'abbandono, il rapporto tra le vicine si intensifica sfiorando anche l'intimità fisica in una scena forte e insolita.
Girato interamente nei due appartamenti dei protagonisti (le uniche inquadrature esterne sono riprese del palazzo 'filtrate' da alberi in fiore), ricorda nell'atmosfera claustrofobica e disincantata il primo Fassbinder di 'Perché il signor R. è diventato matto?' e 'Le lacrime amare di Petra Von Kant'. La regia è dogmaticamente derivativa: luci naturali, camera a mano e presa diretta (coproduce la Nimbus Film legata a Lars Von Trier). Le varie fasi della storia sono intervallate da siparietti in bianco e nero con un titolo pertinente (il più toccante è 'Due anime'), inquadrature fisse e una voce off che 'riassume' la vicenda come, appunto, nelle puntate di una telenovela.
C'è molto realismo e nessuna concessione agli stereotipi soprattutto nel descrivere il personaggio trans (assai più che in 'Transamerica'): nessuna esagerazione col trucco, il dolore acuto e profondo dovuto agli squilibri umorali e fisici causati dall'assunzione di ormoni, gli stratagemmi per celare il sesso maschile come il nastro da pacchi appiccicato negli slip. C'è molta umanità nel descrivere due personaggi alla deriva, entrambi passionali e disperatamente soli ma incapaci di tessere rapporti umani che non cedano alla nevrosi e all'insoddisfazione. Merito di una regia accorta e sensibile ma soprattutto di due interpretazioni notevoli: Charlotte è la brava Trine Dyrholm, la Pia di 'Festen' già maltrattata dal compagno nel film di Vinterberg, mentre l'attore prevalentemente televisivo David Dencik veste




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Ultimo aggiornamento ( venerdì 02 maggio 2008 )
 
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