Piano strategico-Cosenza-Rendegiovedì 30 ottobre 2008 | lacentraledellarte.org
Incontro nella sede
dell'Urbanlab (redattore del piano strategico) presso l'ex albergo Bologna.
La Centrale dell'arte, con le altre associazioni
portatrici d'interesse per l'area delle ex officine e depositi delle
Ferrovie della Calabria, ha presentato un documento d'intenti sulla trasformazione di quell'area dismessa dal 1995.
Ecco un estratto del documento:
L'area dell’ex deposito delle Ferrovie della Calabria, posizionata tra viale Mancini e via Popilia.
A partire dalla metà degli anni ’90 subisce la dismissione... + continua
HELLO DOLLY 4mercoledì 15 ottobre 2008 | Francesco De Rose
Ci siamo fatti prendere dai sentimentalismi. Un bell'autunno caldo va goduto tutto.
Dopo la settimana della vendemmia e delle sagre paesane dalla castagna alla patata eccoci in ripresa con la versione 1.4 del sito (..e quante ancora ce ne saranno!).
Una nuova veste grafica del sito per una stagione nuova della Centrale, sebbene tutte le parti non siano del tutto complete, ci scusiamo per eventuali disagi, il sito comincia a prendere forma.
Uscita ufficiale nel mese di dicembre. Incrociamo le dita.
good luck Centrale
+ continua
25 MAGGIO 2008 A Faenza (Ravenna) per tre giorni di seguito dal 24 al 25 maggio, ha avuto luogo il primo festival dell'arte contemporanea;
riflessioni sull'evento e sulla città che l'ha ospitato .
Faenza, già distretto eccellente della ceramica artistica, quest'anno
si propone anche come centro dell'arte contemporanea raccogliendo e
accogliendo, nella sua antica piazza della Molinella, curatori,
galleristi, direttori di musei, architetti ed artisti e quant'altro
ruoti intorno al sistema arte contemporanea internazionale.Il cartellone recita " festival arte contemporanea: la parola ai protagonisti del sistema dell'arte contemporanea... futuro presente",
Per la prima volta al mondo, l'arte contemporanea entra in un festival
Tre
giorni di incontri per confrontarsi e per capire, insieme al pubblico,
le direzioni dell'arte del presente e di quella che verrà.
Da Dan
Graham a Francesco Vezzoli: tutte le novità sul programma.
un progetto di goodwill - contatti t. +39 051 22 00 80 -
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- skype nick: festivalarteconte
produzione per il festival FUTUROPRESENTE [Mart Rovereto]
Sab 10 mag / 2008 / h 21.30 Piazza del Polo Museale
Sci-fi, ovvero, la sigla che indica nel mondo inglese la fantascienza. Genere poco frequentato in Italia se non al cinema, è in realtà un autentico bacino di stimoli e riflessioni sulle questioni aperte dell'umanità, sulle visioni del futuro, sul rapporto tra corpo, idee, sistemi sociali e tecnologia. La letteratura anglosassone ne ha fatto il luogo prediletto per le grandi critiche sociali al presente, il cinema vi ha alloggiato paure e angosce. Il progetto di koan01 e ootchio si muove per suoni e immagini, processate e messe in connessione dal vivo, in una performance di live media per chiedersi la validità delle promesse, o dei tormenti, dell'abbondante produzione fantascientifica. E lo fa riamalgamando sullo schermo il materiale filmico di grandi capolavori come Metropolis, Blade Runner, 2001 Odissea nello spazio su un live sonoro che combina set elettroacustico a citazioni di alcuni grandi sperimentatori della musica del '900 da Luigi Russolo a Stockhausen, da Luciano Berio a Xenakis. Non si tratta di semplice proiezione e colonna sonora, bensì di un lavoro unitario in cui l'improvvisazione e la creatività, focalizzate attorno ai temi della "Città del futuro" e dello "Spazio interstellare", hanno una parte importante grazie all'abilità di Massimo Vicentini (aka koan01), artista multimediale e web designer e di Salvatore Arangio (aka ootchio) musicista eclettico.
"La signora si diverte un mondo a vedersi rappresentata in dieci, cento,mille modi diversi. E in più vuole solo una cosa: money,money money". (dal testo critico di Ilaria Beltramme)
MondoPOP International Gallery di Roma dedica una collettivaalla figura della GIOCONDA, simbolo dell'arte per eccellenza.
In occasione di Fuorisalone 2008 Milano,
NABASUTRA
Master Digital Environment Design presenta HYPERWISH. Move Around Desire.
presso Naba, aula 14.2 _ edificio Amaranto
venerdì 18 aprile dalle 18.00 alle 22.00 e sabato 19 aprile dalle 18.00 alle 24.00
Xtend3dLab presenta VIP_csc
presso Naba, aula 15_edificio Amaranto
venerdì 18 aprile dalle 18.00 alle 22.00 e sabato 19 aprile dalle 18.00 alle 24.00
il Master Digital Environment Design e Xtend3dLab, unitamente alla Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte - Media Designdedicano idealmente questi lavori a Edward Lorenz, il padre della Teoria del caos scomparso ieri
«La giusta distanza», dice Fabrizio Bentivoglio, è quella che il giornalista dovrebbe tenere, tra sé e la notizia: non troppo lontano da sembrare indifferente, né troppo vicino perché l'emozione, a volte, può abbagliare. Bentivoglio ha la breve parte di direttore d'un quotidiano, Ivano Marescotti fa l'avvocato, Giuseppe Battiston è un ricco lascivo, prepotente. E il regista Carlo Mazzacurati, 51 anni, ha fatto davvero un bel film: raccontando un paese immaginario nel Nord Italia sul Delta del Po (un luogo magnifico nella fotografia di Luca Bigazzi) e i suoi abitanti, razzismi e crimini attraverso una persona estranea, una maestra portata lì da una supplenza, un delitto, un ragazzo locale aspirante giornalista. I diversi elementi si fondono nel rappresentare paesaggi e esseri umani, un'Italia bellissima e una ripugnante, con molta finezza e profondità, con il calore speciale che il regista ha sempre riservato a quei posti che sono i suoi di nascita e crescita, dove ha girato tre film a partire da Notte italiana. La giusta distanza mescola attualità cosmopolita (nel crimine è coinvolto per via del razzismo altrui un meccanico arabo; al ballo paesano partecipano cinesi, ucraini, tunisini) e la tradizione rurale, la modernità forzosa dei commerci (insegna d'un negozio: “Sposissimi”) e i caratteri lunatici o crudelmente pazzi della gente. Attori bravi, idee comprensive e forti, un senso d'umanità preciso e caldo: molto bello. Lietta Tornabuoni La Stampa
Mercoledì 16 aprile, alle ore diciotto, sarà inaugurata la mostra "Human MAcro in Calabria. Visioni fotografiche della natura",
nella sede del CAMS dell'Università della Calabria.
Human Macro significa liberare da ogni dogmatismo formale la fotografia
naturalistica ed usare le forme e i colori della natura non per descriverla ma
per celebrarne la passione come fossero elementi di una nuova ed inusitata
tavolozza. E' questo lo spirito con il quale Frank Armocida, Donatella Loprieno
ed Ercole Giap Parini presentano le loro immagini.
Sarà possibile visitare la mostra fino al 6 maggio 2008, da lunedì a venerdì
dalle ore 09 alle 13.30.
Per ulteriori informazioni
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venerdì 2 maggio | dal calar del sole
PIAZZA CHANOUX - AOSTA
Installazione New Media Art | Riccardo Mantelli
Innamorati al cuore della città. Entità impalpabili che si spostano nell'anima sensibile, tra la mente dell'individuo
e il cuore della città. Esploratori alla ricerca di nuovi spazi da destinare all’Arte e alla Comunicazione
Desiderosi di proporre lo spazio pubblico in forma nuova. Ricercatori di nuovi linguaggi tra Tradizione e Tecnologia.
Stimolatori e provocatori: condividere e convivere l’esperienza con lo spettATTORE.
Volontà di Metamorfosi. La città potenziale
Letture e azioni | Paola Corti, Stefania Tagliaferri,
Cristina Chiantaretto, Roberto Baffa e Gianni Catanese
Riccardo Mantelli | Installazione New Media Art e ambienti sonori
Intervengono nella creazione gli spettatori con i loro
(in caso di maltempo: sotto i portici, zona antistante ingresso municipio)
Evento organizzato da
Associazione Culturale Fata Morgana
Selezione artisti per:
(ac)Cenni di (con)TempORAneo ’08 _ V edizione
Festival di Cultura Contemporanea
Dal 27 giugno al 6 luglio 2008
Civitella D’Agliano (Vt).
Torre dei Monaldeschi
Incroci: Spazio-Uomo-Tempo.
di Massimo Lucarelli e Elena Rosati
La V edizione del festival di cultura contemporanea – (ac)Cenni di (con)TempORAneo ‘08 - prosegue sulla linea concettuale degli anni precedenti. L’evento cercherà di offrire spazi, momenti, accenni di quell’esperienza contemporanea che si svelerà attraverso l’espressione di artisti, teatranti, letterati e musicisti.
L’esposizione d’arte contemporanea si propone, attraverso le opere degli artisti, di creare un istante situazionale, che generi il Luogo come esperienza, che generi Ambienti emozionali. Il Tempo non sarà concepito come una linea continua, bensì come una rete di intenzionalità, fluida, inconscia e impercepita, che precederà e alimenterà ogni atto, “ogni rappresentazione”, come fosse il suo indispensabile liquido amniotico, la sua corteccia primordiale. Un rapporto osmotico colto e vissuto nell’atto vivente, un flusso continuo tra io e mondo, come “ambiente” circostante e coinvolgente, che sottolinei la centralità del corpo nella fenomenologia e nella conoscenza del sensibile.
Quello che si rivelerà sarà un evento pronto a manifestarsi come presenza, esperienza diretta tra le opere e l’osservatore in un ambiente sinestetico e situazionale. In un’epoca ipertecnologica, il corpo all’incrocio tra tattilità, visione e udito si espande e, letteralmente, si modifica: le sue terminazioni nervose diventano terminali sensibili.
L’evento si concentrerà soprattutto su installazioni e performances, con lo scopo di mettere in evidenza la durata temporale soggettiva che sempre presuppone un corpo in situazione.
La ricerca si focalizzerà sull’unità di spazio e tempo, cercando di verificare operativamente che il nostro corpo non è semplicemente “nello” spazio e “nel” tempo, bensì “abita lo spazio e il tempo”. Una drammaturgia dello spazio vissuto, in cui si afferma imperiosamente la capacità del gesto “danzato”, esso stesso visibile, di originare, di dar luogo al visibile. E se “non è il corpo che dispone dei gesti, ma sono i gesti che fanno nascere un corpo”, essi stessi incarnano “l’ostensione e l’indicazione di qualcosa d’altro oltre la semplice presenza”. Abitare lo spazio-tempo significa che il corpo vive tale dimensione non in termini posizionali-assiomatici ricavabili da un astratto schema, da un calcolo logico delle coordinate geometriche, bensì in termini situazionali: il corpo abita sempre uno spazio e un tempo contingenti, localizzati; è sempre un qui e ora nell’ estensione tridimensionale e indefinita dell’Universo.