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Lavoro collettivo per la riconversione degli spazi dismessi. PDF Stampa E-mail
Scritto da maria fortino   
sabato 05 aprile 2008

Cosenza , pur non essendo una città industriale, presenta sul suo territorio una serie di aree dimesse ossia spazi che, nel passato, erano prevalentemente destinati ad attività produttive e che ora, per precise scelte economiche, versano nel più totale abbandono in attesa, forse, di essere smantellate e destinate all’edificazione civile o commerciale.Riconvertire un’area che ospitava le officine delle ferrovie calabro-lucane e che attualmente, si trova collocata al centro di una più vasta zona diventata teatro di una recente cementificazione, per la Centrale dell’Arte diventa fattibile tramite una progettazione che si esplica attraverso le forme di lavoro collettivo che ha permesso un primo recupero strutturale affiancato ad un recupero creativo che si è manifestato nelle attività culturali che, quest’anno, hanno animato le serate di “Fiera Inmensa”.

guarda il  video  

 


Ridipinti i muri , ripuliti gli spazi, risistemate finestre reso agibile il luogo lo si è popolato di una serie di iniziative che vanno dalle mostre fotografiche alle istallazioni, dal cinema agli spettacoli teatrali e musicali infine alle riflessioni su temi dei migranti dei CPT e delle aree dismesse ai laboratori che hanno coinvolto numerosi bambini. I volti delle persone che hanno preso parte alle iniziative erano quelle dei volontari e dei tanti genitori a loro seguito, dei migranti, dei giovani cosentini, tutti si sono incontrati attorno alla struttura riconvertita che poteva rimanere luogo decadente ma che invece, grazie al lavoro manuale in primo luogo, si è qualificata come spazio restituito alla città ai suoi abitanti e ai viandanti. L’atmosfera che si è respirata nel corso dell’iniziativa è stata intrisa dalla volontà di incontrarsi e di conoscersi a partire dalla mensa per arrivare alla cultura e infine alla riflessione.

Partire dal lavoro fisico è il primo passo per capire lo spirito del progetto della costruzione di un centro d’arte contemporanea perseguito dall’associazione Centrale dell’Arte.

Il lavoro collettivo ha permesso alla stessa associazione di crescere e di rafforzare i propri propositi, in definitiva si è trattato di un vero e proprio momento di crescita del gruppo che solo attraverso il sudore la stanchezza fisica, e non tramite semplici elucubrazioni mentali, ha imparato a conoscersi e a cementarsi così come, in fondo, suggeriva Makarenko.

In definitiva è ora che si faccia sempre piu’ uso del cemento delle collettività invece che del cemento dei palazzinari.

Il video, realizzato da Alessandro Gordano, racconta la storia di questo lavoro collettivo.





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Ultimo aggiornamento ( marted́ 15 luglio 2008 )
 
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