lacentraledellarte.org - A-frica-tinni!
   
HOMEINOUTRegistrazione
 
LOGIN          
   
 
NEWS
MAPPA
CONTATTACI
BIBLIOTECA DELL'ARTE
IN-TV
 

--------------------------------------------------------- 

MAPPA
LOCALE E GLOBALE SULLE AREE DISMESSE
E LE DISMISSIONI CREATIVE .

leggi tutto

---------------------------------------------------------

WIKI
FAQ. ED ALTRO SULLO SVILUPPO
DEL PROGETTO CENTRALE DELL'ARTE.

leggi tutto

---------------------------------------------------------

LA BIBLIOTECA
DONA UN LIBRO ALLA CENTRALE PER
LA COSTRUZIONE DI UNA BIBLIOTECA DELL'ARTE

Entra in biblioteca
A-frica-tinni! PDF Stampa E-mail
Scritto da ciccio noto   
giovedì 27 dicembre 2007

ciccionoto_0980

 
Cosenza, dicembre 2007.

Gli occhi, le minacce, gli odori, le puzze, i piatti, il perdurare del colonialismo, l'erba, lo sfruttamento, i gesti, la lingua anzi le mille lingue, le foglie di coca, i giochi, i missionari, i sogni, i progetti, l'acqua, i sentimenti, i fiumi colorati dall'inquinamento, la colla nelle bottigliette, gli stracci, gli slums, le tonnellate di spazzatura, le case improbabili, le suore (anzi i cap'i pezza), la cocacola, le zanzare, i matato (pulmini strapieni di robe e gente), le musiche, le troppe chiese, i grattacieli, le tante "mama" incontrate, i machete, la polizia corrotta, le troppe religioni, i muzunghi (gli uomini bianchi), i politicanti, le acconciature, le strade sterrate e i crateri, gli animali incredibili, la violenza, le risate, i mercatini, la frutta, le donne, le ciabatte coi copertoni, il kerosene bruciato.

(foto di Ciccio Noto) 


Stavo male, veramente male, mi contorcevo nel letto prima, nel pulmino poi, al punto che stavo per rinunciare al mio primo viaggio in Africa, più precisamente in Kenya a Nairobi, ed era lo scorso ottobre. Oggi, dal rientro dal secondo viaggio, questa volta scarsi dieci giorni, ripensavo a quel giorno se avessi deciso di non andare: me ne sarei pentito amaramente, molto probabilmente. Sono partito con persone di chiesa, cattoliche. Andavano a fare i loro progetti, una via di mezzo tra la carità e le solite muzungate, cose 'positive' per lo stile di vita occidentale, a mio avviso incompatibili con l'Africa, ma questo - come dire - è un altro discorso, della serie cchetelodicoaffà.
Abbiamo visitato tantissimi posti. Alcuni vanno raccontati, anzi scritti.
Il più duro, quello a Naniuki, un centro per malati di AIDS: dai bambini sieropositivi ospiti del centro ai malati terminali nell'ospedale, passando per la scuola, ai laboratori, ecc. Tutto positivo, soprattutto per la dignità umana. Ma ai miei occhi quasi una fabbrica per malati di AIDS. Il posto è gestito da alcuni italiani che alla fine ti confessano che non possono fare prevenzione attiva, cioè il preservativo, perchè sono legati alla chiesa. Certo, è difficile per gli africani, culturalmente parlando, accettare un coso di plastica sul pisello - ma il cattolicesimo basa la sua prosperità sulla disgrazia dei poveri, che naturalmente devono continuare a rimanere poveri. Soprattutto per fare camminare la macchina ecclesiale.

Ho visto il pozzo per l'acqua costruito con i nostri soldi – quelli della Provincia di Cosenza, più precisamente – consegnati ad un'associazione cattolica cosentina: un'incazzatura in più. Il pozzo è artesiano, manca la pompa e vorrebbero acquistare un generatore di non so quanti mila euro per succhiare l'acqua dalle viscere, ma il generatore va a gasolio. Non vogliono – i promotori – liberarli dal petrolio, dalla dipendenza, eppure le soluzioni eco-nomico/logiche ci sono e costano anche meno rispetto al vecchio continente. Poi, giusto un inciso: la Provincia di Cosenza per la raccolta dei fondi, organizza una serie di concerti per vecchi il cui costo supera di 5-6 volte i fondi poi effettivamente raccolti, non sensibilizzano i partecipanti e la tirano ancora con il povero bambino africano.L'altro giorno è ripartito, per la seconda volta.

Gli slums (le baraccopoli) gridano, sono diseredati, sono apolidi, sono fantasmi, sono rifugiati gli abitanti, vivono con poco, quasi nulla, di sicuro della spazzatura prodotta dal milione più ricco della città, loro sono soltanto tre milioni.
Conosco decine di ragazzi che, nonostante le mille problematiche quotidiane, hanno la volontà di voler dare un cambiamento alla loro vita, sognano, ti parlano di mille cose. Quelli con cui ho approfondito, nello slum di Mukuru, sono artisti. Hanno messo su un progetto, Wajukuu, disegnano, fanno fotomontaggi al computer, insegnano ed espongono; alcuni riescono anche a camparci. Io provo a seguirli, vedremo cosa nascerà.

Ecco, mi sarei pentito se mi fossi perso tutto questo. Perdonate la sconclusionatezza di queste mie righe, ma non potevo a-frica-rmene.
ciccionoto[@libero.it]




Technorati!
Ultimo aggiornamento ( martedì 15 luglio 2008 )
 
< Prec.   Pros. >