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Che cos’è il PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e Come si Partecipa

L’Unione Europea ha risposto alla crisi pandemica con il Next Generation EU (NGEU). È un programma di portata e ambizione inedite, che prevede investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale; migliorare la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori; e conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.
Per l’Italia il NGEU rappresenta un’opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme. L’Italia deve modernizzare la sua pubblica amministrazione, rafforzare il suo sistema produttivo e intensificare gli sforzi nel contrasto alla povertà, all’esclusione sociale e alle disuguaglianze. Il NGEU può essere l’occasione per riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi decenni.
L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU). Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021- 2026, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto. L’Italia intende inoltre utilizzare appieno la propria capacità di finanziamento tramite i prestiti della RRF, che per il nostro Paese è stimata in 122,6 miliardi.

da PNRR ~ Piano di Nazionale di Ripresa e Resilienza | scarica qui la presentazione in pdf 

Il Decreto attuativo del PNRR, DECRETO-LEGGE 6 novembre 2021, n. 152 è stato pubblicato in Gazzetta del 6 novembre 2021(ed in vigore dal 7 novembre 2021)

In questo post ci focalizziamo sulla sezione (artt. 20-23) dedicata ai temi dell’efficientamento energetico, rigenerazione urbana, mobilità sostenibile, messa in sicurezza degli edifici e del territorio e coesione territoriale, oltre a modifiche in materia di tutela ambientale (che abbiamo visto nel precedente aggiornamento).

Con Decreto 6 dicembre 2021 il Ministero dell’Interno approva il modello con il quale le Città Metropolitane, in attuazione della linea progettuale «Piani Integrati – M5C2 – Investimento 2.2» nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, individuano gli interventi finanziabili per investimenti in progetti relativi a Piani Urbani Integrati ed inviano le stesse via pec usando il Fac-simile ministeriale (vedi sotto)
ENTRO IL 7 MARZO 2022.

Progetti di rigenerazione:

I progetti oggetto di finanziamento, il cui costo totale non può essere inferiore a 50 milioni di euro, devono riguardare:

  • la manutenzione per il riuso e la rifunzionalizzazione ecosostenibile di aree pubbliche e di strutture edilizie pubbliche esistenti per finalità di interesse pubblico,
  • il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, con particolare riferimento allo sviluppo e potenziamento dei servizi sociali e culturali e alla promozione delle attività culturali e sportive,
  • interventi finalizzati a sostenere progetti legati alle smart cities, con particolare riferimento ai trasporti ed al consumo energetico.

Progetti di rigenerazione: I contenuti ammissibili

In base al Decreto, i progetti oggetto di finanziamento devono, a pena di inammissibilità:

  • intervenire su aree urbane il cui IVSM (Indice di Vulnerabilità Sociale e Materiale) è superiore a 99 o superiore alla mediana dell’area territoriale;
  • avere un livello progettuale che assicuri il rispetto dei termini temporali e, in ogni caso, non inferiore alla progettazione preliminare;
  • assicurare, nel caso di edifici oggetto riuso, rifunzionalizzazione o ristrutturazione, l’incremento di almeno due classi energetiche;
  • assicurare l’equilibrio tra zone edificate e zone verdi, potenziare l’autonomia delle persone con disabilità e l’inclusione sociale attraverso la promozione di servizi sociali e sanitari a livello locale eliminando, laddove possibile, gli ostacoli all’accesso agli alloggi e alle opportunità di lavoro tenendo conto anche delle nuove possibilità offerte dalle tecnologie;
  • prevedere la valutazione di conformità alle condizioni collegate al principio del DNSH (Do Not Significant Harm;
  • prevedere la quantificazione del target obiettivo: metri quadri area interessata all’intervento, intesa come bacino territoriale che beneficia dell’intervento.

Finanziamento dei progetti di rigenerazione: Modalità di partecipazione

A livello di coinvolgimento nei progetti oggetto di finanziamento, il Decreto apre alla:

  • possibilità di partecipazione dei privati, attraverso il «Fondo Ripresa Resilienza Italia» di cui all’articolo 8 nel limite massimo del 25 per cento del costo totale dell’intervento;
  • presenza facoltativa di start-up di servizi pubblici nella proposta progettuale;
  • co-progettazione con il terzo settore.

Finanziamento dei progetti: come si assegnano le risorse

Il DL n.152/2021 prevede (entro 150 gg dalla entrata in vigore):

  • un decreto interministeriale (Interno-Finanze) che assegni le risorse ai soggetti attuatori per ciascun progetto integrato oggetto di finanziamento e per i singoli interventi che ne fanno parte (identificati da CUP)
  • uno specifico «atto di adesione ed obbligo» contenente i criteri, indirizzi ed i relativi obblighi che regolano il rapporto con i soggetti attuatori

I due atti inoltre disciplinano i termini di avvio e conclusione dei lavori (marzo 2026), le modalità di erogazione e revoca delle risorse, i contenuti essenziali della documentazione di gara per il rispetto DNSH (Do Not Significant Harm)

Monitoraggio degli interventi di rigenerazione urbana, finanziati

I soggetti attuatori devono poi assicurare l’alimentazione tempestiva del sistema di monitoraggio per la rilevazione dei dati di avanzamento attuativo degli interventi finanziati.
Oggetto di finanziamento sono gli elementi anagrafici e identificativi dell’operazione, della localizzazione, dei soggetti correlati all’operazione, delle informazioni inerenti le procedure di affidamento dei lavori, dei costi previsionali e delle relative voci di spesa, degli avanzamenti fisici, procedurali e finanziari, dei milestone e target collegati e di ogni altro elemento necessario richiesto dalla regolamentazione attuativa del PNRR.

Devono poi conservare tutti gli atti e la relativa documentazione giustificativa su supporti informatici adeguati e li rendono disponibili per le attività di controllo e di audit, ivi inclusi quelli relativi all’individuazione delle progettualità.

DL 152/2021 attuativo del PNRR, la struttura del provvedimento

Il DL 152/2021 contiene cinque diversi Titoli, che si occupano di diverse materie

  • Titolo I – Misure urgenti finalizzate alla realizzazione degli obiettivi del PNRR per il 2021 (relativamente a Turismo, Infrastrutture ferroviarie, edilizia giudiziaria, Innovazione tecnologica e transizione digitale, Procedure di spesa, Zone economiche speciali, Università e ricerca
  • Titolo II – Ulteriori misure urgenti finalizzate all’accelerazione delle iniziative PNRR con misure su Ambiente (artt.16-19), Efficientamento energetico, rigenerazione urbana, mobilità sostenibile, messa in sicurezza degli edifici e del territorio e coesione territoriale (Artt.20-23), e ancora Scuole innovative, Servizi digitali, Personale e organizzazione delle pubbliche amministrazioni e servizio civile.
  • Titolo III – Gestioni commissariali, imprese agricole, e sport
  • Titolo IV – Investimenti e rafforzamento del sistema di prevenzione antimafia
  • Titolo V – Abrogazioni e disposizioni finali.

Modello per la presentazione dei progetti

Alte informazioni utili su https://www.insic.it/edilizia-e-progettazione/

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Mappatori e giardinieri dei giardini Urbani diffusi. Profilo del gUd | team

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